domenica 17 febbraio 2008

Gli investimenti ICT non funzionano senza capitale umano


Questa settimana lavoce.info ha pubblicato la sintesi di una ricerca sui risultati degli investimenti in ICT delle aziende italiane dal titolo "Le ICT non funzionano senza capitale organizzativo".


Gli autori si chiedono se veramente, come spesso si dice, il ritardo competitivo e di produttività dell'Italia nei confronti degli altri Paesi sviluppati è imputabile al mancato o ridotto utilizzo delle tecnologie informatiche disponibili da parte delle aziende.


Il quadro che esce dall'analisi è, se possibile, ancora più negativo; il ritardo nell'adozione delle teconologie non è un fatto congiunturale, ma dipende dalla struttura stessa del tessuto industriale italiano: non solo esso è per la maggior parte fatto di PMI spesso prive di adeguate capacità di spesa e di gestione nell’ambito delle ICT, ma anche tra le grandi aziende dominano quelle di settori poco "adatti" a cogliere i benefici potenziali delle tecnologie informatiche (manufatturiero non hi-tech e servizi materiali quali turismo, distribuzione, trasporti, costruzioni).


Anche quando gli investimenti vengono effettuati, si fatica comunque ad ottenere tutti i benefici: nella maggior parte dei casi viene il risultato è una riduzione dei costi amministrativi, ma bassissimo è il ritorno in aree più strategiche quali lo sviluppo prodotto e la gestione delle relazioni con i clienti e con la filiera produttiva.

Secondo l'analisi, l'incapacità di ottenere risultati strategici è dovuta al non adeguato sostegno agli investimenti ICT (visti solo come costi da ridurre) e alla difficoltà da parte dei responsabili IT aziendali di avere una chiara visione di business.


Per essere impiegate in modo efficace le tecnologie informatiche necessitano inoltre di approcci alla gestione di persone e processi assenti nella maggioranza delle nostre aziende. Alla base di questo fenomeno vi è stata, spesso, l’incapacità o la non volontà delle imprese di accompagnare gli investimenti in ICT con cambiamenti organizzativi che richiedevano una modifica dei processi decisionali e forti investimenti in capitale umano.


Gli elementi che caratterizzano le organizzazioni che hanno invece avuto successo negli investimenti in tecnologia informatica sono così sintetizzabili: l’importanza attribuita agli investimenti in capitale umano, un’organizzazione poco burocratica, l’abitudine dei dipendenti a condividere conoscenza, l’adozione di incentivi basati sulle performance individuali e di gruppo, l’incoraggiamento dell’imprenditorialità diffusa, la presenza di team interfunzionali di lavoro.


Purtroppo, queste sono caratteristiche lontane dai modelli tradizionali delle aziende italiane non hi-tech: il rischio è l'ulteriore incremento del digital divide tra le aziende (ed i sistemi Paese).

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