venerdì 22 dicembre 2006

5 barriere all'innovazione

IBM Global Business Services ha pubblicato un Executive Technology Report dal titolo "Five barriers to innovation: Key questions and answers".
Le 5 barriere che gli innovatori incontrano normalmente all'interno di un'azienda sono:

  • la mancanza di finanziamenti adeguati: l'innovazione, anche non sotto forma di R&S formale, costa;
  • la scarsa propensione al rischio: chi tenta qualcosa di nuovo ha grandi probabilità di fallire e la maggior parte delle aziende non premia certo i fallimenti;
  • la natura strutturata dell'azienda, sia dal punto di vista organizzativo che dei prodotti e mercati: un'innovazione trasversale, o peggio che crea un nuovo mercato, rischia di essere "figlia di nessuno";
  • i vincoli di tempo e la gestione delle priorità: le attività di lungo termine sono le prime ad essere sacrificate in risposta alle emergenze;
  • la difficoltà di misurare il ritorno sull'investimento di una nuova idea, soprattutto quando l'impatto di breve termine su fatturato, margine e quota di mercato è impossibile da stimare.

Purtroppo non esiste la ricetta con la soluzione che permette magicamente di superare i 5 ostacoli, o almeno, se IBM l'ha trovata si guarda bene dal divulgarla: in estrema sintesi l'autore del report Peter Andrews suggerisce di applicare la propria creatività non solo al processo di generazione delle idee ma anche a quello, secondo me molto più faticoso, di superamento degli ostacoli politici e burocratici interni all'azienda per trovare alleati, sponsor, finanziamenti ecc.

Per dirla all'inglese: Think outside the box.

lunedì 18 dicembre 2006

Lavorare in una startup

Qualche giorno fa ho letto questo articolo dal blog "YOU AIN'T GONNA LEARN WHAT YOU
DON'T WANT TO KNOW" di Andy Monfried:
http://andymonfried.blogspot.com/2006/11/value-creation-in-startup.html

Creare un'azienda da zero, che generi valore per i propri clienti e per i propri azionisti, è una delle cose più difficili nel mondo del lavoro.

Essere un manager di un'azienda, media o grande, e prendere decisioni quando l'azienda è ben strutturata, riconoscibile e attiva è molto diverso dal costruire un'azienda. Le decisioni dipendono più dagli obiettivi e dalle percezioni personali e meno da ciò che conta veramente per l'azienda.
Chi lavora in un'azienda stabile è portato a pensare che se si impegna e fa un buon lavoro, l'ufficio, la scrivania, il computer e la macchinetta del caffè saranno sempre al loro posto ad aspettarli.

La vita in una startup è diversa: non ci sono garanzie. Ci sono però fiducia, desiderio e fame di risultati.

Fiducia nel lasciare la stabilità per cercare l'innovazione e la possibilità di costruire risultati sentendosi apprezzati.
Desiderio di creare e condividere nuove idee in un ambiente aperto e libero da politica e condizionamenti

Perchè un nuovo Blog

Un blog è un diario in rete. Il termine blog è la contrazione di web log, ovvero "traccia su rete". Il fenomeno ha iniziato a prendere piede nel 1997 in America; nel 2001 è divenuto una moda anche in Italia, con la nascita dei primi servizi gratuiti dedicati alla gestione di blog.

Nel 2006 il fenomeno è esploso: il blog è lo strumento più importante del Web 2.0, cioè di quel movimento collaborativo tra operatori e individui che attraverso internet interagiscono continuamente per creare valore, opportunità e crescita.

E proprio questo vuole essere l'obiettivo del blog: "Riflessioni e opportunità nel mondo della tecnologia" sta ad indicare il filo conduttore che legherà i diversi interventi. I miei interessi, le mie letture, i miei pensieri ruotano intorno alla tecnologia, principalmente l'Information Technology, e a come applicarla con vantaggio all'interno delle aziende.

E' il lavoro che mi sono scelto e penso che si possa applicare non solo nella pratica quotidiana del rapporto con il cliente o della gestione aziendale, ma anche tramite uno strumento di condivisione di letture, stimoli e riflessioni rivolto ad un pubblico potenzialmente eterogeneo.