venerdì 16 marzo 2007

Chi lavora e chi no ...

Il Corriere della Sera di oggi pubblico un articolo di Francesco Giavazzi in cui si spiega come negli ultimi anni la Spagna abbia creato un numero di posti di lavoro tre volte maggiore dell'Italia (7 milioni contro 2,5 milioni) a beneficio soprattutto di ultra-sessantenni, donne e giovani.
Uno dei molti aspetti che colpiscono è la differenza di partecipazione dei giovani alla forza lavoro nei vari paesi, con l'Italia in buon ultima posizione e le cause da ricercarsi essenzialmente nella scarsa qualità del sistema scolastico.
Giavazzi conclude, giustamente, facendo notare come un investimento sull'istruzione porterebbe risultati positivi in termini di crescita economica in quanto si tradurrebbe in una maggiore partecipazione dei giovani alla forza lavoro e in un maggior numero di posti di lavoro.
A differenza dei soliti incentivi richiesti dalle aziende per aumentare la produttività mediante l'utilizzo di tecnologie che invece hanno fino ad oggi avuto pochissime ricadute positive.
Mi viene da pensare, allora, che l'effetto positivo di un investimento sul sistema della formazione sarebbe addirittura duplice: la propensione all'innovazione e all'utilizzo della tecnologia da parte dei giovani è sicuramente maggiore e quindi alla fine potrebbe anche aumentare la produttività per addetto e non solo il numero degli addetti.

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