Da quest'anno è possibile compensare il credito IRPEF del 730 con l'ICI: buona idea.
In pratica però, oltre a indicare la cosa nel 730, è necessario presentare un modello F24 a saldo zero. Semplice?
Per venirne a capo ci sono volute due ore di lavoro di due laureati cercando di districarsi tra codici tributo, arrotondamenti, numeri di rate e altre amenità. Ripetuti tentativi con l'F24 online della banca, 4 ricerche su Google, 20 siti e newsgroup consultati (da segnalare che il sito dell'Agenzia delle Entrate alla domenica mattina era inaccessibile).
Probabilità di essere riusciti a fare tutto perfetto senza errori formali? Bassa.
Ma perchè quando a qualsiasi livello è coinvolta la burocrazia, l'applicazione pratica di una buona idea diventa una corsa ad ostacoli difficilissima?
Questo è solo un esempio, ma purtroppo la cosa si ripete sempre. Un paio di settimane fa, ad esempio, scrivevo della difficoltà che incontrano le PMI nel preparare la documentazione richiesta dai bandi di finanziamento pubblici: anche questo l'ho potuto sperimentare di persona ed è stato un altro incubo burocratico (presumibilmente ancora in corso).
domenica 17 giugno 2007
Ufficio complicazioni affari semplici
sabato 9 giugno 2007
Le dimensioni dell'innovazione - Tecnologia e finanza per vincere la competizione
Mercoledì scorso la Associazione Alumni Accenture ha presentato il libro "Le dimensioni dell'innovazione - Tecnologia e finanza per vincere la competizione", a cura di Daniele Meini e Massimo Merlino, con contributi, tra gli altri, di Ivana Santolini e mio.
Il libro è il frutto del gruppo di lavoro "Impresa Innovativa" costituito due anni fa all'interno dell'Associazione Alumni Accenture ed affronta la questione del forte ritardo dell'Italia nel campo dell'innovazione, confrontando in dettaglio la nostra realtà con alcuni casi di eccellenza mondiale.
Innovazione e competitività sono due fattori economici sempre più interconnessi: senza una forte capacità di innovare, difficilmente le imprese e il sistema economico di cui fanno parte possono dare vita a forme di competitività sostenibile sui mercati globali. Il libro non si ferma ad una mera analisi della situazione ed alla denuncia dei limiti italiani, ma suggerisce al sistema imprenditoriale una strada che può contribuire a svecchiare i processi, a sbloccare la paralisi e a colmare i ritardi.
L'ipotesi proposta è quella di costruire un'agenzia per il trasferimento tecnologico di impostazione pubblico-privata che, sull'esempio di ciò che si fa nei Paesi più avanzati, possa sostenere le imprese nel processo di start-up e di finanziamento all'innovazione, nel trasferimento delle tecnologie e nella tutela della proprietà intellettuale.
domenica 3 giugno 2007
Investimenti ICT nelle PMI Italiane
L’Osservatorio della School of Management del Politecnico di Milano ha condotto un'analisi sulle logiche di finanziamento degli investimenti ICT nelle PMI italiane da cui, come al solito, emergono più dolori che gioie. Qualche dato:
- circa un quarto delle aziende analizzate ha pianificato investimenti ICT;
- i progetti sono principalmente di tipo infrastrutturale (rinnovo HW e reti), seguiti da quelli di tipo applicativo tradizionale, mentre in minoranza sono quelli di tipo eBusiness e Mobility;
- l'ICT non è generalmente considerato priorità strategica: il valore medio degli investimenti previsti per progetti ICT è pari a circa un terzo rispetto al medesimo valore per progetti di innovazione che riguardano il prodotto e le tecnologie produttive;
- dato il basso valore degli investimenti, le aziende ricorrono normalmente ad autofinanziamento;
- l'accesso a finanziamenti dedicati all'ICT proposti dalle banche o da enti pubblici è ridotto a causa della scarsa conoscenza e della difficoltà di preparazione della documentazione per accedervi.
Manca solo il confronto con gli altri paesi, ma non è difficile immaginarselo.
sabato 26 maggio 2007
Storia di un'ordinaria inefficienza
3 Aprile
Ordino una memoria RAM per portatile su un sito specializzato americano; spedizione postale, consegna prevista tra i 3 e i 28 giorni lavorativi.
27 Aprile
Il pacco non è ancora arrivato, in 2 ore il venditore risponde a una mail confermando di avere spedito il 6 aprile; tenendo conto delle festività di Pasqua, 25 Aprile e 1 Maggio calcolo che i 28 giorni lavorativi scadono intorno al 12 maggio.
7 Maggio
Nella cassetta della posta arriva l'avviso di ricevimento di una raccomandata (nonostante il postino passi quando l'ufficio è aperto, normalmente non consegna le raccomandate ma solo gli avvisi).
8 Maggio
Una collega si reca all'ufficio postale per il ritiro, scoprendo che è chiuso causa festa patronale.
9 Maggio
La malcapitata, dopo un'ora di coda allo sportello, si sente dire che per il ritiro non basta la mia firma sulla cartolina - con il suo nome come delegata - ma ci vuole anche la mia carta d'identità (in due leggendo la cartolina avevamo capito che ci voleva il suo documento).
10 Maggio
Un po' meno coda e raccomandata finalmente ritirata.
Si tratta di una comunicazione a firma illeggibile del Centro Postale di Milano Roserio che dice che il 4 maggio hanno ricevuto il pacchetto contenente la RAM e necessitano via fax di conoscere una serie di informazioni necessarie allo sdoganamento e, presumibilmente, ad addebitare qualche tariffa: se entro 20 giorni (dal 4) le informazioni non arrivano, il pacco sarà respinto; la lettera si chiude con la minacciosa frase "Si ricorda che per la Dogana non esiste valore zero".
Una veloce ricerca su internet mi conferma il problema e una telefonata al call center delle poste (il cui numero dovrebbe essere sulla home page del sito, mentre ovviamente è ben nascosto) non aggiunge assolutamente nessuna informazione.
In un'ora invio il fax con tutti i dati richiesti.
24 maggio
Cerco il numero di telefono del CMP Roserio (sul sito le informazioni ci sono, basta usare Google per trovarle) e provo a chiamare. Dopo una decina di squilli mi risponde una signora e mi spiega che bisogna avere pazienza: ricevono quotidianamente 8.000 pacchi e riescono a smistarne solo 3.000; alla richiesta di qualche informazione aggiuntiva (del tipo data di prevista consegna) mi consiglia di richiamare la mattina successiva, in quanto al pomeriggio l'ufficio è chiuso.
25 maggio
Prima telefonata: 10 squilli, centralino: "L'interno è occupato, stia in linea", 15 minuti di squilli a vuoto, cade la linea.
Seconda telefonata: 2 minuti di squilli, cade la linea.
Terza telefonata: 2 minuti di squilli, cade la linea.
...
CONTINUA
sabato 19 maggio 2007
Perchè le donne guadagnano di meno?
Il Giornale dell'Ingegnere ha pubblicato una sintesi di una ricerca di Almalaurea su occupazione e stipendi dei giovani laureati italiani.
La cosa che mi ha maggiormente colpito è la differenza di retribuzione tra uomini e donne a 5 anni dalla laurea, che è mediamente del 15% (con qualche differenza tra le facoltà).
Giusto o sbagliato, ho sempre creduto che il gap a favore degli uomini fosse dovuto alla maternità che rallenta le carriere.
Ma a 5 anni dalla laurea, quindi intorno ai 30 anni, quante sono le laureate con figli? Visto che l'età media del parto è 31,8 anni e il numero medio di figli 1,26 (fonte Min. Salute e Istat), le laureate 30enni con figli devono essere veramente poche...
E allora, perchè fin dall'inizio guadagnano di meno di noi maschi? Tanto più che il voto di laurea medio delle donne è più alto di quello degli uomini!
Ho sempre lavorato in aziende che, per fortuna, non fanno differenze di sesso e, veramente, questo non riesco a capirlo.
lunedì 14 maggio 2007
I bambini e la scienza
Sabato c'è stato l'open day del Centro Ricerche dell'Unione Europea di Ispra : migliaia di persone hanno potuto visitare laboratori dei più svariati settori ed avere un'idea di che cosa scienza e tecnologia stanno facendo per migliorare la nostra vita.
In particolare, era previsto un percorso per bambini con dimostrazioni ed attività su piante, cellule, terremoti, identificazione a radiofrequenza, software di simulazione, ogm, ...
Linguaggio semplice, giochi ed attività pratiche, ma in grado di aprire un mondo: i miei bambini hanno particolarmente apprezzato il microscopio, che hanno pure avuto in regalo al termine di un'attività sui bioindicatori della qualità dell'acqua.
domenica 6 maggio 2007
RFId: qualcosa si muove?
Di RFId si fa tanto parlare, ma fino ad ora si è andati ben poco oltre: studi di fattibilità, qualche progetto pilota ma di realizzazioni su larga scala quasi non se ne vedono.
Forse qualcosa sta cambiando anche in Italia. La domanda da parte delle aziende è in aumento: quelle vere, non le società di consulenza che cercano di "piazzare" il progetto ma non hanno le competenze tecniche. Le applicazioni cominciano a vedersi.
Certo, non si tratta di grandi realizzazioni e vanno a toccare i settori del Retail e della Logistica che sono quelli a maggior potenziale teorico, ma anche a maggior costo e complessità di realizzazione.
Si tratta invece di applicazioni di nicchia, meno appetibili per stampa e consulenti, ma in grado di portare reali benefici alle aziende che si lanciano nell'impresa.
Quello dell'occupazione delle nicchie dovrebbe essere uno dei punti di forza delle PMI italiane: vedremo come si svilupperà il mercato.
