A rimarcare quanto sopra, è di questa settimana la notizia della violazione da parte degli hacker della email privata della candidata repubblicana alla vicepresidenza americana Sarah Palin e della banale semplicità con cui è stato fatto, raccogliendo in rete le risposte alle domande di verifica a cui bisogna rispondere su Yahoo per resettare la password dimenticata.
sabato 20 settembre 2008
Dati a rischio
A rimarcare quanto sopra, è di questa settimana la notizia della violazione da parte degli hacker della email privata della candidata repubblicana alla vicepresidenza americana Sarah Palin e della banale semplicità con cui è stato fatto, raccogliendo in rete le risposte alle domande di verifica a cui bisogna rispondere su Yahoo per resettare la password dimenticata.
lunedì 8 settembre 2008
Quello che non ti insegnano
- Puntare al Cash Flow. Non è l'utile - magari ottenuto grazie agli ammortamenti - che tiene in piedi le aziende, ma il cash flow. E quindi, vendere vendere vendere: solo così si pagano gli stipendi.
- Non cercare di fare un big bang, ma tanti piccoli passi. Non si finirà sui giornali (solo gli eventi molto rari fanno notizia), ma piano piano l'azienda procederà, i prodotti matureranno, i clienti aumenteranno.
- Saper osare. La fortuna aiuta gli audaci, per cui bisogna sperimentare cose nuove. D'altro canto, esistono stupidi fortunati che hanno successo, ma questa è un'altra storia.
- Ignorare gli stronzi. Dare retta a quelli che sputano sentenza, criticano sempre tutto e si attaccano al carro del vincitore fa solo perdere tempo ed occasioni.
- Non chiedere a qualcuno di fare ciò che non si vorrebbe fare in prima persona. Ad un cliente, di compilare 5 pagine prima di registrarsi sul sito; ad un collaboratore di lavorare 100 ore di fila. Solo così si può essere apprezzati da clienti e collaboratori.
domenica 31 agosto 2008
La catena di montaggio globale dell'informazione
Negli ultimi 12-24 mesi, ad esempio, si è sviluppata una fiorente industria legata alla soluzione dei CAPTCHA.mercoledì 13 agosto 2008
Perchè il prezzo del petrolio e, soprattutto, quello della benzina sono così alti?
Image via Wikipedia
Qualche settimana fa wired.com ha pubblicato un articolo che cerca di riassumere e fare chiarezza sui reali motivi che stanno alla base degli altissimi prezzi della benzina (e del petrolio).
I diversi attori interessati, ovviamente, hanno punti di vista molto diversi:
- Le compagnie petrolifere sostengono che il mercato è regolato dalla legge della domanda e dell'offerta nella sua forma più semplice
- I loro sostenitori politici suggeriscono di aumentare l'offerta permettendo l'estrazione dai giacimenti delle aree costiere protette
- I governi occidentali pensano che l'OPEC debba aumentare la produzione
- L'Arabia Saudita e gli altri Paesi produttori sostengono che la loro produzione sia più che sufficiente e che siano le speculazioni occidentali sui future a mantenere alti i prezzi
- A seconda dello schieramento politico e del Paese, i politici propongono di ridurre o di aumentare le tasse sulle società petrolifere
La realtà, già da qualche anno sotto gli occhi di chi avesse voluto verificarla, è che le grandi compagnie petrolifere approfittano di questo momento particolare per massimizzare i ricavi senza effettuare nuovi investimenti, né in R&S né in capacità produttiva e distributiva (raffinerie, ecc.). Exxon Mobil, ad es., in un anno di profitti record ha investito in esplorazione solo il 5,3% del proprio fatturato, la metà di quanto speso per ricomprare azioni proprie.
Il motivo di questi comportamenti è da ricercare in massima parte nel fatto che le grandi aziende petrolifere ritengono di essere vicine al massimo della curva di produzione: tra non molti anni (2020 ?) il loro fatturato inizierà a declinare per l'aumento dei costi della materia prima e per l'avvento di fonti energetiche sostitutive finalmente convenienti. Di conseguenza, esse puntano oggi a massimizzare i profitti nel breve termine invece che a creare opportunità di lungo respiro.
Per quanto riguarda il prezzo della benzina, poi, le compagnie hanno amplissimo margine di guadagno: il prezzo alla pompa è legato al prezzo spot corrente, cioè a quanto occorre pagare per acquistare benzina all'ingrosso sul mercato libero. Si tratta dell'ultimo prezzo e quindi la differenza legata agli effettivi costi dello stock può essere veramente grande.
sabato 5 luglio 2008
Il 150° anniversario della teoria dell'evoluzione
Wallace, oggi sconosciuto ai non addetti ai lavori, era un giovane scienziato che, parallelamente e indipendentemente da Darwin, era giunto ad alcune delle sue stesse conclusioni ed aveva inviato a Darwin un breve lavoro perchè lo rivedesse e lo raccomandasse.
Darwin da quasi 20 anni stava lavorando alla propria teoria e nel 1859 pubblicò, in una sintesi di un volume, il lavoro che ha per sempre cambiato la biologia moderna: On the Origin of Species by Means of Natural Selection, or the Preservation of Favoured Races in the Struggle for Life.
E' curioso che sia Darwin che Wallace danno credito a Malthus, un economista, dell'idea che sta alla base della selezione naturale: in Population, scritto nel 1798, Malthus osserva che l'aumento della popolazione è limitato dal fatto che in ogni generazione non tutti gli individui sopravvivono fino a riprodursi. In termini darwiniani ciò si traduce nella morte del debole e nella sopravvivenza del più adatto ("survival of the fittest").
Nè Darwin nè Wallace, però, avevano capito il meccanismo con cui le caratteristiche vincenti si trasmettono da una generazione all'altra: la spiegazione di questo fatto si deve a Mendel (un monaco Austriaco) che già nel 1856 aveva pubblicato il risultato dei suoi studi sull'ibridazione dei fagioli con la scoperta delle caratteristiche genetiche dominanti e recessive. Questo lavoro rimase però praticamente sconosciuto fino al 1900 quando fu riscoperto e correttamente considerato come la tessera mancante del puzzle darwiniano.
(Traduzione e sintesi da Randy Alfred, Wired) .
domenica 29 giugno 2008
La morte (prematura?) del metodo scientifico
Ciclicamente qualcuno, di solito non uno scienziato, propone la sostituzione del metodo scientifico con qualcosa di nuovo. Oggi tocca a Chris Anderson, su Wired, con l'affermazione che è ormai possibile analizzare i dati - quantità enormi di dati - senza avere un modello di riferimento da validare ma, al contrario, cercando correlazioni e soluzioni partendo dal basso. Chi è il maggiore esponente di questo nuovo modus operandi? ovviamento Google con la sua enorme capacità di catalogazione e analisi.
La tesi di Anderson pecca un po' di ingenuità e rientra nel filone del superamento della scienza: non a caso ha dato vita ad un ampio dibattito.
La risposta più seria mi sembra quella del genetista John Timmer su Ars Technica: quello proposto da Anderson non è altro che un tipo particolare di modello data-intensive che cerca di trovare correlazioni sfruttando l'enorme capacità di calcolo oggi disponibile; insomma, l'analisi bottom-up si affianca, ma non si sostituisce certo, a quella top-down.
lunedì 23 giugno 2008
Googlebombing e Googlecleaning
L'ultima notizia, di ieri, è è il googlebombing ai danni di John McCain: la pagina dei risultati di ricerca dà risalto a 9 articoli estremamente negativi pr il senatore in un meccanismo di feedback che sfrutta le regole di funzionamento del motore di ricerca (Blogger Launches 'Google Bomb' At McCain ).
Il googlebombing non è certo una novità in politica: nel 2004 ne è stato vittima anche Berlusconi; la campagna elettorale americana, però, può essere considerata una versione potenziata ed accelerata di una campagna marketing normale (tempi più ristretti, budget maggiori, brand da costruire a partire da zero o quasi): quello che vediamo succedere qui, domani diventerà strumento per i prodotti consumer.
Ed ecco, allora, che il googlebombing ed il suo contrario googlecleaning (far sparire dalle prime pagine dei risultati del motore di ricerca le notizie "scomode" sopravanzandole con link a siti favorevoli) entrano a far parte delle tecniche standard di marketing.
Anche in Italia e non solo in America: ce ne stiamo accorgendo nell'attività quotidiana.






