sabato 23 maggio 2009

Incendi: agricoltori ranger hi-tech, la tecnologia al servizio dell'agricoltura


Il progetto, primo in Europa, è promosso da Coldiretti Massa Carrara e dalla Comunità Montana della Lunigiana. FRAIL - Farmers Rangers in Lunigiana - è finanziato dalla Comunità Europea nel Sesto Programma Quadro, Area tematica Tecnologie della Società dell'Informazione». GPS e dispositivi portatili indossabili per presidiare e monitorare il territorio.
Agricoltori ranger hi-tech per prevenire, monitorare e prevenire gli incendi in Lunigiana. L'iniziativa, la prima in Europa, è di Impresa Verde-Coldiretti Massa Carrara, Comunità Montana della Lunigiana e ActValue Consulting and Solutions (partner tecnologico), e sarà presentata, dopo un anno di sperimentazione «discreta» sulle montagne lunigianesi, nel corso dell'assemblea ordinaria di Lunigiana Amica in programma sabato 23 maggio nella Sala Convegni del Castello di Terrarossa, a Licciana Nardi (alle 10), che anticiperà la tavola rotonda dedicata alla filiera corta e al primo mercato dei produttori della Provincia.
L'esperimento, iniziato un anno fa esatto, ha coinvolto una decina di coltivatori associati alla Coldiretti e di funzionari della Comunità Montana nella definizione delle specifiche e nei test di usabilità di un software innovativo che consente di impiegare apparecchiature mobili, portatili e indossabili (wearable) per controllare il territorio, attraverso la connessione in real time alla Sala Controllo degli organi preposti all'attività di spegnimento incendi.
Una soluzione tecnologica che ha contribuito, durante il periodo di sperimentazione, a salvaguardare il patrimonio boschivo provinciale, soprattutto in Lunigiana, dove la superficie boscata sfiora i 65 mila ettari su un totale provinciale di quasi 68 ettari con un indice di boscosità pari al 66% (dati Servizio Antincendi Boschivi Massa Carrara) e che ora potrebbe, è questo naturalmente l'auspicio, essere adottata da altri territori della Comunità Europea.
Gli agricoltori ranger e i funzionari della Montana hanno contribuito a velocizzare le attività di valutazione della tipologia di incendio, «scremando» quelli che sono i «falsi allarmi». Si stima, infatti, che su 10 allarmi-incendi lanciati in generale da cittadini e turisti, solo 3 siano realmente «pericolosi». I restanti sette sono, solitamente, piccoli focolari controllati dagli agricoltori che non richiedono l'intervento di Vigili del Fuoco, Guardia Forestale o Vab con inutile dispendio di risorse pubbliche.

Gli agricoltori ranger lunigianesi sono stato muniti, nella fase di sperimentazione, di un palmare dotato di molteplici funzioni, tra cui la possibilità di scattare foto e girare brevi video oltre che mandare messaggi e comunicazioni. Il loro compito non è «spegnere» gli incendi, ma semplicemente «osservare», dare l'allarme e prevenire, se possibile, la natura dolosa che spesso sta all'origine dei roghi, avvertendo le forze preposte al servizio oppure, nel caso di falso allarme, di verificare una segnalazione dubbia arrivata al centro di controllo. Ma anche raccogliere informazioni e comunicarle, assieme alla posizione dell'incendio esatta, attraverso il sistema GPS, alla Sala Controllo e al tecnico responsabile delle squadre di soccorso della Comunità Montana, a cui tocca valutare l'effettiva pericolosità dell'incendio, ed eventualmente, mobilitare le squadre di intervento.

La tecnologia
L'applicazione FRAIL è stata sviluppata da ActValue, il partner del progetto che ha avuto il compito di "pensare" l'equipaggiamento hi-tech degli agricoltori ranger.


Il progetto
Il progetto FRAIL, questo l'acronimo di Farmers Rangers in Lunigiana, è una delle tre azioni pilota del macro-progetto wearit@work (http://www.wearitatwork.com/) di cui fanno parte 42 organizzazioni di 13 Paesi, europei e non, e si pone l'obiettivo di dimostrare l'applicabilità delle tecnologie indossabili al caso della prevenzione degli incendi boschivi in aree montane e rurali. I benefici del progetto sono di natura economica e di ottimizzazione nell'uso delle risorse, materiali ed umane. I risultati, straordinari e affascinanti, saranno presentati nel corso della parte pubblica dell'assemblea di "Lunigiana Amica".

I partner
- Coldiretti Massa Carrara
- Comunità Montana della Lunigiana
- ActValue Consulting and Solutions s.r.l.

sabato 9 maggio 2009

W l'Italia


In questo periodo, che è già sufficientemente difficile, ogni sforzo dovrebbe essere orientato al buon funzionamento dell'azienda: verso i colleghi, senza i quali non è possibile ottenere alcun risultato, e verso i clienti (esistenti o potenziali) a cui risolviamo problemi o creiamo opportunità in cambio del denaro necessario ad andare avanti.

Una percentuale di tempo preoccupantemente alta è invece dedicata a combattere contro l'equivalente moderno dei mulini a vento di don Chisciotte: la burocrazia nelle sue più varie e diverse forme ed incarnazioni. Senza pretesa di completezza, e senza voler fare del vittimismo, ecco una breve lista degli ultimi intoppi burocratici in cui sono incappato:


  1. La Regione ha un ritardo che ormai raggiunge 150 giorni nell'erogare un contributo a causa di un errore nel software che non permette di stampare un riepilogo.

  2. Per farsi pagare dagli enti pubblici (forniture e lavori eseguiti) è necessario presentare un documento dal nome misterioso di DURC che attesta la regolarità nel pagamento di contributi e tasse sul lavoro; la teoria è giusta: lo stato ti paga se tu sei in regola. Come al solito il problema è nell'implementazione: per avere questo mitico DURC è necessario fare un'autocertificazione (online!), poi il consulente del lavoro fà la richiesta e poi si aspetta un periodo di tempo imprecisato ed imprevedibile semprechè, come è puntualmente successo, non risulti qualche magagna che il predetto consulente del lavoro deve cercare di sbrogliare.

  3. Per poter rispondere ad un bando è necessario che nel registro delle Camere di Commercio risulti uno specifico codice attività (secondo la classificazione Istat). Il codice c'è, ma è definito come secondario e non come primario; dal momento che non è l'azienda ad attribuirsi i codici attività ma la Camera di Commercio sulla base di una descrizione con regole che ai comuni mortali non è dato sapere, il commercialista sta intercedendo per far cambiare il suddetto codice da secondario a primario.

  4. L'anno scorso è stato introdotto un credito d'imposta sulla ricerca e sviluppo: per usufruirne la prima volta è stata sufficiente una dichiarazione, ma per quest'anno il meccanismo, evidentemente troppo semplice, è stato complicato a dovere con un modulo tipo dichiarazione dei redditi da compilare e da trasmettere in via telematica a partire dalle ore 10 di una data mattina. E chi primo arrivo becca i soldi che per tutti non bastano, come il click day per i permessi di soggiorno.
    Tralasciando i ripetuti rinvii da gennaio fino a maggio, è interessante la storia dell'invio telematico. Il sito dell'Agenzia delle Entrate, dove è stato reso disponibile il software ben una settimana prima della data fatidica del click day, recitava che chiunque avrebbe potuto trasmettere la dichiarazione. Il mio ragionamento è stato il seguente: se voglio inviare il file alle 10.00 è meglio che me lo faccia da solo, il commercialista ne avrà tanti e non posso avere garanzia che il mio sia il primo.
    Scarico quindi il software, lo installo e cerco di capire come si fà l'invio: nessuna traccia nè nel menu nè nell'help. Senza perdermi d'animo, compilo il modulo e ragiono che arrivato in fondo magicamente qualcosa succederà: infatti, una volta confermato il tutto, appare una scritta che dice che l'invio può essere fatto utilizzando un altro programma dal nome misterioso. Nè Google nè il sito dell'Agenzia delle Entrate aiutano granchè, il call center come prevedibile è irraggiungibile e le linee intasate; tramite il super call center istituito da Brunetta (unica nota positiva in tutta la vicenda) riesco ad avere il numero di una sede locale dove incredibilmente posso parlare con una persona, la quale mi conferma quanto nelle lunghe attese con musichette varie ero nel frattempo riuscito a scoprire: per fare l'invio occorre essere un commercialista oppure iscriversi al sito dell'Agenzia delle Entrate richiedendo il pin e attivando la smart card (tempo minimo 15 gg.).
    Ovviamente il modulo è finito al commercialista che, per fortuna (e colgo l'occasione per ringraziarlo ancora) alle 10.00.35 ha effettuato l'invio!

Potrei andare avanti, anzi continua ...

domenica 19 aprile 2009

I quattro quadranti del web 2.0



Vuole la tradizione che la matrice a 4 quadranti sia stata originariamente creata da qualche SuperConsulente McKinsey. Vero o no che sia, essa è usata, e spesso abusata, da ogni consulente per rappresentare il posizionamento competitivo di qualunque entità.
Gianluca Diegoli che, oltre che bocconiano e consulente, dimostra di avere un'ottima dose di unimorismo, ce ne offre una geniale versione applicata al web marketing dei concessionari auto: semplicemente da non perdere!

domenica 29 marzo 2009

Le zebre del business

A zebra eating grass.Image via Wikipedia

I libri, i corsi ed i siti che si propongono di insegnare a vendere si sprecano: due affermazioni hanno però catturato la mia attenzione su www.sellingtozebras.com:
  1. Aree aziendali come produzione o supply chain hanno un'altissima efficienza (90% o più); l'efficienza delle vendite è invece molto bassa, intorno al 15% (rapporto tra vendite chiuse e prospect in un determinato periodo quale ad es. il trimestre): un miglioramento avrebbe risultati eccezionali.
  2. In questo periodo in cui i cicli decisionali si allungano, la competizione aumenta ed il maggior concorrente non è un'altra azienda ma rimandare il progetto, diventa ancora più critico aumentare l'efficienza della pipeline commerciale.

E allora che cosa c'entrano le zebre?

Le strisce della zebra fanno sì che questo animale sia riconoscibile a colpo d'occhio, senza possibilità di errore. Per analogia, la zebra è il prospect ideale, quello nei confronti del quale esiste praticamente la certezza di chiudere la vendita: se possiamo valutare con sicurezza ogni prospect e capire se si tratta di una zebra o di un altro animale, ecco che possiamo concentrarsi solo sulle vere opportunità.

Facile? In teoria abbastanza, e ovviamente questi signori danno anche delle idee per identificare i clienti ideali; in pratica sappiamo bene che è tutta un'altra storia, ma non vogliamo certo passare dal 15% al 98% di un botto...
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domenica 15 marzo 2009

Il Marketing e la Crisi Economica

Low tech (affissioni pubblicitarie), ma decisamente degno di nota.

domenica 1 marzo 2009

Powerpoint in stile Minority Report

Probabilmente l'impatto di Minority Report sull'informatica ricorda quello di Star Trek sulla ricerca scientifica: il teletrasporto, il motore ad antimateria, la velocità curvatura, il comunicatore (per citare solo alcune cose) hanno ispirato generazioni di scienziati e sono o sono stati oggetto di ricerca.
Per quanto riguarda Minority Report, l'oggetto del desiderio è l'interfaccia visuale che si può muovere e zoomare mediante i movimenti della mano opportumamente decodificati da un guanto. Già nel 2007 Microsoft ha presentato Surface: una specie di tavolo/touch screen di 30 pollici che permette di interagire con i contenuti mediante il tocco di una mano e si rifà esplicitamente a Minority Report. Si tratta però di un oggetto estremamente costoso e non integrato nel tradizionale computer.

Negli ultimi tre mesi, però, sono stati resi disponibili due prototipi che applicano i concetti di Surface all'interno di Office.
Quello secondo me più bello ed avanzato è Canvas for One Note, uno strumente che permette di navigare visualmente il blocco note, di zoomare dentro e fuori e di riorganizzarlo spazialmente.
One Note non è però così diffuso e di impatto come Powerpoint ed allora ecco pptPlex che arricchisce delle stesse possibilità una presentazione powerpoint: finalmente diventa più semplice seguire un flusso non lineare ed anche (incredibile!) ingrandire quegli illeggibili dettagli scritti con font 10 all'interno delle slide.

Non sarà certo la morte della presentazione noiosa, ma sicuramente non potremo continuare ad addossare allo strumento le colpe del presentatore.





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domenica 15 febbraio 2009

Chi si ricorda di Second Life?


Un anno fa, o poco più, tutti parlavano di Second Life: delle meraviglie del mondo virtuale, delle nuove frontiere a disposizione di persone e aziende, di come questo avrebbe immediatamente trasformato l'ecommerce, ...

Anche la televisione, con i suoi tempi di produzione, si è mossa su questa scia: nei RIS è comparso un mondo virtuale usato come luogo di incontro dai cattivi di turno, in CSI un episodio è stato incentrato su un delitto finalizzato al furto di un avatar.


Di Second Life, però, adesso non si parla più: la moda web del momento è Facebook.

E allora, immagino, tra un anno saremo tutti presi da qualche nuova mirabolante invenzione del web e la televisione ci ricorderà di Facebook grazie a qualche serie adesso in produzione.


La tanto bistrattata televisione ci fa da memoria storica e, forse, potrebbe insegnarci quanto assurde e vuote sono queste mode web del momento!

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