domenica 15 febbraio 2009

Chi si ricorda di Second Life?


Un anno fa, o poco più, tutti parlavano di Second Life: delle meraviglie del mondo virtuale, delle nuove frontiere a disposizione di persone e aziende, di come questo avrebbe immediatamente trasformato l'ecommerce, ...

Anche la televisione, con i suoi tempi di produzione, si è mossa su questa scia: nei RIS è comparso un mondo virtuale usato come luogo di incontro dai cattivi di turno, in CSI un episodio è stato incentrato su un delitto finalizzato al furto di un avatar.


Di Second Life, però, adesso non si parla più: la moda web del momento è Facebook.

E allora, immagino, tra un anno saremo tutti presi da qualche nuova mirabolante invenzione del web e la televisione ci ricorderà di Facebook grazie a qualche serie adesso in produzione.


La tanto bistrattata televisione ci fa da memoria storica e, forse, potrebbe insegnarci quanto assurde e vuote sono queste mode web del momento!

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domenica 1 febbraio 2009

Dibattito sulla crisi

World Economic ForumImage via Wikipedia

Ieri sera mi è capitato di guardare per televisione, su BBC World News, un dibattito sul tema della crisi: crisi finanziaria, crisi economica, crisi di governance dell'economia mondiale.
Trasmesso da Davos, a margine del World Economic Forum, il dibattito ha visto impegnati per quasi un'ora alcuni economisti e politici a partire da Nouriel Roubini, l'economista che forse per primo ed inascoltato aveva predetto questa crisi.

Brevissima sintesi:
  • Chi è parte dell'establishment finanziario sostiene che si tratta di una crisi di sistema: banche e operatori operavano nel rispetto delle regole, senza rendersi conto (o meglio senza preoccuparsi, visto che non spettava a loro) che le regole erano sbagliate.
  • Per questo motivo, per loro, il fatto che possano ancora ricevere sostanziosi bonus mentre contemporaneamente hanno licenziato migliaia di persone non è un problema; anzi, è un fatto dovuto.
  • La crisi finanziaria si è però trasformata in crisi economica per mancanza di fiducia: prima tra le banche, poi tra aziende e consumatori. Episodi come quello dei bonus, non aiutano certo la fiducia e sono quindi molto dannosi.
  • La fiducia è ai minimi anche nei confronti della politica (e non solo in Italia): gli interventi necessari sono di lungo periodo, mentre i politici - così come i manager - guardano solo al breve periodo.
  • Anche se nata ed esplosa nei Paesi sviluppati (USA prima di tutti), la crisi tocca tutti e farà sentire gli effetti maggiori sui Paesi in via di sviluppo: questi ultimi infatti non hanno welfare e reti di protezione contro la disoccupazione.

Considerazione su un tema un po' più frivolo: che differenza con Vespa, Santoro e il resto della nostra deprimente compagnia! Come diceva Arbore, la RAI non è la BBC ...


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