
The Retailer ha pubblicato i dati sulla spesa pubblicitaria della distribuzione alimentare nazionale e, giustamente, fa notare la totale assenza di internet tra il media mix: si va dal 50% della televisione al 12% del direct marketing che, almeno nel caso di qualcuno come Lidl (che è il top spender) comprende la newsletter email.
Il problema, a mio parere, è cercare di capire il perchè dell'assenza di internet.
Bisogna partire dalle basi: ogni azienda ha un prodotto e, dunque, qual'è il prodotto della GDO?
Non sono certo i prodotti che la GDO compra dall'industria e rivende a noi consumatori: essi sono dell'industria, appunto, la quale è invece massicciamente presente su internet sia nelle forme tradizionali che in quelle più nuove del web 2.0.
Il prodotto della GDO è la formula commerciale, che si declina nei punti vendita: luogo fisico (e virtuale nel caso degli store online) in cui ai consumatori sono offerti i suddetti prodotti.
Le odierne formule commerciali possono essere raggruppate in tre categorie: supermercati, ipermercati e discount, ultimo nato negli anni '80 del secolo scorso.
E qui arriviamo al dunque: la GDO, non solo in Italia per la verità, non è più in grado di fare innovazione. Non vi è nessuna differenziazione tra le insegne che utilizzano la stessa formula, la competizione è fatta unicamente a suon di sconti, i conti economici si reggono grazie ai contributi promozionali dell'industria. Per intenderci, è come se Barilla o Procter & Gamble non creassero nuovi prodotti da 20 anni e facessero concorrenza alle altre marche del loro segmento unicamente sul prezzo.
E infatti, la crisi della GDO dura da ormai molti anni: la crisi economica del 2008 - 2009 non ha fatto altro che acuirla.
Che cosa possono dunque dire a noi consumatori sul media più nuovo e innovativo? In questo contesto ideale è la televisione, mezzo pubblicitario per cervelli anestetizzati.
Forse, con un po' di umiltà, potrebbero ascoltare la voce dei clienti sul web 2.0 e farsi aiutare nell'innovazione, cercando al contempo di riguadagnare un po' di fedeltà all'insegna.