giovedì 1 marzo 2007

La sindrome del programmatore

Nei progetti di sviluppo software, semplificando, sono impegnate due figure: i tecnici e i funzionali.
I tecnici realizzano il software sulla base delle specifiche funzionali, lo fanno funzionare e si occupano di tutti quegli aspetti di dettaglio molto complicati senza i quali niente funzionerebbe.
I funzionali devono avere il quadro complessivo del progetto e fare da interpreti tra le esigenze concrete degli utenti, per cui il prodotto è una scatola nera, e gli aspetti tecnici di progettazione e produzione.
Sul mercato stanno arrivando alcuni strumenti di progettazione e sviluppo software che permettono anche ai funzionali di produrre applicazioni, o una parte di esse, in modo grafico e senza scrivere codice.
I vantaggi in termini di produttività ed efficienza sono evidenti, anche se l'apprendimento è tutt'altro che immediato; l'utilizzo ha però determinato anche un curioso ed imprevisto effetto: il funzionale si ammala con la sindrome del programmatore.
Anche lui, cioè, è tutto preso dal dettaglio realizzativo e rischia di perdere di vista il quadro d'insieme.
La morale: non basta lo strumento, ma deve cambiare anche il processo: il modello di relazione tradizionale e testato tra funzionali e tecnici deve modificarsi per fare in modo che entrambi possano sfruttare i benefici di questi strumenti ma senze perdere le specificità dei propri ruoli, entrambi indispensabili per arrivare al risultato.

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