"Il metodo scientifico è la modalità tipica con cui la scienza procede per raggiungere una conoscenza della realtà oggettiva, affidabile, verificabile e condivisibile. Esso consiste, da una parte, nella raccolta di evidenza empirica e misurabile attraverso l'osservazione e l'esperimento; dall'altra, nella formulazione di ipotesi e teorie da sottoporre nuovamente al vaglio dell'esperimento" (http://it.wikipedia.org/wiki/Metodo_scientifico).
Ciclicamente qualcuno, di solito non uno scienziato, propone la sostituzione del metodo scientifico con qualcosa di nuovo. Oggi tocca a Chris Anderson, su Wired, con l'affermazione che è ormai possibile analizzare i dati - quantità enormi di dati - senza avere un modello di riferimento da validare ma, al contrario, cercando correlazioni e soluzioni partendo dal basso. Chi è il maggiore esponente di questo nuovo modus operandi? ovviamento Google con la sua enorme capacità di catalogazione e analisi.
La tesi di Anderson pecca un po' di ingenuità e rientra nel filone del superamento della scienza: non a caso ha dato vita ad un ampio dibattito.
La risposta più seria mi sembra quella del genetista John Timmer su Ars Technica: quello proposto da Anderson non è altro che un tipo particolare di modello data-intensive che cerca di trovare correlazioni sfruttando l'enorme capacità di calcolo oggi disponibile; insomma, l'analisi bottom-up si affianca, ma non si sostituisce certo, a quella top-down.
Ciclicamente qualcuno, di solito non uno scienziato, propone la sostituzione del metodo scientifico con qualcosa di nuovo. Oggi tocca a Chris Anderson, su Wired, con l'affermazione che è ormai possibile analizzare i dati - quantità enormi di dati - senza avere un modello di riferimento da validare ma, al contrario, cercando correlazioni e soluzioni partendo dal basso. Chi è il maggiore esponente di questo nuovo modus operandi? ovviamento Google con la sua enorme capacità di catalogazione e analisi.
La tesi di Anderson pecca un po' di ingenuità e rientra nel filone del superamento della scienza: non a caso ha dato vita ad un ampio dibattito.
La risposta più seria mi sembra quella del genetista John Timmer su Ars Technica: quello proposto da Anderson non è altro che un tipo particolare di modello data-intensive che cerca di trovare correlazioni sfruttando l'enorme capacità di calcolo oggi disponibile; insomma, l'analisi bottom-up si affianca, ma non si sostituisce certo, a quella top-down.




