TechCrunch ha pubblicato un lungo articolo dal titolo PR Secrets for Startups, che cerca di spiegare come, grazie ai social network, è cambiato il modo di fare public relations per le aziende; anzi, più precisamente, per le startup, cioè per le piccole aziende che non possono contare su nomi e marchi famosi che di per sè attirano l'attenzione dei media.
Una volta c'era il comunicato stampa: lo strumento di un mondo in cui la comunicazione è unidirezionale, dai media verso il pubblico. Nel web 2.0 dello user generated content, il comunicato deve diventare conversazione: PR vuol dire coltivare la relazione e creare le conversazioni (ognuna almeno parzialmente diversa dall'altra) tra azienda e generatori dei contenuti. E questi ultimi non sono solo i giornalisti, ma anche i blogger.
Tra i vari consigli offerti dall'autore (Brian Solis, principal di FutureWorks) ne cito due che mi hanno particolarmente colpito:
- Marketing = partecipazione. Non si può costruire a tavolino una campagna, ma bisogna metterci direttamente la faccia, sia nel mondo reale che in quello online: solo così si creano vere relazioni che permettono di aumentare il valore del brand ed il suo capitale sociale.
- La relazione con i blogger permette di raggiungere non solo il top delle fonti ma anche il mezzo. Nel mondo fisico, per ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo, è necessario concentrarsi sul 20% che produce l'80% (la ben nota curva ABC), ma il web è l'universo della coda lunga: creare relazioni con i blogger che costituiscono la fascia B della curva è la porta d'ingresso, appunto, di tutta la coda lunga.

Nessun commento:
Posta un commento