In questo periodo, che è già sufficientemente difficile, ogni sforzo dovrebbe essere orientato al buon funzionamento dell'azienda: verso i colleghi, senza i quali non è possibile ottenere alcun risultato, e verso i clienti (esistenti o potenziali) a cui risolviamo problemi o creiamo opportunità in cambio del denaro necessario ad andare avanti.
Una percentuale di tempo preoccupantemente alta è invece dedicata a combattere contro l'equivalente moderno dei mulini a vento di don Chisciotte: la burocrazia nelle sue più varie e diverse forme ed incarnazioni. Senza pretesa di completezza, e senza voler fare del vittimismo, ecco una breve lista degli ultimi intoppi burocratici in cui sono incappato:
- La Regione ha un ritardo che ormai raggiunge 150 giorni nell'erogare un contributo a causa di un errore nel software che non permette di stampare un riepilogo.
- Per farsi pagare dagli enti pubblici (forniture e lavori eseguiti) è necessario presentare un documento dal nome misterioso di DURC che attesta la regolarità nel pagamento di contributi e tasse sul lavoro; la teoria è giusta: lo stato ti paga se tu sei in regola. Come al solito il problema è nell'implementazione: per avere questo mitico DURC è necessario fare un'autocertificazione (online!), poi il consulente del lavoro fà la richiesta e poi si aspetta un periodo di tempo imprecisato ed imprevedibile semprechè, come è puntualmente successo, non risulti qualche magagna che il predetto consulente del lavoro deve cercare di sbrogliare.
- Per poter rispondere ad un bando è necessario che nel registro delle Camere di Commercio risulti uno specifico codice attività (secondo la classificazione Istat). Il codice c'è, ma è definito come secondario e non come primario; dal momento che non è l'azienda ad attribuirsi i codici attività ma la Camera di Commercio sulla base di una descrizione con regole che ai comuni mortali non è dato sapere, il commercialista sta intercedendo per far cambiare il suddetto codice da secondario a primario.
- L'anno scorso è stato introdotto un credito d'imposta sulla ricerca e sviluppo: per usufruirne la prima volta è stata sufficiente una dichiarazione, ma per quest'anno il meccanismo, evidentemente troppo semplice, è stato complicato a dovere con un modulo tipo dichiarazione dei redditi da compilare e da trasmettere in via telematica a partire dalle ore 10 di una data mattina. E chi primo arrivo becca i soldi che per tutti non bastano, come il click day per i permessi di soggiorno.
Tralasciando i ripetuti rinvii da gennaio fino a maggio, è interessante la storia dell'invio telematico. Il sito dell'Agenzia delle Entrate, dove è stato reso disponibile il software ben una settimana prima della data fatidica del click day, recitava che chiunque avrebbe potuto trasmettere la dichiarazione. Il mio ragionamento è stato il seguente: se voglio inviare il file alle 10.00 è meglio che me lo faccia da solo, il commercialista ne avrà tanti e non posso avere garanzia che il mio sia il primo.
Scarico quindi il software, lo installo e cerco di capire come si fà l'invio: nessuna traccia nè nel menu nè nell'help. Senza perdermi d'animo, compilo il modulo e ragiono che arrivato in fondo magicamente qualcosa succederà: infatti, una volta confermato il tutto, appare una scritta che dice che l'invio può essere fatto utilizzando un altro programma dal nome misterioso. Nè Google nè il sito dell'Agenzia delle Entrate aiutano granchè, il call center come prevedibile è irraggiungibile e le linee intasate; tramite il super call center istituito da Brunetta (unica nota positiva in tutta la vicenda) riesco ad avere il numero di una sede locale dove incredibilmente posso parlare con una persona, la quale mi conferma quanto nelle lunghe attese con musichette varie ero nel frattempo riuscito a scoprire: per fare l'invio occorre essere un commercialista oppure iscriversi al sito dell'Agenzia delle Entrate richiedendo il pin e attivando la smart card (tempo minimo 15 gg.).
Ovviamente il modulo è finito al commercialista che, per fortuna (e colgo l'occasione per ringraziarlo ancora) alle 10.00.35 ha effettuato l'invio!
Potrei andare avanti, anzi continua ...

2 commenti:
secondo il sito della cassa edile
"La Convenzione del 15 aprile 2004 tra INAIL, INPS e Associazioni costituenti le Casse Edili prevede un termine massimo per l'emissione del DURC di 30 giorni ma i tre enti si sono impegnati a ridurre fortemente i tempi di risposta."..in teoria...
Grazie Fenix: speriamo che l'impegno venga mantenuto e i tempi si riducano veramente.
Colgo l'occasione per rendere noto che l'avventura della richiesta di contributo per la ricerca e sviluppo è finita male: 35 secondi non sono bastati ... come riportato dai giornali, l'ennesima presa in giro.
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