Grazie all'aumento della banda disponibile, dello spazio su disco e della potenza di calcolo, la pubblicazione e la condivisione di video su internet è in aumento esponenziale: YouTube ma non solo.
La difficoltà maggiore sta nella ricerca, attività tanto più importante in quanto fonte principale dei ricavi pubblicitari su web (grazie a Google).
Blinkx (www.blinkx.com) è un motore di ricerca che dispone di una tecnologia realizzata specificamente per la ricerca dei video e indicizza oltre 14 milioni di ore di video, anche italiani.
Il sistema si basa essenzialmente sulla trasformazione in testo dell'audio presente nei filmati, testo all'interno del quale è poi possibile fare ricerche con strumenti semantici.
Sicuramente è quanto oggi di meglio vi sia sul mercato in termini di indicizzazione e ricerca video, ma direi che dall'epoca della stampa siamo passati a quella della radio: l'analisi delle immagini per il momento è ancora limitata.
Per arrivare alla televisione ci vorrà ancora un po' di tempo, almeno per quanto riguarda le ricerche. Nel campo pubblicitario, invece, le applicazioni sono già enormi con la possibilità di effettuare advertising contestualmente alla visione del video.
sabato 1 settembre 2007
Dalla ricerca dei testi alla ricerca dei video
lunedì 6 agosto 2007
sabato 28 luglio 2007
Internet 3D

La nuova bolla di internet non è probabilmente il Web 2.0, ma Second Life: negli ultimi 2 giorni sono arrivate almeno tre diverse notizie che, pur molto diverse tra di loro, hanno un filo conduttore.
1. 2007: Fuga da Second Life
A fronte degli oltre 8 milioni di iscritti a SL, quelli quotidianamente attivi sono solo 30-40mila; solo l'1,5% ha un account a pagamento.
Diverse aziende, che hanno investito nel mondo virtuale, lo stanno abbandonando perchè i tradizionali modelli di marketing che vi hanno applicato non hanno portato alcun risultato.
(www.ilsole24ore.com)
2. IBM definisce regole aziendali per il comportamento dei propri dipendenti in Second Life
IBM utilizza SL sia per riunioni interne che per incontri con i clienti e sono almeno 5.000 i dipendenti che hanno accesso al mondo virtuale.
La definizione di regole va nell'ottica dell'utilizzo di SL, e di altri mondi virtuali, come strumento di business.
(www.msnbc.msn.com)
3. Wii + Second Life = Simulatore Virtuale
L'azienda di un ricercatore dell'MIT sta creando simulatori virtuali a scopo di training facendo sì che le creazioni tridimensionali di SL possano essere manipolate dal controller senza fili della console Nintendo, così come avviene nei videogiochi.
(www.wired.com)
martedì 24 luglio 2007
Il rimedio è peggio del male, o quasi ...
Si stima che tra il 2005 e il 2006 aziende e privati americani abbiano speso 7,8 miliardi di $ per riparare computer infettati da virus e malware assortiti.
La cifra è sicuramente approssimata per difetto: sono contenute le ore lavoro impiegate per le attività di ripristino (oltre che la spesa per nuovi acquisti hardware) ma non quelle necessarie per l'installazione dei programmi di protezione.
Anche questi ultimi, pur essendo a prova di utente (in)esperto, a volte si rivelano belve difficili da domare.
Ho impiegato due giorni e mezzo per riuscire a fare l'upgrade del mio antivirus, di cui era scaduta la licenza, e la cosa ha funzionato a metà: dopo aver seriamente temuto per l'integrità del pc, ho rinunciato a lottare con l'installazione del firewall integrato, che pur funzionava perfettamente nella versione precedente.
Il tutto ha richiesto almeno 20 mail, 40 riavvii del sistema e l'esecuzione di innumerevoli programmi di installazione ed utilità.
Anche questo tempo, mio e del supporto tecnico, fa parte dell'economia del malware.
martedì 17 luglio 2007
Effetti del web 2.0 sulla pubblicità
I trend commerciali e tecnologici nascono negli Stati Uniti e da lì poi si diffondono.
Il cosiddetto Web 2.0, cioè la partecipazione attiva degli utenti alla creazione dei contenuti (blog, video, ...) negli Stati Uniti è ormai fenomeno di massa e da lì sta dilagando nel resto del mondo.
Proprio negli Stati Uniti, quindi, possiamo vedere i primi effetti sul mercato pubblicitario; e sono piuttosto sorprendenti.
Gli investimenti pubblicitari si stanno spostando in modo consistente dalle riviste tecniche (sia off-line che on-line) ai blog specializzati e, ovviamente, a Google.
Alcuni dati (http://www.forbes.com/technology/2007/07/16/redherring-print-blogs-tech-media-cx_bc_0716techmedia.html): Red Herring è vicino al fallimento, Business 2.0 ha perso il 21,8% delle pagine di pubblicità, PC Magazine il 38,8% e anche CNET sta registrando perdite.
E' facile pensare che quello che sta accadendo alle riviste tecniche non sia che l'avvisaglia di uno spostamento complessivo del mercato.
lunedì 9 luglio 2007
L'impatto economico della brand reputation
Da molti anni le maggiori aziende utilizzano modelli statistici sofisticati per analizzare le performance e trarne indicazioni previsionali per il futuro (introduzione di nuovi prodotti, attività promozionali, ...). Fino ad oggi, però, la reputazione dell'azienda e dei suoi brand presso i clienti, gli investitori ed il pubblico è sempre stata considerata troppo "soft" per poter essere valutata con precisione, per non parlare di relazioni causa-effetto tra comportamenti dell'azienda e reputazione.
In realtà, è evidente che la percezione dei potenziali clienti ha un impatto sulle loro decisioni di acquisto, ed analogamente gli investitori si basano sulla percezione delle performance future per determinare le loro strategie. Non solo: la reputazione di un'azienda gioca un ruolo chiave nell'attrarre e/o trattenere i dipendenti migliori.
In sintesi, è possibile stabilire un legame tra reputazione aziendale e valutazione economica dell'azienda: alcune società specializzate si sono lanciate nell'aiutare le aziende a migliorare la percezione che esse hanno presso gli stakeholder con l'intento di accrescerne la capitalizzazione (What Price Reputation?) fornendo strumenti quantitativi a ciò che imprenditori e capitani d'azienda hanno sempre saputo e gestito d'istinto.
E' comunque evidente che l'immagine non è tutto: se l'azienda non ha i fondamentali o non mantiene ciò che promette, non vi può essere strategia che tenga. Anzi, il web 2.0 e gli altri nuovi media possono essere armi a doppio taglio e trasformarsi in una trappola per chi cerca di manipolarli.
lunedì 2 luglio 2007
Controllo delle promozioni: la migliore applicazione dell'RFId nel Retail
La tecnologia RFId sta progressivamente prendendo piede, ma fatica ad affermarsi nel settore che, secondo tutti gli analisti, dovrebbe essere quello più promettente: il Retail.
L'applicazione su larga scala dei tag ai prodotti sugli scaffali di vendita rimane infatti ancora economicamente proibitiva, e le cose non sono presumibilmente destinate a cambiare per lungo tempo; esistono però alcune applicazioni più circoscritte che sembrano promettere ottimi risultati.
In particolare, le catene distributive ed i loro fornitori ottengono la maggior parte dei volumi, e spesso del margine, dalle promozioni: migliorare la precisione dell'esecuzione di queste ultime ha quindi un notevole impatto sui risultati economici.
I punti vendita spesso faticano a ordinare, ricevere, esporre e riassortire in tempi necessariamente ristretti i grandi quantitativi di merce di una promozione; d'altra parte i clienti sono richiamati da volantini e altre azioni pubblicitarie e si aspettano un livello di servizio impeccabile, senza il quale la promozione non può dare i risultati sperati.
Tradizionalmente la possibilità di controllare la corretta esecuzione di una promozione è estremamente limitata ed i fornitori concorrono a sopperire alle mancanze del distributore inviando merchandiser ed ispettori su punti vendita campione.
La tecnologia cambia radicalmente questo modo di lavorare e viene in aiuto degli uni e degli altri: applicando tag RFId ai prodotti promozionali, spesso movimentati in espositori ad hoc, e verificando con opportune letture in magazzini e punti vendita la loro posizione, è possibile sapere in tempo reale come stanno andando le cose, inclusa la segnalazione di eventuali problemi logistici, su tutta la rete.
I produttori / distributori (americani) che hanno cominciato a sperimentare questa applicazione segnalano notevoli miglioramenti nell'esecuzione delle promozioni, quasi del 50%: anche se non sono stati comunicati gli impatti economici di questo 50%, data l'importanza delle promozioni non sono certo trascurabili.
