martedì 24 luglio 2007

Il rimedio è peggio del male, o quasi ...

Si stima che tra il 2005 e il 2006 aziende e privati americani abbiano speso 7,8 miliardi di $ per riparare computer infettati da virus e malware assortiti.
La cifra è sicuramente approssimata per difetto: sono contenute le ore lavoro impiegate per le attività di ripristino (oltre che la spesa per nuovi acquisti hardware) ma non quelle necessarie per l'installazione dei programmi di protezione.

Anche questi ultimi, pur essendo a prova di utente (in)esperto, a volte si rivelano belve difficili da domare.
Ho impiegato due giorni e mezzo per riuscire a fare l'upgrade del mio antivirus, di cui era scaduta la licenza, e la cosa ha funzionato a metà: dopo aver seriamente temuto per l'integrità del pc, ho rinunciato a lottare con l'installazione del firewall integrato, che pur funzionava perfettamente nella versione precedente.
Il tutto ha richiesto almeno 20 mail, 40 riavvii del sistema e l'esecuzione di innumerevoli programmi di installazione ed utilità.
Anche questo tempo, mio e del supporto tecnico, fa parte dell'economia del malware.

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