giovedì 24 dicembre 2009
domenica 13 dicembre 2009
Gli spazzini del web
Confesso che la prima reazione è stata quella di voler protestare e in qualche modo rettificare: Reputation Manager è molto di più, la definizione è spregiativa e falsamente moralista, ...
Ovviamente non abbiamo fatto niente, ma con il passare delle ore abbiamo (re)imparato una fondamentale lezione del marketing tradizionale che resta valida anche nel mondo 2.0: nonostante il tono negativo (o forse grazie a quello), l'articolo ha avuto grandissima visibilità ed ha generato in due giorni un numero di contatti e di richieste come normalmente abbiamo in due settimane!
E allora ... basta che se ne parli, non importa se bene o male, il nome resterà: è sempre vero.
Qualcuno sostiene che una campagna di marketing web è vincente se il brand ha al suo interno un DNA virale sul quale fare leva: forse per noi è "spazzini del web" e non ci eravamo ancora arrivati.
sabato 31 ottobre 2009
Internet assente dalla pubblicità della GDO italiana
sabato 17 ottobre 2009
domenica 27 settembre 2009
Zzzoot fulminati in azienda
Dopo aver studiato il sito zzzoot.tv (ancora meglio del libro), ho finalmente deciso di comprarlo e, passate un paio di settimane, ho trovato le 2 ore necessarie per leggerlo.
sabato 12 settembre 2009
Lo stato dell'ecommerce in Italia
A trainare il mercato nel 2008 è ancora il Turismo che cresce con un tasso superiore alla media. Molto bene anche il comparto dell'Abbigliamento dove vi sono alcune interessanti novità: iniziative nuove con modelli di business innovativi e l'ingresso di alcune grandi "griffe". Certo è un buon risultato, ma si può fare di più. Anzi, si deve fare di più se si vuole colmare il divario che ci separa dagli altri Paesi industrializzati. Con una crescita del 20%, allineata a quella dei principali Paesi europei, l'Italia rimane "indietro" agli altri, sia in termini di valore assoluto dell'eCommerce - l'Italia è un decimo della Gran Bretagna e un terzo della Francia - che in termini di penetrazione dell'eCommerce sul totale delle vendite ai consumatori finali (quasi 1% in Italia contro valori che vanno dal 3 al al 10% circa negli altri Paesi). Sono molte le motivazioni usualmente addotte: dai limiti strutturali dell'Italia - penetrazione di Internet e della banda larga, costi della logistica distributiva - alle attitudini degli Italiani - forte diffidenza verso l'utilizzo della carta di credito online, scarsa propensione all'acquisto a distanza - fino alla oggettiva difficoltà nel vendere online talune tipologie di prodotti. In questo quadro manca tuttavia, a nostro avviso, la motivazione principale. Un sistema dell'offerta con importanti "buchi", specialmente in alcune categorie merceologiche (abbigliamento, prodotti per la casa, auto e accessori, vino e gastronomia, ecc.), e che fatica a sfruttare sapientemente la multicanalità, in particolare tra canale online e canali fisici "tradizionali".
Da notare anche che la rilevanza del Web 2.0, attraverso la sua capacità di influenzare le opinioni e di conseguenza gli acquisti dei consumatori, è ormai riconosciuta da molti siti di eCommerce italiani che negli ultimi due anni hanno intrapreso diverse iniziative in questo senso.
Al contrario, le frodi online sono un fenomeno marginale stimabile nel solo 0,2% circa delle vendite.
sabato 29 agosto 2009
La classifica dei download illegali
- la misurazione del comportamento di un campione statisticamente significativo (per intenderci l'Auditel);
- l'analisi puntuale di visualizzazioni, accessi e download.
Molte società di ricerca, avendo radici e competenze nei media tradizionali, hanno esteso anche ad internet il "modello Auditel", mentre l'analisi puntuale dei dati è applicabile unicamente ai nuovi media e permette di ottenere risultati molto più dettagliati.
In qualunque modo sia stata fatta l'analisi citata, dal punto di vista macro (la top 10) nulla cambia; solo un'analisi puntuale delle reti p2p e dei download permetterebbe però di raccogliere informazioni sulla coda lunga, statisticamente non più significativa all'interno di un campione simil-Auditel.
Al di là dell'interesse accademico e/o comportamentale, personalmente ritengo che questi dati possano essere importanti anche nella lotta quotidiana tra fornitori di contenuti e utenti p2p. Mentre la battaglia per bloccare il download illegale di Heroes e Watchmen (al primo posto rispettivamente nella classifica delle serie tv e dei film scaricati illegalmente) è praticamente persa, credo che esista un significativo mercato per offrire a poco prezzo contenuti di nicchia: spesso il download illegale è oggi l'unica possibilità per accedervi, mentre gli utenti potrebbero essere disposti a pagarli.






