Sta nascendo una nuova disciplina dal nome "Scienza e Ingegneria dei Servizi" che consiste nell'applicazione di discipline scientifiche, aziendalistiche ed ingegneristiche alle attività dei servizi.
Nei Paesi sviluppati il settore dei servizi occupa ormai oltre il 75% della forza lavoro e produce più del 50% del PIL ed è quindi fondamentale che si sviluppino competenze scientifiche almeno paragonabili a quelle relative ai settori industriali.
Ancora una volta, così come per l'informatica negli anni '50, lo sponsor di questa disciplina scientifica è IBM, che dai servizi trae più del 50% del proprio fatturato.
Ecco alcune delle domande a cui questa disciplina si prefigge di dare risposte mediante la definizione di modelli concettuali adeguati:
- Misurare l'intensità di lavoro e di servizio e la complessità del servizio. Quali sono i limiti del self-service? Quanto lavoro può essere lasciato all'utente finale?
- Rappresentare e catalogare la competenza. Come si organizzano e si identificano le competenze necessarie per svolgere un determinato lavoro? Come si tiene conto di ciò per comporre e ottimizzare i team di progetto?
- Identificare gli strumenti di comunicazione globale. Quali sono le barriere all'aumento della produttività nel coordinamento interpersonale? Distanza, fiducia, comunicazione, ciò che si ha in comune, cultura, tecnologia?
- Definire l'organizzazione del lavoro nei servizi. Applicazione di metodi logistici alle supply chain dei servizi che sono centrate sulle persone.
- Identificare come automatizzare efficacemente i servizi. Capire come bilanciare gli sforzi tra persone e macchine per creare nuovi servizi.