Ormai non è una novità: internet è uno strumento fondamentale per la campagna elettorale americana; ciascun candidato ha una forte presenza online e supporter più o meno corretti compiono azioni di disturbo.
L'ultima notizia, di ieri, è è il googlebombing ai danni di John McCain: la pagina dei risultati di ricerca dà risalto a 9 articoli estremamente negativi pr il senatore in un meccanismo di feedback che sfrutta le regole di funzionamento del motore di ricerca (Blogger Launches 'Google Bomb' At McCain ).
Il googlebombing non è certo una novità in politica: nel 2004 ne è stato vittima anche Berlusconi; la campagna elettorale americana, però, può essere considerata una versione potenziata ed accelerata di una campagna marketing normale (tempi più ristretti, budget maggiori, brand da costruire a partire da zero o quasi): quello che vediamo succedere qui, domani diventerà strumento per i prodotti consumer.
Ed ecco, allora, che il googlebombing ed il suo contrario googlecleaning (far sparire dalle prime pagine dei risultati del motore di ricerca le notizie "scomode" sopravanzandole con link a siti favorevoli) entrano a far parte delle tecniche standard di marketing.
Anche in Italia e non solo in America: ce ne stiamo accorgendo nell'attività quotidiana.
L'ultima notizia, di ieri, è è il googlebombing ai danni di John McCain: la pagina dei risultati di ricerca dà risalto a 9 articoli estremamente negativi pr il senatore in un meccanismo di feedback che sfrutta le regole di funzionamento del motore di ricerca (Blogger Launches 'Google Bomb' At McCain ).
Il googlebombing non è certo una novità in politica: nel 2004 ne è stato vittima anche Berlusconi; la campagna elettorale americana, però, può essere considerata una versione potenziata ed accelerata di una campagna marketing normale (tempi più ristretti, budget maggiori, brand da costruire a partire da zero o quasi): quello che vediamo succedere qui, domani diventerà strumento per i prodotti consumer.
Ed ecco, allora, che il googlebombing ed il suo contrario googlecleaning (far sparire dalle prime pagine dei risultati del motore di ricerca le notizie "scomode" sopravanzandole con link a siti favorevoli) entrano a far parte delle tecniche standard di marketing.
Anche in Italia e non solo in America: ce ne stiamo accorgendo nell'attività quotidiana.

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