Nonostante io non abbia alcuna intenzione di usare questo blog a fini elettorali (nè a favore nè contro alcuno), con l'avvicinarsi delle elezioni ritengo comunque di poter fare due considerazioni.
La prima: in questo momento di crisi internazionale e di prezzo del petrolio alle stelle, sarebbe stata opportuna qualche spinta alla nostra economia; la campagna elettorale aggiunge invece un ulteriore fattore di freno e di incertezza. Il risultato, misurato a pelle e senza ambizioni macroeconomiche, è di un blocco pressochè totale - anche nelle aziende - di investimenti, decisioni, spese, ecc.
E' vero che in Italia il settore privato, nel bene e nel male, si è sempre vantato di crescere e prosperare senza l'aiuto della politica e del pubblico troppo distanti ed autoreferenziali (per non dire di peggio), ma il perimetro economico direttamente o indirettamente gestito dalla politica è talmente vasto (troppo) che le fasi di stallo del ciclo elettorale non possono che riverberarsi anche sul privato.
Forse è solo una teoria, con evidenti risvolti liberisti, ma come minimo mi sembra plausibile.
La seconda osservazione è invece relativa alla mia personale depressione elettorale: dal macro passiamo al micro.
Anche questa volta ci sono in rete due sondaggi, uno di Repubblica e l’altro di openpolis, che permettono di localizzare su una mappa la propria posizione politica rispetto a quella dei partiti.
La prima: in questo momento di crisi internazionale e di prezzo del petrolio alle stelle, sarebbe stata opportuna qualche spinta alla nostra economia; la campagna elettorale aggiunge invece un ulteriore fattore di freno e di incertezza. Il risultato, misurato a pelle e senza ambizioni macroeconomiche, è di un blocco pressochè totale - anche nelle aziende - di investimenti, decisioni, spese, ecc.
E' vero che in Italia il settore privato, nel bene e nel male, si è sempre vantato di crescere e prosperare senza l'aiuto della politica e del pubblico troppo distanti ed autoreferenziali (per non dire di peggio), ma il perimetro economico direttamente o indirettamente gestito dalla politica è talmente vasto (troppo) che le fasi di stallo del ciclo elettorale non possono che riverberarsi anche sul privato.
Forse è solo una teoria, con evidenti risvolti liberisti, ma come minimo mi sembra plausibile.
La seconda osservazione è invece relativa alla mia personale depressione elettorale: dal macro passiamo al micro.
Anche questa volta ci sono in rete due sondaggi, uno di Repubblica e l’altro di openpolis, che permettono di localizzare su una mappa la propria posizione politica rispetto a quella dei partiti.
In entrambi i casi (e alcune delle domande sono diverse) risulto a buona distanza da tutte le formazioni politiche.
Per fortuna (?!) sappiamo bene che la pratica di governo sarà diversa dalle enunciazioni pre-elettorali.

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