Questa settimana il World Economic Forum ha presentato l'Information Technology Report 2007-2008: mediante la misurazione e la sintesi di diversi parametri, viene elaborato un indice che di anno in anno cerca di identificare la capacità dei singoli paesi di abbracciare l'era digitale cioè di essere pronti all'adozione operativa, culturale ed economica delle opportunità offerte dalle nuove tecnologie.
I 10 Paesi più avanzati sono, nell'ordine: Danimarca, Svezia, Svizzera, USA, Singapore, Finlandia, Olanda, Islanda, Corea, Norvegia.
L'Italia è al 42° posto (l'anno scorso al 28° e due anni fa al 45°) su 127. I Paesi con cui dovremmo confrontarci sono ben più in alto: Gran Bretagna 12° posto, Germania 16°, Francia 21°, Spagna 31°.
Al di là delle classifiche e delle singole valutazioni che concorrono a calcolare l'indice sintetico, è innegabile che la situazione italiana è disastrosa:
- 27° posto per diffusione dei personal computer
- 48° posto per disponibilità di scienziati ed ingegneri
- 54° posto per utilizzo di internet nelle imprese
- 66° posto per libertà di stampa
- 94° posto per la qualità delle istituzioni scientifiche
- 97° posto per capacità del governo di promuovere l'utilizzo dell'ICT
- 113° posto per il tempo di risoluzione delle dispute contrattuali
- 124° posto per il peso della burocrazia
Le poche note positive che contraddistinguono il nostro Paese sono invece:
- 2° posto per i bassi costi della telefonia mobile
- 3° posto per i bassi costi della banda larga
- 5° posto per l'uso dell'ICT nel rendere più efficiente la pubblica amministrazione
- 6° posto per il numero di utenze di telefonia mobile
Qualcuno ne ha sentito parlare questa settimana, se non altro per fantasione proposte elettorali al pari di tante altre?

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