giovedì 24 dicembre 2009
domenica 13 dicembre 2009
Gli spazzini del web
Tre giorni fa Repubblica ha pubblicato in prima pagina (del giornale cartaceo) un brutto articolo in cui, in modo molto semplificato e fintamente scandalizzato, si descrive Reputation Manager come spazzino del web.
Confesso che la prima reazione è stata quella di voler protestare e in qualche modo rettificare: Reputation Manager è molto di più, la definizione è spregiativa e falsamente moralista, ...
Ovviamente non abbiamo fatto niente, ma con il passare delle ore abbiamo (re)imparato una fondamentale lezione del marketing tradizionale che resta valida anche nel mondo 2.0: nonostante il tono negativo (o forse grazie a quello), l'articolo ha avuto grandissima visibilità ed ha generato in due giorni un numero di contatti e di richieste come normalmente abbiamo in due settimane!
E allora ... basta che se ne parli, non importa se bene o male, il nome resterà: è sempre vero.
Qualcuno sostiene che una campagna di marketing web è vincente se il brand ha al suo interno un DNA virale sul quale fare leva: forse per noi è "spazzini del web" e non ci eravamo ancora arrivati.
Confesso che la prima reazione è stata quella di voler protestare e in qualche modo rettificare: Reputation Manager è molto di più, la definizione è spregiativa e falsamente moralista, ...
Ovviamente non abbiamo fatto niente, ma con il passare delle ore abbiamo (re)imparato una fondamentale lezione del marketing tradizionale che resta valida anche nel mondo 2.0: nonostante il tono negativo (o forse grazie a quello), l'articolo ha avuto grandissima visibilità ed ha generato in due giorni un numero di contatti e di richieste come normalmente abbiamo in due settimane!
E allora ... basta che se ne parli, non importa se bene o male, il nome resterà: è sempre vero.
Qualcuno sostiene che una campagna di marketing web è vincente se il brand ha al suo interno un DNA virale sul quale fare leva: forse per noi è "spazzini del web" e non ci eravamo ancora arrivati.
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