
E' appena uscito un libro che, nell'intento degli autori, si propone di applicare praticamente le differenze esistenti tra cervello maschile e femminile a tutti gli aspetti della vita aziendale: dal comfort dell'ambiente di lavoro, al vantaggio competitivo ai risultati economici:
Leadership and the Sexes: Using Gender Science to Create Success in Business .
E' risaputo che uomini e donne hanno stili di leadership diversi: gli uomini sono normalmente più direttivi e impositivi mentre le donne hanno un atteggiamento democratico e partecipativo: nella recensione che Tom Peters fa del libro(
M-F Leadership Styles, Effectiveness of) viene citato un esperimento televisivo - sembrerebbe del tipo "Isola dei famosi" o altri simili reality show - che dimostra come lo stile partecipativo possa produrre risultati migliori di quello direttivo ed è interessante notare che nel corso del test i commentatori (esperti di consulenza aziendale quasi tutti uomini) fossero estremamente scettici della possibilità di raggiungere l'obiettivo assegnato mediante questo "disordine creativo".
Le gerarchie aziendali sono ancora in massima parte dominate dagli uomini, e da uomini che pensano di essere superiori alle donne:
uno studio pubblicato in settembre nel Journal of Applied Psychology paragona gli stipendi di uomini e donne (a parità di livello di carriera, livello di studio e ore lavorate) e conclude che a guadagnare significativamente più degli altri sono gli uomini che hanno visione tradizionale delle donne: non vi sembrano essere invece particolari differenze tra uomini con una visione egualitaria del rapporto tra i sessi e donne (sia quelle con una visione tradizionale che quelle con una visione egualitaria).
Per chi come me ha una visione egualitaria, non resta che comprare il libro per avere un vantaggio competitivo nei confronti dei tradizionalisti e cercare di ridurre il gap economico.