sabato 17 gennaio 2009

Lavorare su cose che contano e job security


Questa settimana Tim O'Reilly ha pubblicato un articolo in cui sollecita professionisti ed aziende a non porsi come primo obiettivo quello dei soldi, ma a "lavorare su cose che contano"; che cosa questo voglia dire è diverso per ognuno di noi, ma O'Reilly identifica e propone alcuni criteri chiave:


  1. Lavorare per fare qualcosa di più importante che guadagnare soldi

  2. Creare più valore di quello che si acquisisce

  3. Avere una visione di lungo periodo



Non voglio cercare di sintetizzare i dettagli in quanto l'articolo merita decisamente di essere letto.


La settimana prima, invece, Raj Setty ha pubblicato un altro post in cui suggerisce 10 domande da porsi per verificare se il proprio posto di lavoro è a rischio.

Possono essere collegate le due cose?




In parte no: potrei essere impegnato su un progetto di ricerca medica fondamentale volto a salvare migliaia di vite umane, ma ciò potrebbe non essere core per la mia azienda la quale, inoltre, potrebbe anche pensare di avvalersi di un laboratorio di R&S offshore. Sicuramente un lavoro per obiettivi che contano, ma decisamente a rischio.




In parte, però, il collegamento esiste e, quello che è più importante, basato sugli aspetti più direttamente controllabili da ciascuno di noi: lavorare su cose che contano (almeno per noi) ci rende sicuramente più motivati, appassionati, confidenti ed in buoni rapporti con i colleghi.

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