La guerra al riscaldamento globale, la riduzione dei consumi, la protezione dell'ambiente e della biodiversità sono temi che gli ambientalisti sono riusciti a diffondere al di là dei loro circoli facendoli diventare popolari. In particolare, il principale problema (quello che racchiude tutti gli altri) sembra essere la riduzione dell'effetto serra e l'inversione della tendenza al riscaldamento globale: con il petrolio a $ 135, la riduzione dei consumi energetici è anche pura sopravvivenza.
Per combattere efficacemente l'effetto serra, però, dobbiamo essere consapevoli che alcuni luoghi comuni dell'ambientalismo sono profondamente sbagliati: un articolo di Wired, e quindi assolutamente non influenzato dalle beghe italiane, pubblicato questa settimana mette in discussione alcuni miti del movimento ecologista:
- vivere in città è meno dannoso per il pianeta che vivere in campagna
- i sistemi di condizionamento sono accettabili, anzi emettono CO2 in quantità inferiore ai sistemi di riscaldamento
- l'agricoltura biologica non è una risposta, anzi l'agricoltura tradizionale può essere maggiormente sostenibile per la Terra
- coltivare le foreste può ridurre il riscaldamento globale
- la Cina non è il nemico, ma può essere la soluzione: si tratta del principale Paese produttore di impianti per lo sfruttamento delle fonti energetiche alternative
- l'ingegneria genetica può avere effetti positivi mediante la realizzazione di coltivazioni super-efficienti
- le quote verdi non funzionano: i benefici reali ottenibili dal sistema di negoziazione delle quote sono illusori
- il nucleare è la forma di energia oggi utilizzabile su vasta scala meno dannosa per l'ambiente
- meglio un'auto usata di una nuova ecologica: l'impatto totale sull'ambiente è minore
- il cambiamento climatico è inevitabile, dobbiamo prepararci e farcene una ragione.


