<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-5598779823019116065</id><updated>2012-02-16T14:04:07.391+01:00</updated><category term='Vendite'/><category term='Petroleum industry'/><category term='Lavoro'/><category term='Tecnologia Sicurezza'/><category term='Ambiente'/><category term='CRM'/><category term='Generale'/><category term='Strategia'/><category term='Logistica'/><category term='Personale'/><category term='ExxonMobil'/><category term='Scienza'/><category term='OPEC'/><category term='Web'/><category term='RFId'/><category term='Ricerca'/><category term='Innovazione'/><category term='Tecnologia'/><category term='Software'/><category term='Marketing'/><category term='Globalizzazione'/><category term='Politica'/><category term='P2P'/><category term='Reputazione'/><category term='Elezioni'/><category term='management'/><category term='Startup'/><category term='Economia'/><category term='Media'/><category term='Retail'/><title type='text'>ActValue</title><subtitle type='html'>Riflessioni e opportunità nel mondo della tecnologia.</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://actvalue.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actvalue.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>Paolo Mosconi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14786718395595716490</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>109</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5598779823019116065.post-8581497233761674255</id><published>2010-01-26T13:10:00.005+01:00</published><updated>2010-01-26T13:21:08.407+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Web'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Marketing'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Elezioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Reputazione'/><title type='text'>La politica e il web 2.0: Metodologia ed Analisi</title><content type='html'>Oggi come oggi nessuno può ignorare la potenza del Web 2.0. Soprattutto coloro i quali della comunicazione fanno lo strumento del proprio lavoro. E’ il caso della classe politica in senso generale e a tutti i livelli. Questa è la più importante lezione che abbiamo imparato dalle ultime elezioni presidenziali negli Stati Uniti dove studi indipendenti hanno dimostrato che buona parte della vittoria elettorale di Barack Obama è stata costruita attraverso una mobilitazione senza precedenti delle classi giovanili. Esse non solo hanno votato in blocco (due elettori su tre) per il candidato democratico, ma hanno anche incrementato la loro presenza ai seggi, spesso per la prima volta in assoluto, assai più di ogni altra classe di età. Questo fenomeno si spiega con il fatto chel’elettore non è più un soggetto passivo che “ascolta” la campagna elettorale subendo tribune politiche e comizi, ma è un soggetto che attivamente influenza i programmi elettorali e le tendenze politiche grazie al potere del web informale (forum, social network, blog, newsgroup e wiki).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Già a partire dalle prossime elezioni amministrative ciò potrebbe essere applicato anche all’esperienza italiana. Grazie ai mezzi messi a disposizione dal Web 2.0 i nostri candidati potranno raggiungere quella porzione di elettorato in età compresa tra i 18 e 25 anni che è ancora largamente sottorappresentata e che difficilmente si sente coinvolta dagli argomenti di natura politica.&lt;br /&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 287px; DISPLAY: block; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5431020633515129426" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/S17cfcx8elI/AAAAAAAAAKo/DMfzW6nB-YE/s320/i1.png" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma l’aspetto che gli appartenenti alla classe politica non dovranno sottovalutare è il meccanismo di scambio che la rete mette a disposizione: i cittadini comunicano tra di loro e commentano i programmi elettorali (positivamente o negativamente) in modo libero e indiscriminato e di rimando i politici possono utilizzare gli stessi canali come banco di prova per testare l’interesse verso i punti chiave del loro programma elettorale e per stimolare discussioni dalle quali trarre spunto. Così come sempre più spesso già avviene per le aziende, tutte queste conversazioni che popolano il web vanno a formare un prezioso bagaglio di informazioni su cui è possibile costruire una valutazione oggettiva del proprio gradimento e dei relativi punti di forza e di debolezza. L’intercettazione, l’analisi e l’interpretazione di giudizi, pregiudizi e opinioni presenti sulla rete costituisce un’attività indispensabile per la tutela della visibilità, della reputazione e della credibilità di ogni candidato, del suo programma e della coalizione politica che rappresenta.Monitoraggio, difesa e valorizzazione dell’immagine del candidato o del rappresentante eletto possono permettere di creare un vantaggio per il futuro, basato sulla fiducia degli elettori e sulle emozioni positive associate al suo nome, capace di controbilanciare il crescente fastidio dei cittadini nei confronti della politica (v. ad es. Governance Poll 2009, realizzato da Ipr-Marketing per il Sole 24 Ore) e di “catturare” quella parte di elettorato che non si sente più rappresentata.Mutuando l’approccio utilizzato con le aziende, proponiamo lo schema di un modello di analisi reputazionale applicabile al contesto elettorale:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 458px; DISPLAY: block; HEIGHT: 220px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5431021386014950274" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/S17dLQD4g4I/AAAAAAAAAKw/Pb3f7wUbsBY/s320/i2.png" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sulla base del modello, opportunamente dettagliato e declinato secondo le specifiche esigenze, si procederà all’individuazione ed all’analisi dei contenuti online (sia testuali che video) , per giungere alla creazione di una mappa di posizionamento che descrive ogni dominio censito in termini di rilevanza, visibilità e tono della conversazione.Intervenendo opportunamente in canali selezionati, e stimolando le conversazioni, il candidato potrà cogliere gli umori degli elettori, verificare la reazione a determinati argomenti ed aggiustare il tono ed i messaggi della propria comunicazione.Da tutto ciò non si può far altro che concludere che se da una parte le occasioni per sfruttare la comunicazione via internet sono alla portata di tutti gli utenti della rete, dall’altra si deve sottolineare che non da tutti è l’utilizzo professionale della stessa. Da qui l’importanza di affidarsi a professionisti che grazie alle loro competenze potranno meglio indirizzare le strategie di comunicazione degli stessi programmi elettorali e di partito. Non si tratta solo di un approccio tattico, ma di una vera e propria stategia di comunicazione.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5598779823019116065-8581497233761674255?l=actvalue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actvalue.blogspot.com/feeds/8581497233761674255/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5598779823019116065&amp;postID=8581497233761674255' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/8581497233761674255'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/8581497233761674255'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actvalue.blogspot.com/2010/01/la-politica-e-il-web-20-metodologia-ed.html' title='La politica e il web 2.0: Metodologia ed Analisi'/><author><name>Paolo Mosconi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14786718395595716490</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/S17cfcx8elI/AAAAAAAAAKo/DMfzW6nB-YE/s72-c/i1.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5598779823019116065.post-8123209478064586664</id><published>2009-12-24T14:41:00.001+01:00</published><updated>2009-12-24T14:42:46.483+01:00</updated><title type='text'>Buon Natale e Felice Anno Nuovo</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/SzNvyUkajNI/AAAAAAAAAKg/gIw-yO9OzNE/s1600-h/albero-di-natale.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 299px; DISPLAY: block; HEIGHT: 366px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5418797686962425042" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/SzNvyUkajNI/AAAAAAAAAKg/gIw-yO9OzNE/s400/albero-di-natale.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5598779823019116065-8123209478064586664?l=actvalue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actvalue.blogspot.com/feeds/8123209478064586664/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5598779823019116065&amp;postID=8123209478064586664' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/8123209478064586664'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/8123209478064586664'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actvalue.blogspot.com/2009/12/buon-natale-e-felice-anno-nuovo.html' title='Buon Natale e Felice Anno Nuovo'/><author><name>Paolo Mosconi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14786718395595716490</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/SzNvyUkajNI/AAAAAAAAAKg/gIw-yO9OzNE/s72-c/albero-di-natale.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5598779823019116065.post-4285057939448487437</id><published>2009-12-13T14:04:00.002+01:00</published><updated>2009-12-13T14:35:59.946+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Web'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Marketing'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Reputazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Media'/><title type='text'>Gli spazzini del web</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/SyTtn299a8I/AAAAAAAAAKY/d-IAnYYds1s/s1600-h/wall-e-poster1-big.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 136px; FLOAT: right; HEIGHT: 200px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5414713921032252354" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/SyTtn299a8I/AAAAAAAAAKY/d-IAnYYds1s/s200/wall-e-poster1-big.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Tre giorni fa &lt;a href="http://www.repubblica.it/2009/12/sezioni/tecnologia/web-spazzini/web-spazzini/web-spazzini.html"&gt;Repubblica&lt;/a&gt; ha pubblicato in prima pagina (del giornale cartaceo) un brutto articolo in cui, in modo molto semplificato e fintamente scandalizzato, si descrive &lt;a href="http://www.reputazioneonline.it/index.aspx"&gt;Reputation Manager&lt;/a&gt; come spazzino del web.&lt;br /&gt;Confesso che la prima reazione è stata quella di voler protestare e in qualche modo rettificare: Reputation Manager è molto di più, la definizione è spregiativa e falsamente moralista, ...&lt;br /&gt;Ovviamente non abbiamo fatto niente, ma con il passare delle ore abbiamo (re)imparato una fondamentale lezione del marketing tradizionale che resta valida anche nel mondo 2.0: nonostante il tono negativo (o forse grazie a quello), l'articolo ha avuto grandissima visibilità ed ha generato in due giorni un numero di contatti e di richieste come normalmente abbiamo in due settimane!&lt;br /&gt;E allora ... basta che se ne parli, non importa se bene o male, il nome resterà: è sempre vero.&lt;br /&gt;Qualcuno sostiene che una campagna di marketing web è vincente se il brand ha al suo interno un DNA virale sul quale fare leva: forse per noi è "&lt;em&gt;spazzini del web&lt;/em&gt;" e non ci eravamo ancora arrivati. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5598779823019116065-4285057939448487437?l=actvalue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actvalue.blogspot.com/feeds/4285057939448487437/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5598779823019116065&amp;postID=4285057939448487437' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/4285057939448487437'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/4285057939448487437'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actvalue.blogspot.com/2009/12/gli-spazzini-del-web.html' title='Gli spazzini del web'/><author><name>Paolo Mosconi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14786718395595716490</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/SyTtn299a8I/AAAAAAAAAKY/d-IAnYYds1s/s72-c/wall-e-poster1-big.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5598779823019116065.post-7756211735277592525</id><published>2009-10-31T16:20:00.004+01:00</published><updated>2009-10-31T16:58:51.597+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Web'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Marketing'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Retail'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Economia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Media'/><title type='text'>Internet assente dalla pubblicità della GDO italiana</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/SuxeF_-Ad_I/AAAAAAAAAKM/4l4ZYYtG3i8/s1600-h/supermarket-rear-case-aisles.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; FLOAT: left; HEIGHT: 150px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5398793510474250226" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/SuxeF_-Ad_I/AAAAAAAAAKM/4l4ZYYtG3i8/s200/supermarket-rear-case-aisles.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://theretailer.blogosfere.it/2009/10/la-spesa-in-pubblicita-dei-retailer-grocery-italiani.html"&gt;The Retailer&lt;/a&gt; ha pubblicato i dati sulla spesa pubblicitaria della distribuzione alimentare nazionale e, giustamente, fa notare la totale assenza di internet tra il media mix: si va dal 50% della televisione al 12% del direct marketing che, almeno nel caso di qualcuno come Lidl (che è il top spender) comprende la newsletter email.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il problema, a mio parere, è cercare di capire il perchè dell'assenza di internet.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Bisogna partire dalle basi: ogni azienda ha &lt;em&gt;un prodotto&lt;/em&gt; e, dunque, qual'è il prodotto della GDO?&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non sono certo &lt;em&gt;i prodotti&lt;/em&gt; che la GDO compra dall'industria e rivende a noi consumatori: essi sono dell'industria, appunto, la quale è invece massicciamente presente su internet sia nelle forme tradizionali che in quelle più nuove del web 2.0.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il prodotto della GDO è la formula commerciale, che si declina nei punti vendita: luogo fisico (e virtuale nel caso degli store online) in cui ai consumatori sono offerti i suddetti prodotti.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Le odierne formule commerciali possono essere raggruppate in tre categorie: supermercati, ipermercati e discount, ultimo nato negli anni '80 del secolo scorso.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;E qui arriviamo al dunque: la GDO, non solo in Italia per la verità, non è più in grado di fare innovazione. Non vi è nessuna differenziazione tra le insegne che utilizzano la stessa formula, la competizione è fatta unicamente a suon di sconti, i conti economici si reggono grazie ai contributi promozionali dell'industria. Per intenderci, è come se Barilla o Procter &amp;amp; Gamble non creassero nuovi prodotti da 20 anni e facessero concorrenza alle altre marche del loro segmento unicamente sul prezzo.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;E infatti, la crisi della GDO dura da ormai molti anni: la crisi economica del 2008 - 2009 non ha fatto altro che acuirla.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Che cosa possono dunque dire a noi consumatori sul media più nuovo e innovativo? In questo contesto ideale è la televisione, mezzo pubblicitario per cervelli anestetizzati.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Forse, con un po' di umiltà, potrebbero ascoltare la voce dei clienti sul web 2.0 e farsi aiutare nell'innovazione, cercando al contempo di riguadagnare un po' di fedeltà all'insegna.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5598779823019116065-7756211735277592525?l=actvalue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actvalue.blogspot.com/feeds/7756211735277592525/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5598779823019116065&amp;postID=7756211735277592525' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/7756211735277592525'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/7756211735277592525'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actvalue.blogspot.com/2009/10/internet-assente-dalla-pubblicita-della.html' title='Internet assente dalla pubblicità della GDO italiana'/><author><name>Paolo Mosconi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14786718395595716490</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/SuxeF_-Ad_I/AAAAAAAAAKM/4l4ZYYtG3i8/s72-c/supermarket-rear-case-aisles.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5598779823019116065.post-8594387796487649563</id><published>2009-10-17T16:38:00.002+02:00</published><updated>2009-10-17T16:41:24.430+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Web'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Economia'/><title type='text'>Crisi 2.0</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/StnXJQLhLpI/AAAAAAAAAKE/1c_gyJTmG94/s1600-h/blogless.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 141px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5393578582714953362" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/StnXJQLhLpI/AAAAAAAAAKE/1c_gyJTmG94/s400/blogless.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Credits: &lt;a href="http://freakonomics.blogs.nytimes.com/"&gt;freakonomics&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5598779823019116065-8594387796487649563?l=actvalue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actvalue.blogspot.com/feeds/8594387796487649563/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5598779823019116065&amp;postID=8594387796487649563' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/8594387796487649563'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/8594387796487649563'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actvalue.blogspot.com/2009/10/crisi-20.html' title='Crisi 2.0'/><author><name>Paolo Mosconi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14786718395595716490</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/StnXJQLhLpI/AAAAAAAAAKE/1c_gyJTmG94/s72-c/blogless.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5598779823019116065.post-1534426132769282947</id><published>2009-09-27T14:01:00.003+02:00</published><updated>2009-09-27T14:25:46.973+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='management'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Economia'/><title type='text'>Zzzoot fulminati in azienda</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/Sr9Zi1IuVLI/AAAAAAAAAJ8/_9kTYbW-8Hw/s1600-h/pacco-centrifuga1.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; FLOAT: left; HEIGHT: 191px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5386122134272496818" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/Sr9Zi1IuVLI/AAAAAAAAAJ8/_9kTYbW-8Hw/s320/pacco-centrifuga1.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Quest'estate Radio24 ha fatto molta pubblicità a "Zzzoot fulminati in azienda" un libro che definerei a cavallo tra l'umorismo ed il management, ovvero una descrizione in chiave umoristica (per non piangere) di ciò che accade nelle aziende nonostante la teoria manageriale degli ultimi 30 anni.&lt;br /&gt;Dopo aver studiato il sito &lt;a href="http://www.zzzoot.tv/"&gt;zzzoot.tv&lt;/a&gt; (ancora meglio del libro), ho finalmente deciso di comprarlo e, passate un paio di settimane, ho trovato le 2 ore necessarie per leggerlo.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Come dicono gli autori, si tratta di un vero e proprio racconto con personaggi di fantasia, decisamente reali.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Il racconto di Zzzoot si apre con un fulmine di luce e saggezza che finalmente riforma le imprese. Ma inspiegabilmente, anche dopo il grande cambiamento, una sola azienda (e le persone che ci lavorano, ed il paese reale nel quale è collocata) continua irriducibile a perpetuare comportamenti viziosi. Il resto del mondo ormai riformato osserva con stupore e incredulità i manager, i collaboratori, i consulenti di questa incredibile riserva del passato. Attorno a loro il deserto. Un giovane collaboratore di Zzzoot - RobCam - racconta le storie di questo mondo e dei suoi capi e colleghi, il manager Centrifuga, il direttore commerciale Sul Pezzo, la responsabile comunicazione Font, il superconsulente Paragone, lo stagista a vita Pacco, il responsabile del finance La Porta, il resposabile logistica Consegna, la responsabile sviluppo e formazione Schedula ed altri.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Da notare che il libro contribuisce anche significativamente alla moderna cultura organizzativa aziendale, a partire dall'enunciazione della "legge di conservazione della quantità di moto dell'uccello padulo".&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5598779823019116065-1534426132769282947?l=actvalue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actvalue.blogspot.com/feeds/1534426132769282947/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5598779823019116065&amp;postID=1534426132769282947' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/1534426132769282947'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/1534426132769282947'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actvalue.blogspot.com/2009/09/zzzoot-fulminati-in-azienda.html' title='Zzzoot fulminati in azienda'/><author><name>Paolo Mosconi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14786718395595716490</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/Sr9Zi1IuVLI/AAAAAAAAAJ8/_9kTYbW-8Hw/s72-c/pacco-centrifuga1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5598779823019116065.post-2790068145848031422</id><published>2009-09-12T14:02:00.002+02:00</published><updated>2009-09-12T14:22:48.012+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Web'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Vendite'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Economia'/><title type='text'>Lo stato dell'ecommerce in Italia</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/SquSX772NeI/AAAAAAAAAJ0/Ao6k5TsWSH8/s1600-h/present.png"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 82px; FLOAT: right; HEIGHT: 77px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5380555119747544546" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/SquSX772NeI/AAAAAAAAAJ0/Ao6k5TsWSH8/s320/present.png" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;La School of Management del Politecnico di Milano ha pubblicato l'ottavo rapporto sull'ecommerce B2C in Italia, dal titolo &lt;a href="http://www.osservatori.net/ecommerce_b2c/rapporti/rapporto/journal_content/56_INSTANCE_0HsI/10402/460148"&gt;"L'eCommerce B2c in Italia: una crescita che sfida la crisi"&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A trainare il mercato nel 2008 è ancora il Turismo che cresce con un tasso superiore alla media. Molto bene anche il comparto dell'Abbigliamento dove vi sono alcune interessanti novità: iniziative nuove con modelli di business innovativi e l'ingresso di alcune grandi "griffe". Certo è un buon risultato, ma si può fare di più. Anzi, si deve fare di più se si vuole colmare il divario che ci separa dagli altri Paesi industrializzati. Con una crescita del 20%, allineata a quella dei principali Paesi europei, l'Italia rimane "indietro" agli altri, sia in termini di valore assoluto dell'eCommerce - l'Italia è un decimo della Gran Bretagna e un terzo della Francia - che in termini di penetrazione dell'eCommerce sul totale delle vendite ai consumatori finali (quasi 1% in Italia contro valori che vanno dal 3 al al 10% circa negli altri Paesi). Sono molte le motivazioni usualmente addotte: dai limiti strutturali dell'Italia - penetrazione di Internet e della banda larga, costi della logistica distributiva - alle attitudini degli Italiani - forte diffidenza verso l'utilizzo della carta di credito online, scarsa propensione all'acquisto a distanza - fino alla oggettiva difficoltà nel vendere online talune tipologie di prodotti. In questo quadro manca tuttavia, a nostro avviso, la motivazione principale. Un sistema dell'offerta con importanti "buchi", specialmente in alcune categorie merceologiche (abbigliamento, prodotti per la casa, auto e accessori, vino e gastronomia, ecc.), e che fatica a sfruttare sapientemente la multicanalità, in particolare tra canale online e canali fisici "tradizionali".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da notare anche che la rilevanza del Web 2.0, attraverso la sua capacità di influenzare le opinioni e di conseguenza gli acquisti dei consumatori, è ormai riconosciuta da molti siti di eCommerce italiani che negli ultimi due anni hanno intrapreso diverse iniziative in questo senso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al contrario, le frodi online sono un fenomeno marginale stimabile nel solo 0,2% circa delle vendite. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5598779823019116065-2790068145848031422?l=actvalue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actvalue.blogspot.com/feeds/2790068145848031422/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5598779823019116065&amp;postID=2790068145848031422' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/2790068145848031422'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/2790068145848031422'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actvalue.blogspot.com/2009/09/lo-stato-dellecommerce-in-italia.html' title='Lo stato dell&apos;ecommerce in Italia'/><author><name>Paolo Mosconi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14786718395595716490</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/SquSX772NeI/AAAAAAAAAJ0/Ao6k5TsWSH8/s72-c/present.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5598779823019116065.post-3350333493730248007</id><published>2009-08-29T15:04:00.004+02:00</published><updated>2009-08-29T15:31:51.268+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Web'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='P2P'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Media'/><title type='text'>La classifica dei download illegali</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/SpktsYscujI/AAAAAAAAAJs/2VxGdk43kak/s1600-h/emule_logo.gif"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; FLOAT: left; HEIGHT: 200px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5375377870809774642" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/SpktsYscujI/AAAAAAAAAJs/2VxGdk43kak/s320/emule_logo.gif" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Un'&lt;a href="http://bcdash.bigchampagne.com/"&gt;azienda americana specializzata &lt;/a&gt;ha pubblicato un'indagine, ripresa ad es. dal &lt;a href="http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/09_agosto_28/classifica_film_scaricati_49cd8612-93c8-11de-8445-00144f02aabc.shtml"&gt;Corriere della Sera&lt;/a&gt;, che presenta la classifica dei download illegali di film e serie tv: ovviamente ad essere maggiormente scaricati sono i grandi successi popolari tra i giovani.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Purtroppo nè la stampa nè il sito della società di ricerche offrono dettagli sulla metodologia di analisi. Semplificando forse un po' troppo, esistono infatti due approcci alla misurazione degli "indici di ascolto" (non a caso uso questo termine antiquato):&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;la misurazione del comportamento di un campione statisticamente significativo (per intenderci l'Auditel);&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;l'analisi puntuale di visualizzazioni, accessi e download.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Molte società di ricerca, avendo radici e competenze nei media tradizionali, hanno esteso anche ad internet il "modello Auditel", mentre l'analisi puntuale dei dati è applicabile unicamente ai nuovi media e permette di ottenere risultati molto più dettagliati.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;In qualunque modo sia stata fatta l'analisi citata, dal punto di vista macro (la top 10) nulla cambia; solo un'analisi puntuale delle reti p2p e dei download permetterebbe però di raccogliere informazioni sulla coda lunga, statisticamente non più significativa all'interno di un campione simil-Auditel.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Al di là dell'interesse accademico e/o comportamentale, personalmente ritengo che questi dati possano essere importanti anche nella lotta quotidiana tra fornitori di contenuti e utenti p2p. Mentre la battaglia per bloccare il download illegale di Heroes e Watchmen (al primo posto rispettivamente nella classifica delle serie tv e dei film scaricati illegalmente) è praticamente persa, credo che esista un significativo mercato per offrire a poco prezzo contenuti di nicchia: spesso il download illegale è oggi l'unica possibilità per accedervi, mentre gli utenti potrebbero essere disposti a pagarli.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5598779823019116065-3350333493730248007?l=actvalue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actvalue.blogspot.com/feeds/3350333493730248007/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5598779823019116065&amp;postID=3350333493730248007' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/3350333493730248007'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/3350333493730248007'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actvalue.blogspot.com/2009/08/la-classifica-dei-download-illegali.html' title='La classifica dei download illegali'/><author><name>Paolo Mosconi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14786718395595716490</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/SpktsYscujI/AAAAAAAAAJs/2VxGdk43kak/s72-c/emule_logo.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5598779823019116065.post-6365710339675414286</id><published>2009-06-21T08:56:00.002+02:00</published><updated>2009-06-21T09:07:16.645+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ricerca'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tecnologia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Innovazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='RFId'/><title type='text'>ActValue vince l'RFId Italia Award 2009</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/Sj3b83gHBqI/AAAAAAAAAJk/ndx6QCperAE/s1600-h/RFId+Italia+Award+2009.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 267px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5349673771123279522" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/Sj3b83gHBqI/AAAAAAAAAJk/ndx6QCperAE/s400/RFId+Italia+Award+2009.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;ActValue consulting &amp;amp; solutions si è aggiudicata la seconda edizione &lt;a href="http://www.rfiditalia.com/index.php?option=com_content&amp;amp;task=view&amp;amp;id=1255&amp;amp;Itemid=41"&gt;dell’RFId Italia Award&lt;/a&gt; – Premio ai migliori progetti RFId italiani – nella categoria “Idee”, riservata ai progetti caratterizzati da particolare originalità o innovatività, ma che non necessariamente fossero già stati completati.&lt;br /&gt;L’Rfid Award 2009 è stato indetto da Rfid Italia (il think tank creato dal Cedites - Centro Studi per la Divulgazione della Tecnologia e della Scienza) ed ospitato dal Lab#ID dell’Università Carlo Cattaneo – LIUC. Il premio ha l’obiettivo di promuovere la diffusione e la conoscenza delle applicazioni Rfid, evidenziando il loro contributo nella creazione di valore per le organizzazioni in cui sono utilizzate. L’Rfid Italia Award anche quest’anno ha visto la partecipazione attiva dei più importanti laboratori universitari e di ricerca italiani che si occupano di tecnologie Rfid: il Lab#ID dell’Università Carlo Cattaneo – LIUC, l’Rfid Solution Center del Politecnico di Milano, l’Rfid Lab dell’Università di Parma, l’Rfid Lab dell’Università La Sapienza, il Wireless and Rfid laboratory dell’Università di Messina, il Lecce Electro Magnetic Lab (LEML) dell'Università del Salento, il SILab – European Commission - Joint Research Center di Ispra.&lt;br /&gt;Fra le “Idee”, il miglior progetto sui 15 candidati è stato giudicato quello di ActValue, che ha presentato il lavoro svolto nell’ambito &lt;a href="http://www.chill-on.com/"&gt;Chill-On&lt;/a&gt;, un progetto di ricerca europeo che si propone di sviluppare nuove tecnologie per migliorare tracciabilità e qualità dei prodotti freschi e surgelati. L’attività di ActValue si è concentrata nello sviluppo di innovativi tag e lettori RFId con due obiettivi principali:&lt;br /&gt;- monitorare la temperatura di ogni pallet durante la fasi di carico/scarico e trasporto allertando in tempo reale in caso il valore vada fuori soglia, a differenza della maggior parte dei T-loggers presenti sul mercato che forniscono l’informazione circa la T durante il trasporto solo al momento della ricezione del carico, quando ormai l’unico intervento possibile è la non accettazione;&lt;br /&gt;- tracciare la freschezza residua (shelf life) del singolo prodotto in base all’evoluzione della sua temperatura nel tempo.&lt;br /&gt;Nel primo caso i tag sono RFId attivi, con sensore di temperatura, con tecnologia ZigBee per permettere la creazione di una mesh network, ed un microcontrollore configurabile on the fly. Il relativo lettore RFId implementa un protocollo di comunicazione coi tag sviluppato da ActValue e si interfaccia via seriale con un dispositivo che gestisce la trasmissione bidirezionale (dati e comandi) via GPRS associati alle coordinate GPS della posizione del carico.&lt;br /&gt;Nel secondo caso i tag sono RFId passivi HF ISO15693 ed integrano un Time Temperature Integration TTI realizzato da uno dei partner di Chill-On, ovvero un integratore della temperatura nel tempo tarato per ogni singola tipologia di prodotto, in modo da poterne indicare la freschezza residua (shel life). Il valore iniziale è 100%, e man mano che il tempo passa tale valore decresce, tanto più rapidamente quanto più è elevata la temperatura. Il tag RFId è stato sviluppato da ActValue per interfacciare il sensore TTI, leggerne il valore elettrico, trasformarlo in un dato digitale e renderlo disponibile al lettore RFId. L’idea di realizzarlo completamente passivo è legata al fatto che i tag semi passivi – ad esempio i paper battery – hanno un costo troppo elevato per poter essere applicati ad ogni singola confezione o cassetta di prodotto.&lt;br /&gt;I test sul campo stanno riguardando nello specifico l’ambito food – pesce e pollo – ma le applicazioni sono molteplici, ovunque ci sia la necessità di monitorare temperatura o altri parametri ambientali, come ad esempio nel farmaceutico. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5598779823019116065-6365710339675414286?l=actvalue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actvalue.blogspot.com/feeds/6365710339675414286/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5598779823019116065&amp;postID=6365710339675414286' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/6365710339675414286'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/6365710339675414286'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actvalue.blogspot.com/2009/06/actvalue-vince-lrfid-italia-award-2009.html' title='ActValue vince l&apos;RFId Italia Award 2009'/><author><name>Paolo Mosconi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14786718395595716490</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/Sj3b83gHBqI/AAAAAAAAAJk/ndx6QCperAE/s72-c/RFId+Italia+Award+2009.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5598779823019116065.post-7005552411873680113</id><published>2009-05-23T10:49:00.003+02:00</published><updated>2009-05-23T11:13:31.854+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ambiente'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Software'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tecnologia Sicurezza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Innovazione'/><title type='text'>Incendi: agricoltori ranger hi-tech, la tecnologia al servizio dell'agricoltura</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/She9fHraLXI/AAAAAAAAAJc/KQaY3tgROGU/s1600-h/frail.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; FLOAT: right; HEIGHT: 200px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5338944225605725554" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/She9fHraLXI/AAAAAAAAAJc/KQaY3tgROGU/s320/frail.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Il progetto, primo in Europa, è promosso da Coldiretti Massa Carrara e dalla Comunità Montana della Lunigiana. FRAIL - Farmers Rangers in Lunigiana - è finanziato dalla Comunità Europea nel Sesto Programma Quadro, Area tematica Tecnologie della Società dell'Informazione». GPS e dispositivi portatili indossabili per presidiare e monitorare il territorio.&lt;br /&gt;Agricoltori ranger hi-tech per prevenire, monitorare e prevenire gli incendi in Lunigiana. L'iniziativa, la prima in Europa, è di Impresa Verde-Coldiretti Massa Carrara, Comunità Montana della Lunigiana e ActValue Consulting and Solutions (partner tecnologico), e sarà presentata, dopo un anno di sperimentazione «discreta» sulle montagne lunigianesi, nel corso dell'assemblea ordinaria di Lunigiana Amica in programma sabato 23 maggio nella Sala Convegni del Castello di Terrarossa, a Licciana Nardi (alle 10), che anticiperà la tavola rotonda dedicata alla filiera corta e al primo mercato dei produttori della Provincia.&lt;br /&gt;L'esperimento, iniziato un anno fa esatto, ha coinvolto una decina di coltivatori associati alla Coldiretti e di funzionari della Comunità Montana nella definizione delle specifiche e nei test di usabilità di un software innovativo che consente di impiegare apparecchiature mobili, portatili e indossabili (wearable) per controllare il territorio, attraverso la connessione in real time alla Sala Controllo degli organi preposti all'attività di spegnimento incendi.&lt;br /&gt;Una soluzione tecnologica che ha contribuito, durante il periodo di sperimentazione, a salvaguardare il patrimonio boschivo provinciale, soprattutto in Lunigiana, dove la superficie boscata sfiora i 65 mila ettari su un totale provinciale di quasi 68 ettari con un indice di boscosità pari al 66% (dati Servizio Antincendi Boschivi Massa Carrara) e che ora potrebbe, è questo naturalmente l'auspicio, essere adottata da altri territori della Comunità Europea.&lt;br /&gt;Gli agricoltori ranger e i funzionari della Montana hanno contribuito a velocizzare le attività di valutazione della tipologia di incendio, «scremando» quelli che sono i «falsi allarmi». Si stima, infatti, che su 10 allarmi-incendi lanciati in generale da cittadini e turisti, solo 3 siano realmente «pericolosi». I restanti sette sono, solitamente, piccoli focolari controllati dagli agricoltori che non richiedono l'intervento di Vigili del Fuoco, Guardia Forestale o Vab con inutile dispendio di risorse pubbliche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli agricoltori ranger lunigianesi sono stato muniti, nella fase di sperimentazione, di un palmare dotato di molteplici funzioni, tra cui la possibilità di scattare foto e girare brevi video oltre che mandare messaggi e comunicazioni. Il loro compito non è «spegnere» gli incendi, ma semplicemente «osservare», dare l'allarme e prevenire, se possibile, la natura dolosa che spesso sta all'origine dei roghi, avvertendo le forze preposte al servizio oppure, nel caso di falso allarme, di verificare una segnalazione dubbia arrivata al centro di controllo. Ma anche raccogliere informazioni e comunicarle, assieme alla posizione dell'incendio esatta, attraverso il sistema GPS, alla Sala Controllo e al tecnico responsabile delle squadre di soccorso della Comunità Montana, a cui tocca valutare l'effettiva pericolosità dell'incendio, ed eventualmente, mobilitare le squadre di intervento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La tecnologia &lt;br /&gt;L'applicazione FRAIL è stata sviluppata da ActValue, il partner del progetto che ha avuto il compito di "pensare" l'equipaggiamento hi-tech degli agricoltori ranger. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il progetto&lt;br /&gt;Il progetto FRAIL, questo l'acronimo di Farmers Rangers in Lunigiana, è una delle tre azioni pilota del macro-progetto &lt;strong&gt;wearit@work&lt;/strong&gt; (&lt;a href="http://www.wearitatwork.com/"&gt;http://www.wearitatwork.com/&lt;/a&gt;) di cui fanno parte 42 organizzazioni di 13 Paesi, europei e non, e si pone l'obiettivo di dimostrare l'applicabilità delle tecnologie indossabili al caso della prevenzione degli incendi boschivi in aree montane e rurali. I benefici del progetto sono di natura economica e di ottimizzazione nell'uso delle risorse, materiali ed umane. I risultati, straordinari e affascinanti, saranno presentati nel corso della parte pubblica dell'assemblea di "Lunigiana Amica".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I partner&lt;br /&gt;- Coldiretti Massa Carrara&lt;br /&gt;- Comunità Montana della Lunigiana&lt;br /&gt;- ActValue Consulting and Solutions s.r.l. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5598779823019116065-7005552411873680113?l=actvalue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actvalue.blogspot.com/feeds/7005552411873680113/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5598779823019116065&amp;postID=7005552411873680113' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/7005552411873680113'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/7005552411873680113'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actvalue.blogspot.com/2009/05/incendi-agricoltori-ranger-hi-tech-la.html' title='Incendi: agricoltori ranger hi-tech, la tecnologia al servizio dell&apos;agricoltura'/><author><name>Paolo Mosconi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14786718395595716490</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/She9fHraLXI/AAAAAAAAAJc/KQaY3tgROGU/s72-c/frail.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5598779823019116065.post-8435689859148325150</id><published>2009-05-09T14:50:00.004+02:00</published><updated>2009-05-09T15:46:37.636+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Economia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lavoro'/><title type='text'>W l'Italia</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/SgWI9lh_GJI/AAAAAAAAAJU/wgz6DtZLU2o/s1600-h/bureaucracy.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 192px; FLOAT: left; HEIGHT: 200px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5333819925318277266" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/SgWI9lh_GJI/AAAAAAAAAJU/wgz6DtZLU2o/s200/bureaucracy.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;In questo periodo, che è già sufficientemente difficile, ogni sforzo dovrebbe essere orientato al buon funzionamento dell'azienda: verso i colleghi, senza i quali non è possibile ottenere alcun risultato, e verso i clienti (esistenti o potenziali) a cui risolviamo problemi o creiamo opportunità in cambio del denaro necessario ad andare avanti.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Una percentuale di tempo preoccupantemente alta è invece dedicata a combattere contro l'equivalente moderno dei mulini a vento di don Chisciotte: la burocrazia nelle sue più varie e diverse forme ed incarnazioni. Senza pretesa di completezza, e senza voler fare del vittimismo, ecco una breve lista degli ultimi intoppi burocratici in cui sono incappato:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;ol&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;La Regione ha un ritardo che ormai raggiunge 150 giorni nell'erogare un contributo a causa di un errore nel software che non permette di stampare un riepilogo.&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;Per farsi pagare dagli enti pubblici (forniture e lavori eseguiti) è necessario presentare un documento dal nome misterioso di DURC che attesta la regolarità nel pagamento di contributi e tasse sul lavoro; la teoria è giusta: lo stato ti paga se tu sei in regola. Come al solito il problema è nell'implementazione: per avere questo mitico DURC è necessario fare un'autocertificazione (online!), poi il consulente del lavoro fà la richiesta e poi si aspetta un periodo di tempo imprecisato ed imprevedibile semprechè, come è puntualmente successo, non risulti qualche magagna che il predetto consulente del lavoro deve cercare di sbrogliare.&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;Per poter rispondere ad un bando è necessario che nel registro delle Camere di Commercio risulti uno specifico codice attività (secondo la classificazione Istat). Il codice c'è, ma è definito come secondario e non come primario; dal momento che non è l'azienda ad attribuirsi i codici attività ma la Camera di Commercio sulla base di una descrizione con regole che ai comuni mortali non è dato sapere, il commercialista sta intercedendo per far cambiare il suddetto codice da secondario a primario.&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;L'anno scorso è stato introdotto un credito d'imposta sulla ricerca e sviluppo: per usufruirne la prima volta è stata sufficiente una dichiarazione, ma per quest'anno il meccanismo, evidentemente troppo semplice, è stato complicato a dovere con un modulo tipo dichiarazione dei redditi da compilare e da trasmettere in via telematica a partire dalle ore 10 di una data mattina. E chi primo arrivo becca i soldi che per tutti non bastano, come il click day per i permessi di soggiorno.&lt;br /&gt;Tralasciando i ripetuti rinvii da gennaio fino a maggio, è interessante la storia dell'invio telematico. Il sito dell'Agenzia delle Entrate, dove è stato reso disponibile il software ben una settimana prima della data fatidica del click day, recitava che chiunque avrebbe potuto trasmettere la dichiarazione. Il mio ragionamento è stato il seguente: se voglio inviare il file alle 10.00 è meglio che me lo faccia da solo, il commercialista ne avrà tanti e non posso avere garanzia che il mio sia il primo.&lt;br /&gt;Scarico quindi il software, lo installo e cerco di capire come si fà l'invio: nessuna traccia nè nel menu nè nell'help. Senza perdermi d'animo, compilo il modulo e ragiono che arrivato in fondo magicamente qualcosa succederà: infatti, una volta confermato il tutto, appare una scritta che dice che l'invio può essere fatto utilizzando un altro programma dal nome misterioso. Nè Google nè il sito dell'Agenzia delle Entrate aiutano granchè, il call center come prevedibile è irraggiungibile e le linee intasate; tramite il super call center istituito da Brunetta (unica nota positiva in tutta la vicenda) riesco ad avere il numero di una sede locale dove incredibilmente posso parlare con una persona, la quale mi conferma quanto nelle lunghe attese con musichette varie ero nel frattempo riuscito a scoprire: per fare l'invio occorre essere un commercialista oppure iscriversi al sito dell'Agenzia delle Entrate richiedendo il pin e attivando la smart card (tempo minimo 15 gg.).&lt;br /&gt;Ovviamente il modulo è finito al commercialista che, per fortuna (e colgo l'occasione per ringraziarlo ancora) alle 10.00.35 ha effettuato l'invio!&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Potrei andare avanti, anzi continua ...&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5598779823019116065-8435689859148325150?l=actvalue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actvalue.blogspot.com/feeds/8435689859148325150/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5598779823019116065&amp;postID=8435689859148325150' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/8435689859148325150'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/8435689859148325150'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actvalue.blogspot.com/2009/05/w-litalia.html' title='W l&apos;Italia'/><author><name>Paolo Mosconi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14786718395595716490</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/SgWI9lh_GJI/AAAAAAAAAJU/wgz6DtZLU2o/s72-c/bureaucracy.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5598779823019116065.post-345033953277060884</id><published>2009-04-19T14:09:00.004+02:00</published><updated>2009-04-19T14:26:21.871+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Web'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Marketing'/><title type='text'>I quattro quadranti del web 2.0</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/SesYYUn5oMI/AAAAAAAAAJM/18eTMyEMWOk/s1600-h/matrice4q.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5326377790427734210" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/SesYYUn5oMI/AAAAAAAAAJM/18eTMyEMWOk/s400/matrice4q.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Vuole la tradizione che la matrice a 4 quadranti sia stata originariamente creata da qualche SuperConsulente McKinsey. Vero o no che sia, essa è usata, e spesso abusata, da ogni consulente per rappresentare il posizionamento competitivo di qualunque entità.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.minimarketing.it/2004/08/chi-cosa-fa.html"&gt;Gianluca Diegoli &lt;/a&gt;che, oltre che bocconiano e consulente, dimostra di avere un'ottima dose di unimorismo, ce ne offre una geniale versione applicata al &lt;a href="http://www.minimarketing.it/2009/04/la-matrice-competitiva-del-marketing.html"&gt;web marketing dei concessionari auto&lt;/a&gt;: semplicemente da non perdere!&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5598779823019116065-345033953277060884?l=actvalue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actvalue.blogspot.com/feeds/345033953277060884/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5598779823019116065&amp;postID=345033953277060884' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/345033953277060884'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/345033953277060884'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actvalue.blogspot.com/2009/04/i-quattro-quadranti-del-web-20.html' title='I quattro quadranti del web 2.0'/><author><name>Paolo Mosconi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14786718395595716490</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/SesYYUn5oMI/AAAAAAAAAJM/18eTMyEMWOk/s72-c/matrice4q.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5598779823019116065.post-1754366973361646136</id><published>2009-03-29T14:36:00.002+02:00</published><updated>2009-03-29T14:56:50.041+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Vendite'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Strategia'/><title type='text'>Le zebre del business</title><content type='html'>&lt;p class="zemanta-img" style="DISPLAY: block; FLOAT: right; MARGIN: 1em; WIDTH: 212px" jquery1238330168735="1237"&gt;&lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Image:Zebra_eating.JPG"&gt;&lt;img style="BORDER-RIGHT: medium none; BORDER-TOP: medium none; DISPLAY: block; BORDER-LEFT: medium none; BORDER-BOTTOM: medium none" height="158" alt="A zebra eating grass." src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/en/thumb/c/c3/Zebra_eating.JPG/202px-Zebra_eating.JPG" width="202" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="zemanta-img-attribution"&gt;Image via &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Image:Zebra_eating.JPG"&gt;Wikipedia&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;I libri, i corsi ed i siti che si propongono di insegnare a vendere si sprecano: due affermazioni hanno però catturato la mia attenzione su &lt;a href="http://www.sellingtozebras.com/"&gt;www.sellingtozebras.com&lt;/a&gt;:&lt;br /&gt;&lt;ol&gt;&lt;li&gt;Aree aziendali come produzione o supply chain hanno un'altissima efficienza (90% o più); l'efficienza delle vendite è invece molto bassa, intorno al 15% (rapporto tra vendite chiuse e prospect in un determinato periodo quale ad es. il trimestre): un miglioramento avrebbe risultati eccezionali.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;In questo periodo in cui i cicli decisionali si allungano, la competizione aumenta ed il maggior concorrente non è un'altra azienda ma rimandare il progetto, diventa ancora più critico aumentare l'efficienza della pipeline commerciale.&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;&lt;p&gt;E allora che cosa c'entrano le zebre?&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Le strisce della zebra fanno sì che questo animale sia riconoscibile a colpo d'occhio, senza possibilità di errore. Per analogia, la zebra è il prospect ideale, quello nei confronti del quale esiste praticamente la certezza di chiudere la vendita: se possiamo valutare con sicurezza ogni prospect e capire se si tratta di una zebra o di un altro animale, ecco che possiamo concentrarsi solo sulle vere opportunità.&lt;/p&gt;Facile? In teoria abbastanza, e ovviamente questi signori danno anche delle idee per identificare i clienti ideali; in pratica sappiamo bene che è tutta un'altra storia, ma non vogliamo certo passare dal 15% al 98% di un botto...&lt;br /&gt;&lt;div class="zemanta-pixie" style="MARGIN-TOP: 10px; HEIGHT: 15px"&gt;&lt;a class="zemanta-pixie-a" title="Zemified by Zemanta" href="http://reblog.zemanta.com/zemified/fd7baca2-290d-4049-8a9d-887f3644dcc5/"&gt;&lt;img class="zemanta-pixie-img" style="BORDER-RIGHT: medium none; BORDER-TOP: medium none; FLOAT: right; BORDER-LEFT: medium none; BORDER-BOTTOM: medium none" alt="Reblog this post [with Zemanta]" src="http://img.zemanta.com/reblog_e.png?x-id=fd7baca2-290d-4049-8a9d-887f3644dcc5" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="zem-script more-related"&gt;&lt;script src="http://static.zemanta.com/readside/loader.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5598779823019116065-1754366973361646136?l=actvalue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actvalue.blogspot.com/feeds/1754366973361646136/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5598779823019116065&amp;postID=1754366973361646136' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/1754366973361646136'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/1754366973361646136'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actvalue.blogspot.com/2009/03/le-zebre-del-business.html' title='Le zebre del business'/><author><name>Paolo Mosconi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14786718395595716490</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5598779823019116065.post-9165379220459344488</id><published>2009-03-15T14:46:00.003+01:00</published><updated>2009-03-15T14:49:37.855+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Marketing'/><title type='text'>Il Marketing e la Crisi Economica</title><content type='html'>Low tech (affissioni pubblicitarie), ma decisamente degno di nota.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/Sb0HE7UM-wI/AAAAAAAAAI8/134Zzy2f0ls/s1600-h/15032009059.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5313410916590353154" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/Sb0HE7UM-wI/AAAAAAAAAI8/134Zzy2f0ls/s400/15032009059.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5598779823019116065-9165379220459344488?l=actvalue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actvalue.blogspot.com/feeds/9165379220459344488/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5598779823019116065&amp;postID=9165379220459344488' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/9165379220459344488'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/9165379220459344488'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actvalue.blogspot.com/2009/03/il-marketing-e-la-crisi-economica.html' title='Il Marketing e la Crisi Economica'/><author><name>Paolo Mosconi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14786718395595716490</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/Sb0HE7UM-wI/AAAAAAAAAI8/134Zzy2f0ls/s72-c/15032009059.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5598779823019116065.post-2569389849980770834</id><published>2009-03-01T15:16:00.002+01:00</published><updated>2009-03-01T15:52:01.453+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tecnologia'/><title type='text'>Powerpoint in stile Minority Report</title><content type='html'>Probabilmente l'impatto di &lt;em&gt;&lt;a class="zem_slink" title="Minority Report (Widescreen Two-Disc Special Edition)" href="http://www.amazon.com/Minority-Report-Widescreen-Two-Disc-Special/dp/B00005JL78%3FSubscriptionId%3D0G81C5DAZ03ZR9WH9X82%26tag%3Dzemanta-20%26linkCode%3Dxm2%26camp%3D2025%26creative%3D165953%26creativeASIN%3DB00005JL78" rel="amazon"&gt;Minority Report&lt;/a&gt;&lt;/em&gt; sull'informatica ricorda quello di &lt;em&gt;&lt;a class="zem_slink" title="Star Trek" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Star_Trek" rel="wikipedia"&gt;Star Trek&lt;/a&gt;&lt;/em&gt; sulla ricerca scientifica: il teletrasporto, il motore ad antimateria, la velocità curvatura, il comunicatore (per citare solo alcune cose) hanno ispirato generazioni di scienziati e sono o sono stati oggetto di ricerca.&lt;br /&gt;Per quanto riguarda &lt;em&gt;Minority Report&lt;/em&gt;, l'oggetto del desiderio è l'interfaccia visuale che si può muovere e zoomare mediante i movimenti della mano opportumamente decodificati da un guanto. Già nel 2007 Microsoft ha presentato &lt;a href="http://www.microsoft.com/SURFACE/index.html"&gt;Surface&lt;/a&gt;: una specie di tavolo/touch screen di 30 pollici che permette di interagire con i contenuti mediante il tocco di una mano e si rifà esplicitamente a Minority Report. Si tratta però di un oggetto estremamente costoso e non integrato nel tradizionale computer.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Negli ultimi tre mesi, però, sono stati resi disponibili due prototipi che applicano i concetti di Surface all'interno di Office.&lt;br /&gt;Quello secondo me più bello ed avanzato è &lt;a href="http://www.officelabs.com/projects/canvasforonenote/Pages/default.aspx"&gt;Canvas for One Note&lt;/a&gt;, uno strumente che permette di navigare visualmente il blocco note, di zoomare dentro e fuori e di riorganizzarlo spazialmente.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;One Note&lt;/em&gt; non è però così diffuso e di impatto come &lt;em&gt;Powerpoint&lt;/em&gt; ed allora ecco &lt;a href="http://www.officelabs.com/projects/pptPlex/Pages/default.aspx"&gt;pptPlex &lt;/a&gt;che arricchisce delle stesse possibilità una presentazione powerpoint: finalmente diventa più semplice seguire un flusso non lineare ed anche (incredibile!) ingrandire quegli illeggibili dettagli scritti con font 10 all'interno delle slide.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non sarà certo la morte della presentazione noiosa, ma sicuramente non potremo continuare ad addossare allo strumento le colpe del presentatore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;embed id="sgvehhdl" pluginspage="http://macromedia.com/go/getflashplayer" src="http://images.video.msn.com/flash/soapbox1_1.swf" width="432" height="364" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" flashvars="c=v&amp;amp;v=f362631f-c86c-4547-a544-9b8eda9975e3&amp;amp;ifs=true&amp;amp;fr=msnvideo&amp;amp;mkt=en-US"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;noembed&gt;&lt;/noembed&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="zemanta-pixie" style="MARGIN-TOP: 10px; HEIGHT: 15px"&gt;&lt;a class="zemanta-pixie-a" title="Zemified by Zemanta" href="http://reblog.zemanta.com/zemified/779e5ce6-6f3f-4b1d-97ad-e951c19fadd9/"&gt;&lt;img class="zemanta-pixie-img" style="BORDER-RIGHT: medium none; BORDER-TOP: medium none; FLOAT: right; BORDER-LEFT: medium none; BORDER-BOTTOM: medium none" alt="Reblog this post [with Zemanta]" src="http://img.zemanta.com/reblog_e.png?x-id=779e5ce6-6f3f-4b1d-97ad-e951c19fadd9" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="zem-script more-related"&gt;&lt;script src="http://static.zemanta.com/readside/loader.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5598779823019116065-2569389849980770834?l=actvalue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actvalue.blogspot.com/feeds/2569389849980770834/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5598779823019116065&amp;postID=2569389849980770834' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/2569389849980770834'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/2569389849980770834'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actvalue.blogspot.com/2009/03/powerpoint-in-stile-minority-report.html' title='Powerpoint in stile Minority Report'/><author><name>Paolo Mosconi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14786718395595716490</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5598779823019116065.post-2503277160718328651</id><published>2009-02-15T09:35:00.003+01:00</published><updated>2009-02-15T09:53:43.370+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Web'/><title type='text'>Chi si ricorda di Second Life?</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/SZfX8_P6y5I/AAAAAAAAAI0/sA6wyNCrN5c/s1600-h/fb-app.gif"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5302944529022372754" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 188px; CURSOR: hand; HEIGHT: 200px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/SZfX8_P6y5I/AAAAAAAAAI0/sA6wyNCrN5c/s200/fb-app.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Un anno fa, o poco più, tutti parlavano di &lt;a class="zem_slink" title="Second Life" href="http://secondlife.com/" rel="homepage"&gt;Second Life&lt;/a&gt;: delle meraviglie del mondo virtuale, delle nuove frontiere a disposizione di persone e aziende, di come questo avrebbe immediatamente trasformato l'ecommerce, ...&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Anche la televisione, con i suoi tempi di produzione, si è mossa su questa scia: nei RIS è comparso un mondo virtuale usato come luogo di incontro dai cattivi di turno, in CSI un episodio è stato incentrato su un delitto finalizzato al furto di un avatar.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Di Second Life, però, adesso non si parla più: la moda web del momento è &lt;a class="zem_slink" title="Facebook" href="http://facebook.com/" rel="homepage"&gt;Facebook&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;E allora, immagino, tra un anno saremo tutti presi da qualche nuova mirabolante invenzione del web e la televisione ci ricorderà di Facebook grazie a qualche serie adesso in produzione.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;La tanto bistrattata televisione ci fa da memoria storica e, forse, potrebbe insegnarci quanto assurde e vuote sono queste mode web del momento!&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="zemanta-pixie" style="MARGIN-TOP: 10px; HEIGHT: 15px"&gt;&lt;a class="zemanta-pixie-a" title="Zemified by Zemanta" href="http://reblog.zemanta.com/zemified/7b17dac1-ee21-4686-87a5-654898379a4a/"&gt;&lt;img class="zemanta-pixie-img" style="BORDER-RIGHT: medium none; BORDER-TOP: medium none; FLOAT: right; BORDER-LEFT: medium none; BORDER-BOTTOM: medium none" alt="Reblog this post [with Zemanta]" src="http://img.zemanta.com/reblog_e.png?x-id=7b17dac1-ee21-4686-87a5-654898379a4a" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5598779823019116065-2503277160718328651?l=actvalue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actvalue.blogspot.com/feeds/2503277160718328651/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5598779823019116065&amp;postID=2503277160718328651' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/2503277160718328651'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/2503277160718328651'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actvalue.blogspot.com/2009/02/chi-si-ricorda-di-second-life.html' title='Chi si ricorda di Second Life?'/><author><name>Paolo Mosconi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14786718395595716490</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/SZfX8_P6y5I/AAAAAAAAAI0/sA6wyNCrN5c/s72-c/fb-app.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5598779823019116065.post-7355390245373078531</id><published>2009-02-01T14:58:00.002+01:00</published><updated>2009-02-01T15:27:54.445+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Economia'/><title type='text'>Dibattito sulla crisi</title><content type='html'>&lt;p class="zemanta-img" style="DISPLAY: block; FLOAT: right; MARGIN: 1em; WIDTH: 147px" jquery1233496730141="1794"&gt;&lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Image:World_Economic_Forum_logo.svg" jquery1233496730141="2175"&gt;&lt;img style="BORDER-RIGHT: medium none; BORDER-TOP: medium none; DISPLAY: block; BORDER-LEFT: medium none; BORDER-BOTTOM: medium none" height="139" alt="World Economic Forum" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/en/thumb/b/b6/World_Economic_Forum_logo.svg/137px-World_Economic_Forum_logo.svg.png" width="137" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="zemanta-img-attribution"&gt;Image via &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Image:World_Economic_Forum_logo.svg"&gt;Wikipedia&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;Ieri sera mi è capitato di guardare per televisione, su &lt;a href="http://www.bbcworldnews.com/Pages/default.aspx"&gt;BBC World News&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.bbcworldnews.com/Pages/ProgrammeMultiFeature.aspx?id=196"&gt;un dibattito sul tema della crisi&lt;/a&gt;: crisi finanziaria, crisi economica, crisi di governance dell'economia mondiale.&lt;br /&gt;Trasmesso da Davos, a margine del &lt;a href="http://www.weforum.org/en/index.htm"&gt;World Economic Forum&lt;/a&gt;, il dibattito ha visto impegnati per quasi un'ora alcuni economisti e politici a partire da Nouriel Roubini, l'economista che forse per primo ed inascoltato aveva predetto questa crisi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Brevissima sintesi:&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Chi è parte dell'establishment finanziario sostiene che si tratta di una crisi di sistema: banche e operatori operavano nel rispetto delle regole, senza rendersi conto (o meglio senza preoccuparsi, visto che non spettava a loro) che le regole erano sbagliate.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Per questo motivo, per loro, il fatto che possano ancora ricevere sostanziosi bonus mentre contemporaneamente hanno licenziato migliaia di persone non è un problema; anzi, è un fatto dovuto.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;La crisi finanziaria si è però trasformata in crisi economica per mancanza di fiducia: prima tra le banche, poi tra aziende e consumatori. Episodi come quello dei bonus, non aiutano certo la fiducia e sono quindi molto dannosi.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;La fiducia è ai minimi anche nei confronti della politica (e non solo in Italia): gli interventi necessari sono di lungo periodo, mentre i politici - così come i manager - guardano solo al breve periodo.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Anche se nata ed esplosa nei Paesi sviluppati (USA prima di tutti), la crisi tocca tutti e farà sentire gli effetti maggiori sui Paesi in via di sviluppo: questi ultimi infatti non hanno welfare e reti di protezione contro la disoccupazione.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;p&gt;Considerazione su un tema un po' più frivolo: che differenza con Vespa, Santoro e il resto della nostra deprimente compagnia! Come diceva Arbore, la RAI non è la BBC ...&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="zemanta-pixie" style="MARGIN-TOP: 10px; HEIGHT: 15px"&gt;&lt;a class="zemanta-pixie-a" title="Zemified by Zemanta" href="http://reblog.zemanta.com/zemified/039c8f83-3569-4edd-9caa-fafa0dd9a0c4/"&gt;&lt;img class="zemanta-pixie-img" style="BORDER-RIGHT: medium none; BORDER-TOP: medium none; FLOAT: right; BORDER-LEFT: medium none; BORDER-BOTTOM: medium none" alt="Reblog this post [with Zemanta]" src="http://img.zemanta.com/reblog_e.png?x-id=039c8f83-3569-4edd-9caa-fafa0dd9a0c4" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5598779823019116065-7355390245373078531?l=actvalue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actvalue.blogspot.com/feeds/7355390245373078531/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5598779823019116065&amp;postID=7355390245373078531' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/7355390245373078531'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/7355390245373078531'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actvalue.blogspot.com/2009/02/dibattito-sulla-crisi.html' title='Dibattito sulla crisi'/><author><name>Paolo Mosconi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14786718395595716490</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5598779823019116065.post-465890606543896392</id><published>2009-01-17T17:44:00.005+01:00</published><updated>2009-01-17T18:19:19.615+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lavoro'/><title type='text'>Lavorare su cose che contano e job security</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/SXITDJknTrI/AAAAAAAAAIk/9Ee2sh_vOBk/s1600-h/sagrada-familia-barcelona3.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5292313456943779506" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 110px; CURSOR: hand; HEIGHT: 200px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/SXITDJknTrI/AAAAAAAAAIk/9Ee2sh_vOBk/s200/sagrada-familia-barcelona3.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Questa settimana &lt;a href="http://radar.oreilly.com/tim"&gt;Tim O'Reilly&lt;/a&gt; ha pubblicato &lt;a href="http://radar.oreilly.com/2009/01/work-on-stuff-that-matters-fir.html"&gt;un articolo&lt;/a&gt; in cui sollecita professionisti ed aziende a non porsi come primo obiettivo quello dei soldi, ma a "lavorare su cose che contano"; che cosa questo voglia dire è diverso per ognuno di noi, ma O'Reilly identifica e propone alcuni criteri chiave: &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;ol&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;Lavorare per fare qualcosa di più importante che guadagnare soldi&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;Creare più valore di quello che si acquisisce&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;Avere una visione di lungo periodo&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Non voglio cercare di sintetizzare i dettagli in quanto l'articolo merita decisamente di essere letto.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;La settimana prima, invece, &lt;a href="http://www.rajeshsetty.com/"&gt;Raj Setty&lt;/a&gt; ha pubblicato &lt;a href="http://www.tompeters.com/entries.php?rss=1&amp;amp;note=http://www.tompeters.com/blogs/main/010786.php"&gt;un altro post&lt;/a&gt; in cui suggerisce 10 domande da porsi per verificare se il proprio posto di lavoro è a rischio.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Possono essere collegate le due cose?&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;In parte no: potrei essere impegnato su un progetto di ricerca medica fondamentale volto a salvare migliaia di vite umane, ma ciò potrebbe non essere core per la mia azienda la quale, inoltre, potrebbe anche pensare di avvalersi di un laboratorio di R&amp;amp;S offshore. Sicuramente un lavoro per obiettivi che contano, ma decisamente a rischio.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;In parte, però, il collegamento esiste e, quello che è più importante, basato sugli aspetti più direttamente controllabili da ciascuno di noi: lavorare su cose che contano (almeno per noi) ci rende sicuramente più motivati, appassionati, confidenti ed in buoni rapporti con i colleghi.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5598779823019116065-465890606543896392?l=actvalue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actvalue.blogspot.com/feeds/465890606543896392/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5598779823019116065&amp;postID=465890606543896392' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/465890606543896392'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/465890606543896392'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actvalue.blogspot.com/2009/01/lavorare-su-cose-che-contano-e-job.html' title='Lavorare su cose che contano e job security'/><author><name>Paolo Mosconi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14786718395595716490</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/SXITDJknTrI/AAAAAAAAAIk/9Ee2sh_vOBk/s72-c/sagrada-familia-barcelona3.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5598779823019116065.post-4084871227277178551</id><published>2008-12-24T10:09:00.001+01:00</published><updated>2008-12-24T10:11:37.059+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Generale'/><title type='text'>Buon Natale e Buone Feste</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/SVH8l_chMNI/AAAAAAAAAIU/T5LLv716w7k/s1600-h/CP_Xmas2.gif"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5283281567498711250" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 340px; CURSOR: hand; HEIGHT: 227px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/SVH8l_chMNI/AAAAAAAAAIU/T5LLv716w7k/s400/CP_Xmas2.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5598779823019116065-4084871227277178551?l=actvalue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actvalue.blogspot.com/feeds/4084871227277178551/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5598779823019116065&amp;postID=4084871227277178551' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/4084871227277178551'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/4084871227277178551'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actvalue.blogspot.com/2008/12/buon-natale-e-buone-feste.html' title='Buon Natale e Buone Feste'/><author><name>Paolo Mosconi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14786718395595716490</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/SVH8l_chMNI/AAAAAAAAAIU/T5LLv716w7k/s72-c/CP_Xmas2.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5598779823019116065.post-7717998161717579305</id><published>2008-12-14T14:53:00.004+01:00</published><updated>2008-12-14T15:48:47.010+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Web'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Economia'/><title type='text'>Le banche e il web 2.0</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/SUUcw3CmDvI/AAAAAAAAAIM/NUFF9CzfpCE/s1600-h/paperone.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5279657763895906034" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 104px; CURSOR: hand; HEIGHT: 100px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/SUUcw3CmDvI/AAAAAAAAAIM/NUFF9CzfpCE/s200/paperone.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Mi piacerebbe poter scrivere che IBM si è ispirata a noi ... ma purtroppo, essenzialmente per ragioni geografiche, non è vero: pochi giorni fa l'IBM &lt;a class="zem_slink" title="Institute for Business Value" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Institute_for_Business_Value" rel="wikipedia"&gt;Institute for Business Value&lt;/a&gt; ha pubblicato un rapporto dal titolo non troppo felice (&lt;a href="http://www-935.ibm.com/services/us/index.wss/ibvstudy/gbs/a1030727?ca=rss_bcs"&gt;Undressing in public: Harnessing the power of Web 2.0 to rebuild trust in banking&lt;/a&gt;) ma dal contenuto totalmente allineato all'offerta di &lt;a href="http://www.reputazioneonline.it/"&gt;Reputation Manager&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le banche sono da sempre attive su web: l'internet banking è uno strumento ormai irrinunciabile per privati ed aziende; esse però, per dirla con uno slogan, sono ancora completamente 1.0.&lt;br /&gt;In questo modo prima di tutto rischiano di gettare al vento una fetta consistente degli investimenti di marketing che devono fare per riguadagnarsi la fiducia dei clienti al termine (per loro) della crisi che le ha travolte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma non è finita: il web collaborativo sta modificando anche il panorama finanziario e mostrando che il ruolo di intermediazione ed indirizzo, da sempre svolto dalle istituzioni bancarie, può essere svolto anche diversamente. E non solo: con maggiore efficienza e trasparenza di quella mostrata dagli operatori cosiddetti professionali!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il rapporto di IBM cita due esempi:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;Il fenomeno, già presente e conosciuto anche in Italia, del &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Person-to-person_lending"&gt;person to person lending&lt;/a&gt;: si tratta di comunità e/o marketplace che mettono in contatto chi richiede un prestito e chi ha capitale da investire. Senza (o quasi) intermediazione, con meccanismi d valutazione trasparenti ed efficienti. In Italia è presente &lt;a href="http://www.zopa.it/ZopaWeb/"&gt;Zopa&lt;/a&gt;.&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;Le comunità che offrono consigli e supporto in ambito finanziario: in questo periodo, ad es., come ridurre le proprie spese. Quella più importante, in America, è &lt;a href="http://www.wesabe.com/"&gt;Wesabe&lt;/a&gt; che ha più di 100.000 membri, le raccomandazioni dei quali sono sicuramente più disinteressate (nonchè ad ampio spettro) di quelle del consulente finanziario "di fiducia".&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5598779823019116065-7717998161717579305?l=actvalue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actvalue.blogspot.com/feeds/7717998161717579305/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5598779823019116065&amp;postID=7717998161717579305' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/7717998161717579305'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/7717998161717579305'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actvalue.blogspot.com/2008/12/le-banche-e-il-web-20.html' title='Le banche e il web 2.0'/><author><name>Paolo Mosconi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14786718395595716490</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/SUUcw3CmDvI/AAAAAAAAAIM/NUFF9CzfpCE/s72-c/paperone.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5598779823019116065.post-5411579231059001676</id><published>2008-12-01T18:49:00.003+01:00</published><updated>2008-12-01T19:23:49.471+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Economia'/><title type='text'>W l'IVA</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/STQrf5aagII/AAAAAAAAAIE/kXilIJeS2s8/s1600-h/BUSIN921.gif"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5274888890545242242" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 190px; CURSOR: hand; HEIGHT: 180px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/STQrf5aagII/AAAAAAAAAIE/kXilIJeS2s8/s200/BUSIN921.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Credo di non essere l'unica persona in Italia che solo 3 o 4 giorni fa ha scoperto che all'abbonamento della tv satellitare si applica l'aliquota IVA ridotta al 10%.&lt;br /&gt;Per carità, non c'è da stupirsi di niente e sicuramente la tv satellitare è in buona compagnia: per chi vuole farsi una cultura, la tabella A del &lt;a href="http://www.dossierazienda.it/fonti/Fonte01122.htm"&gt;Testo Unico IVA&lt;/a&gt; contiene l'elenco dei beni e servizi assogettati all'aliquota del 10%: a parte gli alimentari (frutta e verdura sono adirittura al 4%), l'energia, il turismo e la ristorazione, per i quali la logica è quella di non gravare sui consumatori, e le ristrutturazioni di immobili ci sono alcune perle.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Sembrerebbe l'elargizione di regalini qua e là:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;contratti di scrittura connessi con gli spettacoli teatrali &lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;Spettacoli teatrali ecc.&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;francobolli da collezione e collezioni di francobolli &lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;oggetti d'arte, di antiquariato &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;E allora, perchè non facciamo una bella petizione online per l'aliquota IVA ridotta sull'accesso a Internet? Questo sì che ridurrebbe i costi delle famiglie e farebbe bene non solo all'economia ma anche al cervello!&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Beppe Grillo dove sei? Non mi sembra che non si possa fare a meno delle partite via satellite ...&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Invece, ridurre da 32 € a 29 € al mese il costo dell'ADSL (sono i numeri della mia bolletta) sarebbe decisamente più utile!&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5598779823019116065-5411579231059001676?l=actvalue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actvalue.blogspot.com/feeds/5411579231059001676/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5598779823019116065&amp;postID=5411579231059001676' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/5411579231059001676'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/5411579231059001676'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actvalue.blogspot.com/2008/12/w-liva.html' title='W l&apos;IVA'/><author><name>Paolo Mosconi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14786718395595716490</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/STQrf5aagII/AAAAAAAAAIE/kXilIJeS2s8/s72-c/BUSIN921.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5598779823019116065.post-5592408849920308526</id><published>2008-11-16T17:58:00.003+01:00</published><updated>2008-11-16T18:20:32.094+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Web'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Reputazione'/><title type='text'>Reputation Manager allo IAB Forum 2008</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/SSBWS7Odd3I/AAAAAAAAAH8/LA5oV4-qH-M/s1600-h/ReputationManager.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5269306447159457650" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 38px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/SSBWS7Odd3I/AAAAAAAAAH8/LA5oV4-qH-M/s200/ReputationManager.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;La settimana scorsa a Milano si è tenuto l'annuale appuntamento di &lt;a href="http://www.iabforum.it/IAB_FORUM_2008/default.aspx"&gt;Interactive Advertising Bureau&lt;/a&gt;, il forum del marketing digitale interattivo. In sintesi, si prevede per il 2009 un significativo rallentamento della spesa complessiva in advertising; le aziende però faranno maggiore uso di internet, grazie all'interattività, alla possibilità di effettuare campagne mirate selezionando il target di riferimento con precisione e all'immediatezza di misurazione dei risultati: si prevede infatti un +20%.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Web 2.0 e gli User Generated Content giocano un ruolo fondamentale in questo quadro e di conseguenza la possibilità di rilevare con precisione e continuità le opinioni dei navigatori è ritenuta fondamentale. Abbinato agli interventi e alle presentazioni ed ai dibattiti, vi era anche uno spazio espositivo in cui gli operatori del settore proponevano servizi e soluzioni.&lt;br /&gt;Anche noi, per la prima volta, abbiamo esposto il nostro &lt;a href="http://www.reputazioneonline.it/"&gt;Reputation Manger&lt;/a&gt; e l'interesse è stato veramente tanto, sia da parte delle aziende - utilizzatori finali del servizio - sia delle agenzie di marketing e comunicazione che possono trovare una risposta alle esigenze dei clienti.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Un anno fa, presentanto Reputation Manager, bisognava spiegare la differenza tra l'analisi del web e la rassegna stampa; oggi il mercato è più maturo e consapevole della necessità di misurare la reputazione aziendale online: sicuramente un buon auspicio per il 2009.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5598779823019116065-5592408849920308526?l=actvalue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actvalue.blogspot.com/feeds/5592408849920308526/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5598779823019116065&amp;postID=5592408849920308526' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/5592408849920308526'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/5592408849920308526'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actvalue.blogspot.com/2008/11/reputation-manager-allo-iab-forum-2008.html' title='Reputation Manager allo IAB Forum 2008'/><author><name>Paolo Mosconi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14786718395595716490</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/SSBWS7Odd3I/AAAAAAAAAH8/LA5oV4-qH-M/s72-c/ReputationManager.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5598779823019116065.post-5948292665600442321</id><published>2008-11-01T15:30:00.005+01:00</published><updated>2008-11-01T16:07:42.045+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Web'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Generale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tecnologia'/><title type='text'>In Italia il futuro del Web 2.0 è ... la censura?</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/SQxwn4O_YrI/AAAAAAAAAH0/KhvV15ZSi8s/s1600-h/openet.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5263705894901736114" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 122px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/SQxwn4O_YrI/AAAAAAAAAH0/KhvV15ZSi8s/s200/openet.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Sono un po' in ritardo con i feed e quindi solo oggi mi sono accorto di una notizia che, purtroppo ovviamente, al di fuori del web è passata completamente sotto silenzio.&lt;br /&gt;Il 17 ottobre &lt;a href="http://punto-informatico.it/2442295/PI/News/italia-arrivo-nuove-forme-censura.aspx"&gt;Punto Informatico &lt;/a&gt;ha pubblicato un articolo in cui si dà notizia che a seguito di una decisione del Tribunale di Milano i provider internet italiani sono stati costretti ad inibire l'accesso a due siti e-commerce di sigarette.&lt;br /&gt;L'associazione dei Provider ha fatto ricorso (&lt;a href="http://punto-informatico.it/2452334/PI/News/oscuramento-siti-web-provider-alzano-scudi.aspx"&gt;Punto Informatico&lt;/a&gt;), Daniele Minotti, avvocato che si occupa di diritto penale dell’informatica e diritto delle nuove tecnologie, ha messo a disposizione una &lt;a href="http://www.minotti.net/2008/10/25/chiediamo-il-dissequestro/"&gt;richiesta di riesame&lt;/a&gt; da presentare a qualunque Giudice di Pace (i termini sono ormai scaduti però).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo la pedopornografia, i siti di giochi d'azzardo non autorizzati, il videgioco contro la chiesa, siamo adesso alle sigarette.&lt;br /&gt;E' ovvio che in questo caso, come peraltro per il gioco d'azzardo, l'intento non è moralistico ma puramente economico: lo stato perderebbe il ricco incasso delle accise.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La soluzione però non può essere quella della censura! A chi toccherà dopo? Chi decide che cosa è lecito e che cosa non lo è?&lt;br /&gt;La rete è ormai fatta dagli utenti e nel nostro paese si cerca di bloccarla come in Cina, Iran, ecc.?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per fortuna, ancora una volta la tecnologia ci salverà: i nostri geronto-burocrati ignoranti non hanno capito che i confini territoriali nel mondo virtuale hanno poco senso: mai sentito parlare di &lt;a class="zem_slink" title="OpenDNS" href="http://en.wikipedia.org/wiki/OpenDNS" rel="wikipedia"&gt;Open-dns&lt;/a&gt;?&lt;br /&gt;A proposito, non sarebbe invece meglio far funzionare le dogane ed intercettare le stecche di sigarette, questi sì fisiche, che vengono spedite agli acquirenti?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="zemanta-pixie" style="MARGIN-TOP: 10px; HEIGHT: 15px"&gt;&lt;a class="zemanta-pixie-a" title="Zemified by Zemanta" href="http://reblog.zemanta.com/zemified/12af1253-61a4-424f-bb5e-29a11bd95c87/"&gt;&lt;img class="zemanta-pixie-img" style="BORDER-RIGHT: medium none; BORDER-TOP: medium none; FLOAT: right; BORDER-LEFT: medium none; BORDER-BOTTOM: medium none" alt="Reblog this post [with Zemanta]" src="http://img.zemanta.com/reblog_e.png?x-id=12af1253-61a4-424f-bb5e-29a11bd95c87" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5598779823019116065-5948292665600442321?l=actvalue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actvalue.blogspot.com/feeds/5948292665600442321/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5598779823019116065&amp;postID=5948292665600442321' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/5948292665600442321'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/5948292665600442321'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actvalue.blogspot.com/2008/11/in-italia-il-futuro-del-web-20-la.html' title='In Italia il futuro del Web 2.0 è ... la censura?'/><author><name>Paolo Mosconi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14786718395595716490</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/SQxwn4O_YrI/AAAAAAAAAH0/KhvV15ZSi8s/s72-c/openet.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5598779823019116065.post-1382331137756917960</id><published>2008-10-20T18:29:00.002+02:00</published><updated>2008-10-20T18:41:31.268+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Economia'/><title type='text'>"C'è grossa crisi"</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/SPy0k1-tuoI/AAAAAAAAAHs/8BX9xCUKUbE/s1600-h/Cattura.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5259277009920309890" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/SPy0k1-tuoI/AAAAAAAAAHs/8BX9xCUKUbE/s200/Cattura.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Ormai solo di questo si legge e si sente parlare ... non potevo esimermi dall'affrontare l'argomento.&lt;br /&gt;Il tiolo però è una citazione di &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=lpYSFPO7pqw"&gt;Corrado Guzzanti&lt;/a&gt; che in tempi non sospetti offriva come soluzione la religione di Quelo. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Che possiamo fare invece noi comuni mortali e piccole aziende per sopravvivere? Ricordarci i fondamentali (qualità e servizio al cliente) senza rinunciare all'attività commerciale e alla ricerca e sviluppo ...&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Facile? In alternativa non ci resta che Quelo!&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5598779823019116065-1382331137756917960?l=actvalue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actvalue.blogspot.com/feeds/1382331137756917960/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5598779823019116065&amp;postID=1382331137756917960' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/1382331137756917960'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/1382331137756917960'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actvalue.blogspot.com/2008/10/c-grossa-crisi.html' title='&quot;C&apos;è grossa crisi&quot;'/><author><name>Paolo Mosconi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14786718395595716490</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/SPy0k1-tuoI/AAAAAAAAAHs/8BX9xCUKUbE/s72-c/Cattura.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5598779823019116065.post-3248034747466453800</id><published>2008-10-05T15:13:00.004+02:00</published><updated>2008-10-05T16:18:58.975+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Economia'/><title type='text'>Ancora sulle differenze tra uomini e donne in azienda</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/SOjMuIUJpaI/AAAAAAAAAHk/qoBRG-7lasE/s1600-h/LeadershipandSexes.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5253674058205734306" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/SOjMuIUJpaI/AAAAAAAAAHk/qoBRG-7lasE/s200/LeadershipandSexes.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;E' appena uscito un libro che, nell'intento degli autori, si propone di applicare praticamente le differenze esistenti tra cervello maschile e femminile a tutti gli aspetti della vita aziendale: dal comfort dell'ambiente di lavoro, al vantaggio competitivo ai risultati economici: &lt;a href="http://www.amazon.com/exec/obidos/ASIN/078799703X"&gt;Leadership and the Sexes: Using Gender Science to Create Success in Business&lt;/a&gt; .&lt;br /&gt;E' risaputo che uomini e donne hanno stili di leadership diversi: gli uomini sono normalmente più direttivi e impositivi mentre le donne hanno un atteggiamento democratico e partecipativo: nella recensione che Tom Peters fa del libro(&lt;a href="http://www.tompeters.com/entries.php?rss=1&amp;amp;note=http://www.tompeters.com/blogs/main/010641.php"&gt;M-F Leadership Styles, Effectiveness of&lt;/a&gt;) viene citato un esperimento televisivo - sembrerebbe del tipo "Isola dei famosi" o altri simili reality show - che dimostra come lo stile partecipativo possa produrre risultati migliori di quello direttivo ed è interessante notare che nel corso del test i commentatori (esperti di consulenza aziendale quasi tutti uomini) fossero estremamente scettici della possibilità di raggiungere l'obiettivo assegnato mediante questo "disordine creativo".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le gerarchie aziendali sono ancora in massima parte dominate dagli uomini, e da uomini che pensano di essere superiori alle donne: &lt;a href="http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/content/article/2008/09/21/AR2008092102529.html?hpid=topnews"&gt;uno studio pubblicato in settembre nel Journal of Applied Psychology&lt;/a&gt; paragona gli stipendi di uomini e donne (a parità di livello di carriera, livello di studio e ore lavorate) e conclude che a guadagnare significativamente più degli altri sono gli uomini che hanno visione tradizionale delle donne: non vi sembrano essere invece particolari differenze tra uomini con una visione egualitaria del rapporto tra i sessi e donne (sia quelle con una visione tradizionale che quelle con una visione egualitaria).&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Per chi come me ha una visione egualitaria, non resta che comprare il libro per avere un vantaggio competitivo nei confronti dei tradizionalisti e cercare di ridurre il gap economico.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5598779823019116065-3248034747466453800?l=actvalue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actvalue.blogspot.com/feeds/3248034747466453800/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5598779823019116065&amp;postID=3248034747466453800' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/3248034747466453800'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/3248034747466453800'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actvalue.blogspot.com/2008/10/ancora-sulle-differenze-tra-uomini-e.html' title='Ancora sulle differenze tra uomini e donne in azienda'/><author><name>Paolo Mosconi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14786718395595716490</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/SOjMuIUJpaI/AAAAAAAAAHk/qoBRG-7lasE/s72-c/LeadershipandSexes.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5598779823019116065.post-2618188279745189238</id><published>2008-09-20T16:20:00.003+02:00</published><updated>2008-09-20T16:45:59.563+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Software'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tecnologia Sicurezza'/><title type='text'>Dati a rischio</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/SNUMbCnX75I/AAAAAAAAAHc/D1kcneCEJpQ/s1600-h/yahoomail3_540x313.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5248114599468199826" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/SNUMbCnX75I/AAAAAAAAAHc/D1kcneCEJpQ/s200/yahoomail3_540x313.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;La settimana scorsa è stata pubblicata &lt;a href="http://www.securitywatch.co.uk/2008/09/11/91-of-organizations-perceive-cybercrime-as-a-major-business-risk/"&gt;l'ultima analisi sulla sicurezza informatica&lt;/a&gt; secondo cui oltre il 90% delle aziende ritiene che il Cybercrimine sia un grave rischio: più del 70% dei responsabili IT e della sicurezza temono il furto di dati, mentre i problemi connessi alle infezioni da virus sono meno importanti.&lt;br /&gt;A rimarcare quanto sopra, è di questa settimana la notizia della &lt;a href="http://news.cnet.com/8301-13578_3-10044919-38.html"&gt;violazione da parte degli hacker della email privata della candidata repubblicana alla vicepresidenza americana Sarah Palin&lt;/a&gt; e della &lt;a href="http://news.cnet.com/8301-1009_3-10045969-83.html?tag=mncol"&gt;banale semplicità con cui è stato fatto&lt;/a&gt;, raccogliendo in rete le risposte alle domande di verifica a cui bisogna rispondere su Yahoo per resettare la password dimenticata.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Non tutti i casi di &lt;em&gt;social engineering&lt;/em&gt; sono così semplici: la ricerca di informazioni relative a persone meno pubbliche richiede qualche sforzo in più, ma i telefilm polizieschi insegnano che basta qualche piccola astuzia e un telefono oltre al computer.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Il problema è decisamente grave ed anche complesso e di difficile soluzione.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Nei corsi sui sistemi informativi che qualche volta tengo, insegno che l'informazione - essendo immateriale - è difficile da proteggere: non esiste una cassaforte come per i soldi. Peraltro, ormai anche i soldi sono immateriali, per cui si salvi chi può.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5598779823019116065-2618188279745189238?l=actvalue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actvalue.blogspot.com/feeds/2618188279745189238/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5598779823019116065&amp;postID=2618188279745189238' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/2618188279745189238'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/2618188279745189238'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actvalue.blogspot.com/2008/09/dati-rischio.html' title='Dati a rischio'/><author><name>Paolo Mosconi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14786718395595716490</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/SNUMbCnX75I/AAAAAAAAAHc/D1kcneCEJpQ/s72-c/yahoomail3_540x313.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5598779823019116065.post-5221014317600186361</id><published>2008-09-08T14:58:00.002+02:00</published><updated>2008-09-08T15:27:06.430+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Startup'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Economia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tecnologia'/><title type='text'>Quello che non ti insegnano</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/SMUoCSyrBXI/AAAAAAAAAFM/gqiAwJrURN4/s1600-h/guykawasaki.gif"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5243641361012032882" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/SMUoCSyrBXI/AAAAAAAAAFM/gqiAwJrURN4/s200/guykawasaki.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Nel mondo delle start-up tecnologiche della Silicon Valley, ma non solo, &lt;a href="http://guykawasaki.com/about/index.shtml"&gt;Guy Kawasaky&lt;/a&gt; è un personaggio di spicco. Questa brevissima &lt;a href="http://www.sun.com/solutions/smb/guest.jsp?blog=five_lessons"&gt;lista di 5 cose imparate sul campo&lt;/a&gt; lo dimostra ancora una volta.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;ol&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Puntare al Cash Flow&lt;/strong&gt;. Non è l'utile - magari ottenuto grazie agli ammortamenti - che tiene in piedi le aziende, ma il cash flow. E quindi, vendere vendere vendere: solo così si pagano gli stipendi.&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Non cercare di fare un big bang, ma tanti piccoli passi&lt;/strong&gt;. Non si finirà sui giornali (solo gli eventi molto rari fanno notizia), ma piano piano l'azienda procederà, i prodotti matureranno, i clienti aumenteranno.&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Saper osare&lt;/strong&gt;. La fortuna aiuta gli audaci, per cui bisogna sperimentare cose nuove. D'altro canto, esistono stupidi fortunati che hanno successo, ma questa è un'altra storia.&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Ignorare gli stronzi&lt;/strong&gt;. Dare retta a quelli che sputano sentenza, criticano sempre tutto e si attaccano al carro del vincitore fa solo perdere tempo ed occasioni.&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Non chiedere a qualcuno di fare ciò che non si vorrebbe fare in prima persona&lt;/strong&gt;. Ad un cliente, di compilare 5 pagine prima di registrarsi sul sito; ad un collaboratore di lavorare 100 ore di fila. Solo così si può essere apprezzati da clienti e collaboratori.&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5598779823019116065-5221014317600186361?l=actvalue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actvalue.blogspot.com/feeds/5221014317600186361/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5598779823019116065&amp;postID=5221014317600186361' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/5221014317600186361'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/5221014317600186361'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actvalue.blogspot.com/2008/09/quello-che-non-ti-insegnano.html' title='Quello che non ti insegnano'/><author><name>Paolo Mosconi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14786718395595716490</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/SMUoCSyrBXI/AAAAAAAAAFM/gqiAwJrURN4/s72-c/guykawasaki.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5598779823019116065.post-8402381274853567081</id><published>2008-08-31T09:30:00.003+02:00</published><updated>2008-08-31T10:21:09.258+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Web'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Software'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Globalizzazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Economia'/><title type='text'>La catena di montaggio globale dell'informazione</title><content type='html'>&lt;div&gt;Sulla scia dei successi giapponesi, a cavallo tra gli anni 80 e 90 si pensava che la fabbrica automatica (una catena di montaggio completamente robotizzata senza quasi intervento umano) sarebbe stato il modello vincente della produzione industriale. Nel giro di pochi anni, però, ci si rese conto che la complessità ed il costo necessari per sostituire alcune attività umane rendevano di fatto inapplicabile il modello totalmente automatico: oggi si utilizzano sistemi ibridi, in cui le operai e macchine si dividono il lavoro. In parte la suddivisione è scontata: all'uomo la supervisione e ai robot le attività più pesanti e/o pericolose; ma in parte no: attività di semplice manipolazione e assemblaggio o trasporto sono effettuate dagli operai sotto la direzione di sistemi informativi (è il limite dell'intelligenza artificiale: attività alla portata di un bambino sono impossibili per un computer).&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Dieci anni dopo, nel mondo dell'informazione le cose non sono cambiate: esistono attività automatiche (trasmissione e raccolta di grandi moli di dati) ed attività umane (analisi, interpretazione e sintesi). Esistono anche catene di montaggio in cui persone lavorano sotto la direzione delle macchine svolgendo compiti "di basso livello" ma fuori dalla portata dei computer.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Come succede spesso e volentieri, questi fenomeni in prima battuta si manifestano al di fuori dell'Economia con la "E" maiuscola, nell'area grigia a cavallo tra legalità e illegalità. La globalizzazione, poi, offre un grande bacino di mano d'opera (forse sarebbe meglio testa d'opera in questi casi) a costo così basso da rendere assolutamente non competitiva l'applicazione di modelli maggiormente automatici.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/SLpUU9pwRlI/AAAAAAAAAFE/qvvrgMYg1G8/s1600-h/untitled.bmp"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5240593835522803282" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/SLpUU9pwRlI/AAAAAAAAAFE/qvvrgMYg1G8/s200/untitled.bmp" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Negli ultimi 12-24 mesi, ad esempio, si è sviluppata una fiorente industria legata alla soluzione dei CAPTCHA.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Con l'acronimo inglese CAPTCHA (&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/CAPTCHA"&gt;http://it.wikipedia.org/wiki/CAPTCHA&lt;/a&gt;) si denota un test fatto di una o più domande e risposte per determinare se l'utente sia un umano (e non un computer). L'acronimo deriva dall'inglese "completely automated public Turing test to tell computers and humans apart" ( test di Turing pubblico e completamente automatico per distinguere computer e umani). Nella pratica, si richiede ad un utente di scrivere quali siano le lettere o numeri presenti in una sequenza che appare distorta o offuscata sullo schermo per completare l'iscrizione ad un servizio di mail (gmail, hotmail, ...) o di social network (facebook, ...) o per acquisire dati relativi ad sito (whois).&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;L'obiettivo è impedire agli spammer di registrare automaticamente grandi volumi di account mediante l'utilizzo di bot.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Come funziona la catena di montaggio creata dagli spammer? I bot compilano automaticamente la pagina di registrazione e trasmettono il CAPTCHA da risolvere ad operatori umani che, nell'arco di pochi secondi, restituiscono la risposta in modo che il programma possa completare la procedura e possa così disporre di un nuovo account.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Esistono decine di aziende, con centinaia di persone - prevalentemente in India e Pakistan - che svolgono questa attività per pochi soldi: mediamente $2 per la soluzione di 1000 CAPTCHA (&lt;a href="http://blogs.zdnet.com/security/?p=1835"&gt;http://blogs.zdnet.com/security/?p=1835&lt;/a&gt;).&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Se non fosse per l'effetto devastante sulle nostre caselle di mail, non resterebbe che ammirare questo sistema.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5598779823019116065-8402381274853567081?l=actvalue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actvalue.blogspot.com/feeds/8402381274853567081/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5598779823019116065&amp;postID=8402381274853567081' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/8402381274853567081'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/8402381274853567081'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actvalue.blogspot.com/2008/08/la-catena-di-montaggio-globale.html' title='La catena di montaggio globale dell&apos;informazione'/><author><name>Paolo Mosconi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14786718395595716490</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/SLpUU9pwRlI/AAAAAAAAAFE/qvvrgMYg1G8/s72-c/untitled.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5598779823019116065.post-4023412557116337980</id><published>2008-08-13T15:40:00.002+02:00</published><updated>2008-08-13T15:48:28.641+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='OPEC'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ExxonMobil'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Economia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Petroleum industry'/><title type='text'>Perchè il prezzo del petrolio e, soprattutto, quello della benzina sono così alti?</title><content type='html'>&lt;span class="zemanta-img" style="DISPLAY: block; FLOAT: right; MARGIN: 1em"&gt;&lt;a href="http://commons.wikipedia.org/wiki/Image:Opecrev.gif"&gt;&lt;img style="BORDER-RIGHT: medium none; BORDER-TOP: medium none; DISPLAY: block; BORDER-LEFT: medium none; BORDER-BOTTOM: medium none" alt="OPEC net oil export revenues for 1972-2007" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/0/0a/Opecrev.gif/202px-Opecrev.gif" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="zemanta-img-attribution" style="DISPLAY: block; MARGIN: 1em 0px 0px"&gt;Image via &lt;a href="http://commons.wikipedia.org/wiki/Image:Opecrev.gif"&gt;Wikipedia&lt;/a&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;Qualche settimana fa &lt;a href="http://feeds.wired.com/~r/wired/index/~3/341723890/portfolio_0721"&gt;wired.com&lt;/a&gt; ha pubblicato un articolo che cerca di riassumere e fare chiarezza sui reali motivi che stanno alla base degli altissimi prezzi della benzina (e del petrolio).&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;I diversi attori interessati, ovviamente, hanno punti di vista molto diversi:&lt;/p&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Le compagnie petrolifere sostengono che il mercato è regolato dalla legge della domanda e dell'offerta nella sua forma più semplice&lt;/li&gt;&lt;li&gt;I loro sostenitori politici suggeriscono di aumentare l'offerta permettendo l'estrazione dai giacimenti delle aree costiere protette&lt;/li&gt;&lt;li&gt;I governi occidentali pensano che l'OPEC debba aumentare la produzione&lt;/li&gt;&lt;li&gt;L'Arabia Saudita e gli altri Paesi produttori sostengono che la loro produzione sia più che sufficiente e che siano le speculazioni occidentali sui future a mantenere alti i prezzi&lt;/li&gt;&lt;li&gt;A seconda dello schieramento politico e del Paese, i politici propongono di ridurre o di aumentare le tasse sulle società petrolifere&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;p&gt;La realtà, già da qualche anno sotto gli occhi di chi avesse voluto verificarla, è che le grandi compagnie petrolifere approfittano di questo momento particolare per massimizzare i ricavi senza effettuare nuovi investimenti, né in R&amp;amp;S né in capacità produttiva e distributiva (raffinerie, ecc.). Exxon Mobil, ad es., in un anno di profitti record ha investito in esplorazione solo il 5,3% del proprio fatturato, la metà di quanto speso per ricomprare azioni proprie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il motivo di questi comportamenti è da ricercare in massima parte nel fatto che le grandi aziende petrolifere ritengono di essere vicine al massimo della curva di produzione: tra non molti anni (2020 ?) il loro fatturato inizierà a declinare per l'aumento dei costi della materia prima e per l'avvento di fonti energetiche sostitutive finalmente convenienti. Di conseguenza, esse puntano oggi a massimizzare i profitti nel breve termine invece che a creare opportunità di lungo respiro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per quanto riguarda il prezzo della benzina, poi, le compagnie hanno amplissimo margine di guadagno: il prezzo alla pompa è legato al prezzo spot corrente, cioè a quanto occorre pagare per acquistare benzina all'ingrosso sul mercato libero. Si tratta dell'ultimo prezzo e quindi la differenza legata agli effettivi costi dello stock può essere veramente grande.&lt;/p&gt;&lt;div class="zemanta-pixie" style="MARGIN-TOP: 10px; HEIGHT: 15px"&gt;&lt;a class="zemanta-pixie-a" title="Zemified by Zemanta" href="http://reblog.zemanta.com/zemified/375e7d11-ae0f-4fd8-9743-bb6142c9fe1b/"&gt;&lt;img class="zemanta-pixie-img" style="BORDER-RIGHT: medium none; BORDER-TOP: medium none; FLOAT: right; BORDER-LEFT: medium none; BORDER-BOTTOM: medium none" alt="Reblog this post" src="http://img.zemanta.com/reblog_e.png?x-id=375e7d11-ae0f-4fd8-9743-bb6142c9fe1b" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5598779823019116065-4023412557116337980?l=actvalue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actvalue.blogspot.com/feeds/4023412557116337980/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5598779823019116065&amp;postID=4023412557116337980' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/4023412557116337980'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/4023412557116337980'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actvalue.blogspot.com/2008/08/perch-il-prezzo-del-petrolio-e.html' title='Perchè il prezzo del petrolio e, soprattutto, quello della benzina sono così alti?'/><author><name>Paolo Mosconi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14786718395595716490</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5598779823019116065.post-1004286823079140830</id><published>2008-07-05T11:14:00.003+02:00</published><updated>2008-12-12T07:27:25.100+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scienza'/><title type='text'>Il 150° anniversario della teoria dell'evoluzione</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/SG9D9SiIQKI/AAAAAAAAAE8/uLxrYFW9MYI/s1600-h/202px-Charles_Darwin_aged_51.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5219465213371760802" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/SG9D9SiIQKI/AAAAAAAAAE8/uLxrYFW9MYI/s200/202px-Charles_Darwin_aged_51.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Il 1 luglio 1858 è ricorso il 150° anniversario della prima pubblicazione della teoria dell'evoluzione da parte di &lt;a class="zem_slink" title="Charles Darwin" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Charles_Darwin" rel="wikipedia"&gt;Charles Darwin&lt;/a&gt;: quel giorno, infatti, fu letto alla &lt;a href="http://linnean.org/"&gt;Linnaean Society of London&lt;/a&gt; un paper scritto congiuntamente da Darwin e &lt;a class="zem_slink" title="Alfred Russel Wallace" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Alfred_Russel_Wallace" rel="wikipedia"&gt;Wallace&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Wallace, oggi sconosciuto ai non addetti ai lavori, era un giovane scienziato che, parallelamente e indipendentemente da Darwin, era giunto ad alcune delle sue stesse conclusioni ed aveva inviato a Darwin un breve lavoro perchè lo rivedesse e lo raccomandasse.&lt;br /&gt;Darwin da quasi 20 anni stava lavorando alla propria teoria e nel 1859 pubblicò, in una sintesi di un volume, il lavoro che ha per sempre cambiato la biologia moderna: &lt;em&gt;&lt;a class="zem_slink" title="On the Origin of Species" href="http://en.wikipedia.org/wiki/On_the_Origin_of_Species" rel="wikipedia"&gt;On the Origin of Species by Means of Natural Selection, or the Preservation of Favoured Races in the Struggle for Life&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' curioso che sia Darwin che Wallace danno credito a &lt;a class="zem_slink" title="Thomas Malthus" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Thomas_Malthus" rel="wikipedia"&gt;Malthus&lt;/a&gt;, un economista, dell'idea che sta alla base della selezione naturale: in &lt;em&gt;Population&lt;/em&gt;, scritto nel 1798, Malthus osserva che l'aumento della popolazione è limitato dal fatto che in ogni generazione non tutti gli individui sopravvivono fino a riprodursi. In termini darwiniani ciò si traduce nella morte del debole e nella sopravvivenza del più adatto ("&lt;em&gt;&lt;a class="zem_slink" title="Survival of the fittest" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Survival_of_the_fittest" rel="wikipedia"&gt;survival of the fittest&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;").&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nè Darwin nè Wallace, però, avevano capito il meccanismo con cui le caratteristiche vincenti si trasmettono da una generazione all'altra: la spiegazione di questo fatto si deve a &lt;a class="zem_slink" title="Gregor Mendel" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Gregor_Mendel" rel="wikipedia"&gt;Mendel&lt;/a&gt; (un monaco Austriaco) che già nel 1856 aveva pubblicato il risultato dei suoi studi sull'ibridazione dei fagioli con la scoperta delle caratteristiche genetiche dominanti e recessive. Questo lavoro rimase però praticamente sconosciuto fino al 1900 quando fu riscoperto e correttamente considerato come la tessera mancante del puzzle darwiniano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Traduzione e sintesi da Randy Alfred, &lt;a href="http://www.wired.com/science/discoveries/news/2008/06/dayintech_0701"&gt;Wired&lt;/a&gt;) .&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="zemanta-pixie" style="MARGIN-TOP: 10px; HEIGHT: 15px"&gt;&lt;a class="zemanta-pixie-a" title="Zemified by Zemanta" href="http://reblog.zemanta.com/zemified/b1574e62-74fe-47fa-a863-ef6c664f433e/"&gt;&lt;img class="zemanta-pixie-img" style="BORDER-RIGHT: medium none; BORDER-TOP: medium none; FLOAT: right; BORDER-LEFT: medium none; BORDER-BOTTOM: medium none" alt="Zemanta Pixie" src="http://img.zemanta.com/reblog_e.png?x-id=b1574e62-74fe-47fa-a863-ef6c664f433e" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5598779823019116065-1004286823079140830?l=actvalue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actvalue.blogspot.com/feeds/1004286823079140830/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5598779823019116065&amp;postID=1004286823079140830' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/1004286823079140830'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/1004286823079140830'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actvalue.blogspot.com/2008/07/il-150-anniversario-della-teoria.html' title='Il 150° anniversario della teoria dell&apos;evoluzione'/><author><name>Paolo Mosconi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14786718395595716490</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/SG9D9SiIQKI/AAAAAAAAAE8/uLxrYFW9MYI/s72-c/202px-Charles_Darwin_aged_51.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5598779823019116065.post-4007610819575756484</id><published>2008-06-29T14:24:00.003+02:00</published><updated>2008-12-12T07:27:25.294+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scienza'/><title type='text'>La morte (prematura?) del metodo scientifico</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/SGeEw2xyd1I/AAAAAAAAAE0/QkfgtkXjh-g/s1600-h/scienza.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5217284668204939090" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/SGeEw2xyd1I/AAAAAAAAAE0/QkfgtkXjh-g/s200/scienza.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;"Il &lt;strong&gt;metodo scientifico&lt;/strong&gt; è la modalità tipica con cui la scienza procede per raggiungere una conoscenza della realtà oggettiva, affidabile, verificabile e condivisibile. Esso consiste, da una parte, nella raccolta di evidenza empirica e misurabile attraverso l'osservazione e l'&lt;strong&gt;esperimento&lt;/strong&gt;; dall'altra, nella formulazione di ipotesi e &lt;strong&gt;teorie&lt;/strong&gt; da sottoporre nuovamente al vaglio dell'esperimento" (&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Metodo_scientifico"&gt;http://it.wikipedia.org/wiki/Metodo_scientifico&lt;/a&gt;).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciclicamente qualcuno, di solito non uno scienziato, propone la sostituzione del metodo scientifico con qualcosa di nuovo. Oggi tocca a Chris Anderson, &lt;a href="http://www.wired.com/science/discoveries/magazine/16-07/pb_theory"&gt;su Wired&lt;/a&gt;, con l'affermazione che è ormai possibile analizzare i dati - quantità enormi di dati - senza avere un modello di riferimento da validare ma, al contrario, cercando correlazioni e soluzioni partendo dal basso. Chi è il maggiore esponente di questo nuovo modus operandi? ovviamento Google con la sua enorme capacità di catalogazione e analisi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La tesi di Anderson pecca un po' di ingenuità e rientra nel filone del superamento della scienza: non a caso ha dato vita ad un ampio dibattito.&lt;br /&gt;La risposta più seria mi sembra quella del genetista John Timmer su &lt;a href="http://arstechnica.com/news.ars/post/20080625-why-the-cloud-cannot-obscure-the-scientific-method.html"&gt;Ars Technica&lt;/a&gt;: quello proposto da Anderson non è altro che un tipo particolare di modello &lt;em&gt;data-intensive&lt;/em&gt; che cerca di trovare correlazioni sfruttando l'enorme capacità di calcolo oggi disponibile; insomma, l'analisi &lt;em&gt;bottom-up&lt;/em&gt; si affianca, ma non si sostituisce certo, a quella &lt;em&gt;top-down&lt;/em&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5598779823019116065-4007610819575756484?l=actvalue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actvalue.blogspot.com/feeds/4007610819575756484/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5598779823019116065&amp;postID=4007610819575756484' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/4007610819575756484'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/4007610819575756484'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actvalue.blogspot.com/2008/06/la-morte-prematura-del-metodo.html' title='La morte (prematura?) del metodo scientifico'/><author><name>Paolo Mosconi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14786718395595716490</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/SGeEw2xyd1I/AAAAAAAAAE0/QkfgtkXjh-g/s72-c/scienza.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5598779823019116065.post-1429722783272627187</id><published>2008-06-23T08:43:00.004+02:00</published><updated>2008-12-12T07:27:25.496+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Web'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Marketing'/><title type='text'>Googlebombing e Googlecleaning</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/SF9Lw9-WPKI/AAAAAAAAAEs/DHR5QAcGaFc/s1600-h/images.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5214970198160194722" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/SF9Lw9-WPKI/AAAAAAAAAEs/DHR5QAcGaFc/s200/images.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Ormai non è una novità: internet è uno strumento fondamentale per la campagna elettorale americana; ciascun candidato ha una forte presenza online e supporter più o meno corretti compiono azioni di disturbo.&lt;br /&gt;L'ultima notizia, di ieri, è è il &lt;em&gt;googlebombing&lt;/em&gt; ai danni di John McCain: la pagina dei risultati di ricerca dà risalto a 9 articoli estremamente negativi pr il senatore in un meccanismo di feedback che sfrutta le regole di funzionamento del motore di ricerca (&lt;a href="http://news.slashdot.org/article.pl?sid=08/06/22/1534234&amp;amp;from=rss"&gt;Blogger Launches 'Google Bomb' At McCain &lt;/a&gt;).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il &lt;em&gt;googlebombing&lt;/em&gt; non è certo una novità in politica: nel 2004 ne è stato vittima anche Berlusconi; la campagna elettorale americana, però, può essere considerata una versione potenziata ed accelerata di una campagna marketing normale (tempi più ristretti, budget maggiori, brand da costruire a partire da zero o quasi): quello che vediamo succedere qui, domani diventerà strumento per i prodotti consumer.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed ecco, allora, che il &lt;em&gt;googlebombing&lt;/em&gt; ed il suo contrario &lt;em&gt;googlecleaning&lt;/em&gt; (far sparire dalle prime pagine dei risultati del motore di ricerca le notizie "scomode" sopravanzandole con link a siti favorevoli) entrano a far parte delle tecniche standard di marketing.&lt;br /&gt;Anche in Italia e non solo in America: ce ne stiamo accorgendo nell'attività quotidiana. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5598779823019116065-1429722783272627187?l=actvalue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actvalue.blogspot.com/feeds/1429722783272627187/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5598779823019116065&amp;postID=1429722783272627187' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/1429722783272627187'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/1429722783272627187'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actvalue.blogspot.com/2008/06/googlebombing-e-googlecleaning.html' title='Googlebombing e Googlecleaning'/><author><name>Paolo Mosconi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14786718395595716490</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/SF9Lw9-WPKI/AAAAAAAAAEs/DHR5QAcGaFc/s72-c/images.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5598779823019116065.post-6718188661455354137</id><published>2008-06-15T14:48:00.003+02:00</published><updated>2008-12-12T07:27:25.735+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Logistica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Economia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Innovazione'/><title type='text'>200 $ al barile</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/SFUWsNwPlXI/AAAAAAAAAEk/M-KY7p8iPE8/s1600-h/Warehouselogistics.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5212097092613281138" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/SFUWsNwPlXI/AAAAAAAAAEk/M-KY7p8iPE8/s200/Warehouselogistics.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Il petrolio aumenta quasi ogni giorno. La benzina e il gasolio ancora di più spesso ...&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;I costi di trasporto, ma anche quelli di produzione, salgono alle stelle: qual'è l'impatto sulle aziende?&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Produttività ed efficienza delle aziende italiane sono mediamente piuttosto basse: in linea teorica ci sarebbe quindi ampio spazio per compensare l'aumento dei costi di trasporto e delle materie prime mediante la riduzione di altre inefficienze. In pratica, però, le cose sono ben diverse.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Il deficit di produttività deriva dalla scarsa cultura organizzativa, dalla mancanza di sistemi informativi in grado di automatizzare e razionalizzare i processi, dall'assenza di strumenti di valutazione e di gestione manageriale. Sono tutti aspetti che richiedono tempi lunghi perchè progetti di innovazione possano ottenere risultati; e quel che è peggio, richiedono anche investimenti, cioè ulteriori costi.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Rischia quindi di prodursi una spirale negativa: i costi aumentano, ma perchè nel medio - lungo possano diminuire nel breve dovrebbero aumentare ancora di più: i soldi non ci sono e quindi nulla si riesce a fare ...&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;La teoria del &lt;em&gt;project management&lt;/em&gt; vuole che in qualunque progetto, soprattutto se di lungo respiro, si debbano prevedere iniziative immediate che nel minimo tempo possibile siano in grado di portare risultati e benefici con cui finanziare l'intero programma: in gergo si chiamano &lt;em&gt;quick wins&lt;/em&gt;.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;E allora, quali possono essere i &lt;em&gt;quick wins&lt;/em&gt; delle aziende strette nella morsa dei costi crescenti di produzione e distribuzione?&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Ovviamente, non esiste la ricetta valida per tutti nè la bacchetta magica per metterla in pratica, ma praticamente sempre l'area logistica è quella più malmessa: unito al fatto che oggi è anche quella in cui i costi crescono maggiormente, ne fà il candidato naturale per la ricerca di "facili" economie:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;razionalizzazione dei trasporti&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;riduzione degli stock&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;riduzione delle differenze inventariali&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;aumento del livello di servizio ai clienti, con la conseguente riduzione delle inefficienze legate alla gestione delle non coformità (resi, rimborsi, contestazioni, rilavorazioni, ...)&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5598779823019116065-6718188661455354137?l=actvalue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actvalue.blogspot.com/feeds/6718188661455354137/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5598779823019116065&amp;postID=6718188661455354137' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/6718188661455354137'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/6718188661455354137'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actvalue.blogspot.com/2008/06/200-al-barile.html' title='200 $ al barile'/><author><name>Paolo Mosconi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14786718395595716490</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/SFUWsNwPlXI/AAAAAAAAAEk/M-KY7p8iPE8/s72-c/Warehouselogistics.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5598779823019116065.post-83613078732346593</id><published>2008-06-08T15:02:00.003+02:00</published><updated>2008-12-12T07:27:25.989+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ricerca'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tecnologia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Innovazione'/><title type='text'>WearIT@Work</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/SEvg3Vqd_SI/AAAAAAAAAEc/5ZVdnrrOlVE/s1600-h/f713c34df2.gif"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5209504635296808226" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/SEvg3Vqd_SI/AAAAAAAAAEc/5ZVdnrrOlVE/s200/f713c34df2.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Questa settimana ho partecipato per la prima volta ad un meeting del progetto di ricerca &lt;a href="http://www.wearitatwork.com/"&gt;WearITatWork&lt;/a&gt; finanziato dall'Unione Europea a cui ActValue partecipa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il tema del progetto è il &lt;em&gt;wearable computing&lt;/em&gt; e, dopo quasi 4 anni di attività, il progetto ha prodotto prototipi HW e SW in varie aree: produzione e manutenzione industriale, sanità, emergenza e soccorso. Nel nostro piccolo, abbiamo realizzato un'applicazione pre-commerciale a cavallo tra &lt;em&gt;wearable&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;mobile&lt;/em&gt; per la prevenzione ed il monitoraggio degli incendi. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Al meeting erano presenti oltre 50 persone di diversi Paesi, per la maggior parte impegnate nella Ricerca &amp;amp; Sviluppo, qualche universitario e una minoranza di professionisti normalmente più vicini all'utente finale (tra i quali mi annovero).&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Le considerazioni che posso trarre da questa esperienza, che spero di poter ripetere, sono diverse:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;La ricerca è lunga e difficile: dopo quasi 4 anni, gli hardware realizzati (sensori, display, ...) sono ancora niente più che prototipi; alcuni di essi verranno ingegnerizzati dalle singole aziende e, tra un paio di anni almeno, potranno trovare applicazione commerciale.&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;Nel campo del software, invece, 4 anni sono un'era geologica e tutto è cambiato: in particolare ho avuto l'impressione che il modello collaborativo adottato per lo sviluppo sia ampiamente sorpassato da quello open source, affermatosi più di recente rispetto all'idezione del progetto.&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;Obiettivi ed interessi di chi vive essenzialmente di ricerca e di chi invece opera sul mercato commerciale sono molto diversi, difficilmente compatibili e spesso vi sono anche problemi di comunicabilità; il confronto e la collaborazione credo sia però fondamentale per entrambi gli schieramenti: una parte può imparare un po' di concretezza e time-to-market, mentre l'altra ha bisogno di vision e lungo respiro.&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;Dei 39 partner di progetto, 7 sono italiani: mi sembra una buona partecipazione per la nostra bistrattata R&amp;amp;S (manca però completamente la presenza universitaria); e sicuramente l'obiettivo della UE di creare relazioni tra persone / aziende dei diversi Paesi è centrato.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5598779823019116065-83613078732346593?l=actvalue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actvalue.blogspot.com/feeds/83613078732346593/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5598779823019116065&amp;postID=83613078732346593' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/83613078732346593'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/83613078732346593'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actvalue.blogspot.com/2008/06/wearitwork.html' title='WearIT@Work'/><author><name>Paolo Mosconi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14786718395595716490</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/SEvg3Vqd_SI/AAAAAAAAAEc/5ZVdnrrOlVE/s72-c/f713c34df2.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5598779823019116065.post-5548992887018208896</id><published>2008-06-01T16:26:00.003+02:00</published><updated>2008-12-12T07:27:26.290+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Web'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Marketing'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Startup'/><title type='text'>PR 2.0</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/SEK4Yb0WPpI/AAAAAAAAAEU/zOdylS3Br_4/s1600-h/Public_Relations.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5206926849117404818" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/SEK4Yb0WPpI/AAAAAAAAAEU/zOdylS3Br_4/s200/Public_Relations.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;TechCrunch ha pubblicato un lungo articolo dal titolo &lt;a href="http://www.techcrunch.com/2008/05/25/pr-secrets-for-startups/"&gt;PR Secrets for Startups&lt;/a&gt;, che cerca di spiegare come, grazie ai social network, è cambiato il modo di fare public relations per le aziende; anzi, più precisamente, per le startup, cioè per le piccole aziende che non possono contare su nomi e marchi famosi che di per sè attirano l'attenzione dei media. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Una volta c'era il comunicato stampa: lo strumento di un mondo in cui la comunicazione è unidirezionale, dai media verso il pubblico. Nel web 2.0 dello &lt;em&gt;user generated content&lt;/em&gt;, il comunicato deve diventare conversazione: PR vuol dire coltivare la relazione e creare le conversazioni (ognuna almeno parzialmente diversa dall'altra) tra azienda e generatori dei contenuti. E questi ultimi non sono solo i giornalisti, ma anche i blogger.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Tra i vari consigli offerti dall'autore (Brian Solis, principal di FutureWorks) ne cito due che mi hanno particolarmente colpito:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Marketing = partecipazione&lt;/strong&gt;. Non si può costruire a tavolino una campagna, ma bisogna metterci direttamente la faccia, sia nel mondo reale che in quello online: solo così si creano vere relazioni che permettono di aumentare il valore del brand ed il suo capitale sociale.&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;La relazione con i blogger permette di raggiungere non solo il top delle fonti ma anche il mezzo&lt;/strong&gt;. Nel mondo fisico, per ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo, è necessario concentrarsi sul 20% che produce l'80% (la ben nota curva ABC), ma il web è l'universo della coda lunga: creare relazioni con i blogger che costituiscono la fascia B della curva è la porta d'ingresso, appunto, di tutta la coda lunga. &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5598779823019116065-5548992887018208896?l=actvalue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actvalue.blogspot.com/feeds/5548992887018208896/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5598779823019116065&amp;postID=5548992887018208896' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/5548992887018208896'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/5548992887018208896'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actvalue.blogspot.com/2008/06/pr-20.html' title='PR 2.0'/><author><name>Paolo Mosconi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14786718395595716490</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/SEK4Yb0WPpI/AAAAAAAAAEU/zOdylS3Br_4/s72-c/Public_Relations.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5598779823019116065.post-2970030924229826550</id><published>2008-05-25T19:12:00.003+02:00</published><updated>2008-12-12T07:27:26.515+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ambiente'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Economia'/><title type='text'>Ambientalismo: verità scomode</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/SDmksb0WPoI/AAAAAAAAAEM/gpZYTpkGEB8/s1600-h/effettoserra.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5204371927691837058" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/SDmksb0WPoI/AAAAAAAAAEM/gpZYTpkGEB8/s200/effettoserra.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;La guerra al riscaldamento globale, la riduzione dei consumi, la protezione dell'ambiente e della biodiversità sono temi che gli ambientalisti sono riusciti a diffondere al di là dei loro circoli facendoli diventare popolari. In particolare, il principale problema (quello che racchiude tutti gli altri) sembra essere la riduzione dell'effetto serra e l'inversione della tendenza al riscaldamento globale: con il petrolio a $ 135, la riduzione dei consumi energetici è anche pura sopravvivenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per combattere efficacemente l'effetto serra, però, dobbiamo essere consapevoli che alcuni luoghi comuni dell'ambientalismo sono profondamente sbagliati: &lt;a href="http://www.wired.com/science/planetearth/magazine/16-06/ff_heresies_intro"&gt;un articolo di Wired&lt;/a&gt;, e quindi assolutamente non influenzato dalle beghe italiane, pubblicato questa settimana mette in discussione alcuni miti del movimento ecologista: &lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;ol&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;vivere in città è meno dannoso per il pianeta che vivere in campagna&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;i sistemi di condizionamento sono accettabili, anzi emettono CO2 in quantità inferiore ai sistemi di riscaldamento&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;l'agricoltura biologica non è una risposta, anzi l'agricoltura tradizionale può essere maggiormente sostenibile per la Terra&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;coltivare le foreste può ridurre il riscaldamento globale&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;la Cina non è il nemico, ma può essere la soluzione: si tratta del principale Paese produttore di impianti per lo sfruttamento delle fonti energetiche alternative&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;l'ingegneria genetica può avere effetti positivi mediante la realizzazione di coltivazioni super-efficienti&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;le quote verdi non funzionano: i benefici reali ottenibili dal sistema di negoziazione delle quote sono illusori&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;il nucleare è la forma di energia oggi utilizzabile su vasta scala meno dannosa per l'ambiente&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;meglio un'auto usata di una nuova ecologica: l'impatto totale sull'ambiente è minore&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;il cambiamento climatico è inevitabile, dobbiamo prepararci e farcene una ragione.&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5598779823019116065-2970030924229826550?l=actvalue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actvalue.blogspot.com/feeds/2970030924229826550/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5598779823019116065&amp;postID=2970030924229826550' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/2970030924229826550'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/2970030924229826550'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actvalue.blogspot.com/2008/05/ambientalismo-verit-scomode.html' title='Ambientalismo: verità scomode'/><author><name>Paolo Mosconi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14786718395595716490</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/SDmksb0WPoI/AAAAAAAAAEM/gpZYTpkGEB8/s72-c/effettoserra.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5598779823019116065.post-5596767386763419823</id><published>2008-05-18T14:55:00.003+02:00</published><updated>2008-12-12T07:27:26.708+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Web'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Software'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scienza'/><title type='text'>WorldWide Telescope</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/SDAtipME16I/AAAAAAAAAEE/P2TnhxZTgJI/s1600-h/wwt.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5201707642808227746" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/SDAtipME16I/AAAAAAAAAEE/P2TnhxZTgJI/s320/wwt.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://www.worldwidetelescope.org/"&gt;WorldWide Telescope&lt;/a&gt; è un'applicazione interattiva realizzata dai laboratori di ricerca di Microsoft che permette di esplorare l'universo dal proprio computer mavigando le immagini provenienti dai principali telescopi, sia terrestri che nello spazio.&lt;br /&gt;Il sistema sfrutta le più avanzate tecnologie del Web 2.0 per offrire ad appassionati, astronomi e studenti quanto fino ad oggi è possibile vedere solo nei planetari.&lt;br /&gt;Le diverse fonti di dati (video immagini, audio, presentazioni didattiche) sono integrate mediante l'utilizzo di tag e metadati e rese disponibili all'utente in un'applicazione web-based per la visualizzazione, che permette di cercare stelle e pianeti, di zoomare, di vedere immagini sia ottiche che provenienti dai radiotelescopi.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Oltre che il risvegliare il fascino per l'astronomia, WWT suscita interesse anche per l'utilizzo avanzato delle tecnologie informatiche, dal tagging ai mesh-up alla visualizzazione alla gestione di database molto grandi: oggi al servizio della divulgazione scientifica e dell'insegnamento (speriamo anche nelle scuole italiane) e domani nelle applicazioni web per le aziende ed i consumatori. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5598779823019116065-5596767386763419823?l=actvalue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actvalue.blogspot.com/feeds/5596767386763419823/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5598779823019116065&amp;postID=5596767386763419823' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/5596767386763419823'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/5596767386763419823'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actvalue.blogspot.com/2008/05/worldwide-telescope.html' title='WorldWide Telescope'/><author><name>Paolo Mosconi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14786718395595716490</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/SDAtipME16I/AAAAAAAAAEE/P2TnhxZTgJI/s72-c/wwt.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5598779823019116065.post-1442674462496610405</id><published>2008-05-10T15:08:00.004+02:00</published><updated>2008-12-12T07:27:26.826+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Web'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Personale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Strategia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tecnologia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lavoro'/><title type='text'>Management 2.0: l'impatto dei social network in azienda</title><content type='html'>Misurazione delle performance, valutazione delle persone, premi e avanzamenti di carriera in funzione del merito. Nella cultura manageriale e di gestione delle risorse umane si tratta di concetti standard da decenni; nelle aziende di matrice anglosassone la loro applicazione è di routine da almeno 20 anni (in Italia no, ma questa è un'altra storia).&lt;br /&gt;Forse, però, siamo arrivati alle soglie di una nuova rivoluzione manageriale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I &lt;em&gt;social network&lt;/em&gt;, la condivisione delle conoscenze tramite &lt;em&gt;wiki&lt;/em&gt;, la generazione spontanea dei contenuti mediante i &lt;em&gt;blog&lt;/em&gt; sono fenomeni che hanno grande impatto anche all'interno delle mura (ovviamente ormai virtuali) dell'azienda: il singolo lavoratore diventa gruppo che condivide conoscenze ed esperienze e, soprattutto, collabora.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'impatto sui modelli di management e di valutazione del personale è notevole: i criteri di misurazione, principalmente economici ma non solo, devono evolvere in due direzioni:&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;dal singolo al gruppo&lt;/li&gt;&lt;li&gt;dal risultato ottenuto al miglioramento continuo ed all'acquisizione di nuove conoscenze.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;p&gt;In un white paper recentemente pubblicato da IBM&lt;a href="http://www-935.ibm.com/services/us/index.wss/executivetech/gbs/a1029300?cntxt=a1000074"&gt;(Effecting Blogging: Joining the conversation)&lt;/a&gt;, Luis Suarez "knowledge manager, community builder e social computing evangelist" dell'azienda riassume in questa tabella le fondamentali differenze tra stile di management 1.0 e 2.0:&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/SCWlgNAJENI/AAAAAAAAAD8/jR2UBxAXqwU/s1600-h/Manager20.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5198743317533757650" style="CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/SCWlgNAJENI/AAAAAAAAAD8/jR2UBxAXqwU/s400/Manager20.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5598779823019116065-1442674462496610405?l=actvalue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actvalue.blogspot.com/feeds/1442674462496610405/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5598779823019116065&amp;postID=1442674462496610405' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/1442674462496610405'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/1442674462496610405'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actvalue.blogspot.com/2008/05/management-20-limpatto-dei-social.html' title='Management 2.0: l&apos;impatto dei social network in azienda'/><author><name>Paolo Mosconi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14786718395595716490</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/SCWlgNAJENI/AAAAAAAAAD8/jR2UBxAXqwU/s72-c/Manager20.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5598779823019116065.post-1743568851573326468</id><published>2008-04-25T20:24:00.003+02:00</published><updated>2008-12-12T07:27:27.009+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Web'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Marketing'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Software'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tecnologia'/><title type='text'>Reputazioni e Opinioni nella Rete</title><content type='html'>&lt;div&gt;È ormai opinione comune per il top management delle aziende sia internazionali sia italiane, che intercettare, analizzare e interpretare le opinioni e i giudizi che sono espressi su Internet costituisca un’attività indispensabile. Da questi dati infatti dipende una parte importante della reputazione e della credibilità di un’azienda, del suo brand, dei suoi servizi, prodotti e management. Ma come si può essere certi di avere davvero ascoltato tutte le voci rilevanti sul Web? E soprattutto, come se ne possono analizzare ed eventualmente “sfruttare” i risultati, per gestire e/o migliorare la situazione?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Forte delle proprie competenze nello sviluppo di software e nella ricognizione su Internet, &lt;a href="http://www.reputazioneonline.com/download/T100_Profilo_ActValue.pdf"&gt;ActValue Consulting and Solutions&lt;/a&gt; ha messo a punto degli strumenti potenti e veloci che mirano proprio ad utilizzare il Web come fonte di opinioni, commenti ed informazioni utili a stabilire il livello di reputazione di un’azienda, un’organizzazione, una persona o un prodotto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questi strumenti consentono di raccogliere dati e produrre report in modo strutturato, categorizzando le informazioni per specifici temi di interesse; ad esempio, analizzando la percezione di un brand o un prodotto nel settore auto, è possibile ottenere un’analisi segmentata su argomenti quali impatto ambientale, affidabilità, consumi, prestazioni, etc. In altre parole, i dati evidenziati nel report associato al Brand o al prodotto non sono “grezzi”, ma hanno giù subito un lavoro di intelligence che li rende immediatamente fruibili dall’esperto di marketing o di comunicazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La stessa analisi può inoltre essere utilizzata per valutare la cosiddetta vox populi su un determinato argomento, una sorta di sondaggio effettuato su un campione di persone che, pur non essendo rappresentativo statisticamente, di sicuro è importante dal punto di vista del potere di influenza e di “trend-setting”. Infatti, nella maggior parte dei casi si tratta di persone che esprimono – nel bene o nel male – pareri circostanziati, sono letti da milioni di utenti Internet (spesso da un maggior numero di persone di quanti non leggano i media tradizionali), e molto spesso sono ritenuti autorevoli quanto i mezzi di comunicazione più importanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché sia efficace, è necessario che il monitoraggio sia tempestivo; solo in questo modo, infatti, sarà possibile mettere in campo tutti gli strumenti per prevenire e/o fronteggiare una potenziale crisi e dominarla prima che le ondate di opinione si diffondano senza controllo nel Web. È inoltre necessario saper interpretare i risultati ottenuti, per potersi mettere in contatto con alcuni degli influenzatori che, dopo un’attenta e prolungata analisi, possano essere ritenuti più autorevoli, a proposito di un certo argomento specifico o per una certa azienda o settore di mercato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Attualmente esistono circa 30 miliardi di pagine nel Web, cioè cinque pagine per ogni singolo abitante del pianeta. Di fronte a una tale mole di lavoro, il monitoraggio della reputazione può solo essere svolto da uno strumento informatico particolarmente sofisticato. Infatti, un monitoraggio che sia realmente tempestivo ed efficace non può basarsi solamente su tradizionali sistemi manuali e di intelligenza umana, ma necessita di sistemi automatizzati, come quello sviluppato da ActValue.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si tratta di un software proprietario avanzato che permette la ricerca automatica di contenuti positivi e negativi presenti nel Web (siti, forum, blog, motori di ricerca, social network, video online…) e che si può declinare in due versioni: “&lt;a href="http://www.reputazioneonline.com/download/ReputationManager_TataAuto.pdf"&gt;Reputation Manager&lt;/a&gt;” che si rivolge a privati e società, e “&lt;a href="http://www.reputazioneonline.com/download/WebOpinion_8PerMille.pdf"&gt;Web Opinion&lt;/a&gt;” che si rivolge a tutti coloro che vogliano intraprendere una ricerca o un sondaggio informale delle opinioni e i giudizi (o pregiudizi) presenti su Web in relazione a un determinato argomento (ad es. quanto è importante l’ecologia per gli italiani; sono davvero consapevoli e consenzienti quelli che acquistano prodotti di marca contraffatti, etc. etc.).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Proprio per la loro rapidità, efficacia e flessibilità, Reputation Manager e Web Opinion sono anche stati valutati e selezionati da &lt;a href="http://www.reputazioneonline.com/download/Text_100_Profilo.pdf"&gt;Text 100 Public Relations&lt;/a&gt; come la piattaforma ideale per fornire servizi di PR avanzati, orientati all’ascolto e all’interazione con la blogosfera e il Web 2.0.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infatti, la società di consulenza PR internazionale - con 30 sedi nel mondo e Clienti del calibro di IBM, Intel, Philips CE, Lenovo, MTV e molti altri ancora – è da sempre attenta alla tecnologia e a Internet come strumento di vantaggio competitivo, e ha deciso di avvalersi in Italia di questi strumenti come Partner di ActValue, per poter offrire un servizio ancora più approfondito e puntuale ai propri Clienti, sempre più sensibili a queste tematiche. Grazie alla piattaforma di ActValue, i consulenti di Text 100 si muoveranno più rapidamente per risolvere problemi di immagine o sviluppare dialoghi con blogger e partecipanti a forum o social network, con il rispetto e l’attenzione – tipici dell’expertise tutta… internettiana di Text 100 – necessari a gestire rapporti con i diversi pubblici dell’ecosistema aziendale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Idealmente, tutti dovrebbero monitorare la propria Reputazione Online” – afferma &lt;a href="http://www.reputazioneonline.com/download/Bio_Andrea_Barchiesi.pdf"&gt;Andrea Barchiesi&lt;/a&gt;, socio fondatore ed esperto di Web 2.0 di ActValue - “Dalle aziende agli uomini politici, dalle organizzazioni non-profit ai personaggi pubblici, tutti devono essere consapevoli che ogni giorno online si parla di loro, della loro immagine, delle loro azioni, della qualità dei servizi offerti, dei loro prodotti. La scelta successiva è poi decidere che cosa fare: cioè lasciare ‘che se ne parli’, a volte magari anche a sproposito, oppure intervenire, con i mezzi corretti e i giusti toni, nella conversazione che comunque avviene, su Internet, come già ci ricordava 9 anni fa, il famoso &lt;a href="http://www.cluetrain.com/"&gt;‘ClueTrain Manifesto’&lt;/a&gt;.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Gestire la Reputazione Online è un’attività complessa, che richiede elevate capacità di analisi, tempestività ed efficacia nelle azioni volte ad influenzare l’opinione pubblica” – ha dichiarato &lt;a href="http://www.reputazioneonline.com/download/Bio_Simona_Menghini.pdf"&gt;Simona Menghini&lt;/a&gt;, Managing Director Sud-EMEA e Senior Consultant di Text 100 Public Relations – “Con la diffusione di Internet, ed in particolare del Web 2.0, la reputazione online assume un’ulteriore e peculiare connotazione per chi, come noi, si occupa di comunicazione, marketing e relazioni pubbliche. Anzitutto, monitorare costantemente la reputazione è diventato necessario per capire come gestirla, sia per cavalcare l’onda di un giudizio positivo sia quando, per cause diverse, possano presentarsi delle sfide che vanno valutate ed affrontate per tempo.”&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/SBIkXz1L1hI/AAAAAAAAADs/codXC9i4O9w/s1600-h/T100+AV.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5193253311780476434" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/SBIkXz1L1hI/AAAAAAAAADs/codXC9i4O9w/s200/T100+AV.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;“Reputation Manager”, il “cruscotto” della reputazione online di ActValue, non solo fornisce una fotografia in tempo reale della situazione, ma permette anche di inserirvi commenti ed eventuali risultati di interventi effettuati proattivamente dall’esperto di relazioni pubbliche: di qui la partnership unica e reciprocamente profittevole sviluppata con Text 100, a tutto vantaggio dei Clienti dell’agenzia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le nuove soluzioni di ActValue, in partnership con Text 100, sono state presentate il 23 aprile nel corso dell’evento celebrativo per i dieci anni della filiale italiana di Text 100.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5598779823019116065-1743568851573326468?l=actvalue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actvalue.blogspot.com/feeds/1743568851573326468/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5598779823019116065&amp;postID=1743568851573326468' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/1743568851573326468'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/1743568851573326468'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actvalue.blogspot.com/2008/04/reputazioni-e-opinioni-nella-rete.html' title='Reputazioni e Opinioni nella Rete'/><author><name>Paolo Mosconi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14786718395595716490</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/SBIkXz1L1hI/AAAAAAAAADs/codXC9i4O9w/s72-c/T100+AV.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5598779823019116065.post-8139599424503996775</id><published>2008-04-13T10:22:00.003+02:00</published><updated>2008-12-12T07:27:27.141+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Globalizzazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Economia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tecnologia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Innovazione'/><title type='text'>Global Information Technology Report: Italia sempre peggio</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/SAHJCJtBViI/AAAAAAAAADk/uQ-hCFYVckM/s1600-h/framework-new.png"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5188649284509193762" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/SAHJCJtBViI/AAAAAAAAADk/uQ-hCFYVckM/s200/framework-new.png" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Questa settimana il World Economic Forum ha presentato l'&lt;a href="http://www.weforum.org/en/initiatives/gcp/Global%20Information%20Technology%20Report/index.htm"&gt;Information Technology Report 2007-2008&lt;/a&gt;: mediante la misurazione e la sintesi di diversi parametri, viene elaborato un indice che di anno in anno cerca di identificare la capacità dei singoli paesi di abbracciare l'era digitale cioè di essere pronti all'adozione operativa, culturale ed economica delle opportunità offerte dalle nuove tecnologie.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;I 10 Paesi più avanzati sono, nell'ordine: Danimarca, Svezia, Svizzera, USA, Singapore, Finlandia, Olanda, Islanda, Corea, Norvegia.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;L'Italia è al 42° posto (l'anno scorso al 28° e due anni fa al 45°) su 127. I Paesi con cui dovremmo confrontarci sono ben più in alto: Gran Bretagna 12° posto, Germania 16°, Francia 21°, Spagna 31°.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Al di là delle classifiche e delle singole valutazioni che concorrono a calcolare l'indice sintetico, è innegabile che la situazione italiana è disastrosa:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;27° posto per diffusione dei personal computer&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;48° posto per disponibilità di scienziati ed ingegneri&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;54° posto per utilizzo di internet nelle imprese&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;66° posto per libertà di stampa&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;94° posto per la qualità delle istituzioni scientifiche&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;97° posto per capacità del governo di promuovere l'utilizzo dell'ICT&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;113° posto per il tempo di risoluzione delle dispute contrattuali&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;124° posto per il peso della burocrazia&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Le poche note positive che contraddistinguono il nostro Paese sono invece:&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;2° posto per i bassi costi della telefonia mobile&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;3° posto per i bassi costi della banda larga&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;5° posto per l'uso dell'ICT nel rendere più efficiente la pubblica amministrazione&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;6° posto per il numero di utenze di telefonia mobile&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Qualcuno ne ha sentito parlare questa settimana, se non altro per fantasione proposte elettorali al pari di tante altre?&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5598779823019116065-8139599424503996775?l=actvalue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actvalue.blogspot.com/feeds/8139599424503996775/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5598779823019116065&amp;postID=8139599424503996775' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/8139599424503996775'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/8139599424503996775'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actvalue.blogspot.com/2008/04/global-information-technology-report.html' title='Global Information Technology Report: Italia sempre peggio'/><author><name>Paolo Mosconi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14786718395595716490</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/SAHJCJtBViI/AAAAAAAAADk/uQ-hCFYVckM/s72-c/framework-new.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5598779823019116065.post-1540294402942611529</id><published>2008-04-05T16:12:00.003+02:00</published><updated>2008-12-12T07:27:27.363+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Economia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lavoro'/><title type='text'>Mercato del Lavoro: difficile incontro tra domanda e offerta</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/R_eS9wUmTtI/AAAAAAAAADc/WECC5MeIX9E/s1600-h/HRS.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5185775085581389522" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/R_eS9wUmTtI/AAAAAAAAADc/WECC5MeIX9E/s200/HRS.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Questa settimana il Sole 24 Ore ha dato conto della presentazione del &lt;a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Economia%20e%20Lavoro/2008/04/randstad-indagine-personale-qualificato.shtml"&gt;primo rapporto sul mercato del lavoro&lt;/a&gt;, realizzato dall'Agenzia per il lavoro Ranstad Italia in collaborazione con la Fondazione Marco Biagi.&lt;br /&gt;In estrema sintesi, le aziende faticano molto a trovare personale qualificato e quando finalmente ci riescono fanno di tutto per tenerlo: in particolare, con assunzioni a tempo indeterminato.&lt;br /&gt;I canali utilizzati per la ricerca sono molteplici e paralleli: dalle inserzioni sui giornali (locali) e sui siti specializzati, ai Centri per l'Impiego, alle Agenzie per il Lavoro.&lt;br /&gt;Almeno in parte, si cerca di ovviare alla scarsità di risorse qualificate mediante la formazione interna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Parallelamente, il Corriere della Sera ha presentato i risultati di uno studio condotto dal Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale sugli &lt;a href="http://www.corriere.it/cronache/08_aprile_04/focus_come_cambia_lavoro_8f3478da-0217-11dd-b2eb-00144f486ba6.shtml"&gt;scenari evolutivi del mercato del lavoro in Europa&lt;/a&gt;: si prevede che nel periodo 2006-2015 verranno creati più di 13 milioni di nuovi posti di lavoro, dei quali oltre 1,6 milioni in Italia. Ciò oltre al turn-over generato dal pensionamento dei lavoratori più anziani (6,3 milioni di posti di lavoro solo in Italia).&lt;br /&gt;Lo studio mette in evidenza come nella maggior parte dei casi i nuovi impieghi richiedano competenze elevate, di tipo universitario o tecnico-specialistico, mentre i sistemi prevalenti di istruzione (soprattutto in Italia) tendono a non fornire le qualificazioni richieste, privilegiando modelli generalistici e/o umanistici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Buone notizie, dunque, per chi avrà il giusto mix di competenza ed esperienza; ma come faranno le aziende, le società di ricerca e selezione e le agenzie del lavoro a scovare questi talenti?&lt;br /&gt;Da più di tre anni ActValue cerca di dare una risposta a questo interrogativo e realizza strumenti di &lt;a href="http://www.actvalue.com/pages/asp/editorial/ps_servizi.asp?n=se&amp;amp;p=6&amp;amp;l=1"&gt;skill matching&lt;/a&gt; e di &lt;a href="http://www.actvalue.com/pages/asp/editorial/ps_servizi.asp?n=se&amp;amp;p=6&amp;amp;l=1"&gt;supporto alla ricerca e selezione&lt;/a&gt;, originariamente destinati al mondo del lavoro interinale ma che già cominciano a trovare applicazione anche all'interno delle aziende. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5598779823019116065-1540294402942611529?l=actvalue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actvalue.blogspot.com/feeds/1540294402942611529/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5598779823019116065&amp;postID=1540294402942611529' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/1540294402942611529'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/1540294402942611529'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actvalue.blogspot.com/2008/04/mercato-del-lavoro-difficile-incontro.html' title='Mercato del Lavoro: difficile incontro tra domanda e offerta'/><author><name>Paolo Mosconi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14786718395595716490</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/R_eS9wUmTtI/AAAAAAAAADc/WECC5MeIX9E/s72-c/HRS.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5598779823019116065.post-5999965596795311255</id><published>2008-03-29T16:04:00.005+01:00</published><updated>2008-12-12T07:27:27.502+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Economia'/><title type='text'>Depressione da Elezioni</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/R-5jiQUmTsI/AAAAAAAAADU/juFMRGjVKNI/s1600-h/dilbert.gif"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5183189661298085570" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/R-5jiQUmTsI/AAAAAAAAADU/juFMRGjVKNI/s320/dilbert.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Nonostante io non abbia alcuna intenzione di usare questo blog a fini elettorali (nè a favore nè contro alcuno), con l'avvicinarsi delle elezioni ritengo comunque di poter fare due considerazioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La prima: in questo momento di crisi internazionale e di prezzo del petrolio alle stelle, sarebbe stata opportuna qualche spinta alla nostra economia; la campagna elettorale aggiunge invece un ulteriore fattore di freno e di incertezza. Il risultato, misurato a pelle e senza ambizioni macroeconomiche, è di un blocco pressochè totale - anche nelle aziende - di investimenti, decisioni, spese, ecc.&lt;br /&gt;E' vero che in Italia il settore privato, nel bene e nel male, si è sempre vantato di crescere e prosperare senza l'aiuto della politica e del pubblico troppo distanti ed autoreferenziali (per non dire di peggio), ma il perimetro economico direttamente o indirettamente gestito dalla politica è talmente vasto (troppo) che le fasi di stallo del ciclo elettorale non possono che riverberarsi anche sul privato.&lt;br /&gt;Forse è solo una teoria, con evidenti risvolti liberisti, ma come minimo mi sembra plausibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La seconda osservazione è invece relativa alla mia personale depressione elettorale: dal macro passiamo al micro.&lt;br /&gt;Anche questa volta ci sono in rete due sondaggi, uno di &lt;a href="http://temi.repubblica.it/elezioni2008-homepage/2008/03/26/il-politometro/?com=21"&gt;Repubblica&lt;/a&gt; e l’altro di &lt;a href="http://www.voisietequi.it/"&gt;openpolis&lt;/a&gt;, che permettono di localizzare su una mappa la propria posizione politica rispetto a quella dei partiti.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;In entrambi i casi (e alcune delle domande sono diverse) risulto a buona distanza da tutte le formazioni politiche.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Per fortuna (?!) sappiamo bene che la pratica di governo sarà diversa dalle enunciazioni pre-elettorali. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5598779823019116065-5999965596795311255?l=actvalue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actvalue.blogspot.com/feeds/5999965596795311255/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5598779823019116065&amp;postID=5999965596795311255' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/5999965596795311255'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/5999965596795311255'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actvalue.blogspot.com/2008/03/depressione-da-elezioni.html' title='Depressione da Elezioni'/><author><name>Paolo Mosconi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14786718395595716490</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/R-5jiQUmTsI/AAAAAAAAADU/juFMRGjVKNI/s72-c/dilbert.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5598779823019116065.post-826092201741826255</id><published>2008-03-23T19:18:00.005+01:00</published><updated>2008-12-12T07:27:27.698+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scienza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Economia'/><title type='text'>Ultime notizie dal mondo dell'Economia e della Scienza</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/R-alYgUmTrI/AAAAAAAAADM/d5eEwnZqOio/s1600-h/birra.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5181010261748108978" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/R-alYgUmTrI/AAAAAAAAADM/d5eEwnZqOio/s320/birra.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;In questo momento di "difficile congiuntura economica":&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;ol&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;Un economista australiano ha dato vita ad blog dedicato alla teoria economica applicata all'educazione dei figli (&lt;a href="http://gametheorist.blogspot.com/"&gt;Game Theorist&lt;/a&gt;) e quest'estate pubblicherà un libro intitolato &lt;em&gt;Parentonomics&lt;/em&gt;, pressapoco traducibile con Economia dei Genitori: profonde analisi con vero humor inglese.&lt;br /&gt;Da segnalare "&lt;a href="http://gametheorist.blogspot.com/2008/03/parenting-superpowers.html"&gt;Teoria delle Probabilità applicata ai Genitori"&lt;/a&gt;: il padre spedisce il bambino in camera a vestirsi; dopo 5 minuti gli grida "Smetti di giocare e vestiti"; il figlio scende vestito e chiede "Ma come a facevi a sapere che stavo giocando?" e il padre risponde "Non dimenticarti che io vedo tutto!"; ovviamente vede solo l'altissima probabilità che il bambino ha di distrarsi prima di completare il compito che gli era stato richiesto...&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;Uno lavoro pubblicato da una seria rivista scientifica e ripreso dal &lt;a href="http://www.nytimes.com/2008/03/18/science/18beer.html?_r=2&amp;amp;oref=slogin&amp;amp;oref=slogin"&gt;New York Times&lt;/a&gt; cerca di fare chiarezza sui fattori che rendono alcuni scienziati di successo ed in grado di pubblicare importanti lavori uno di seguito all'altro. Il risultato è decisamente inaspettato: le performance scientifiche sono inversamente proporzionali al consumo di birra degli studiosi; purtroppo il motivo non è ancora chiaro. &lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;Tom Peters offre finalmente una spiegazione del meccanismo dei mutui subprime il cui incepparsi ha portato all'attuale crisi economica: &lt;a href="http://www.tompeters.com/blogs/freestuff/uploads/Presentation1.ppt"&gt;http://www.tompeters.com/blogs/freestuff/uploads/Presentation1.ppt&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5598779823019116065-826092201741826255?l=actvalue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actvalue.blogspot.com/feeds/826092201741826255/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5598779823019116065&amp;postID=826092201741826255' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/826092201741826255'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/826092201741826255'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actvalue.blogspot.com/2008/03/ultime-notizie-dal-mondo-delleconomia-e.html' title='Ultime notizie dal mondo dell&apos;Economia e della Scienza'/><author><name>Paolo Mosconi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14786718395595716490</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/R-alYgUmTrI/AAAAAAAAADM/d5eEwnZqOio/s72-c/birra.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5598779823019116065.post-4382975903114517457</id><published>2008-03-16T14:29:00.003+01:00</published><updated>2008-12-12T07:27:27.927+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Marketing'/><title type='text'>Le 6 M del Marketing (non solo digitale)</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/R90mkg6_c-I/AAAAAAAAAC8/pB2VO2djB5o/s1600-h/6M.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5178337555300447202" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/R90mkg6_c-I/AAAAAAAAAC8/pB2VO2djB5o/s200/6M.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Riprendo molto volentieri da &lt;a href="http://www.smallbizleaderblog.com/brucedjohnsonnet/2008/03/if-you-want-you.html"&gt;The Small Biz Leader Blog&lt;/a&gt; una lista chiara e sintetica delle componenti chiave da considerare nella pianificazione di una campagna marketing:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;ol&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Mission&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Qual è l'&lt;em&gt;obiettivo&lt;/em&gt; della campagna? Vendere qualcosa a qualcuno, farlo partecipare ad un evento, rendere nota la propria presenza, ...? Se l'obiettivo non è chiaro, tutto ciò che segue è opinabile.&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Message&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Che &lt;em&gt;messaggio&lt;/em&gt; si vuole comunicare? Come lo si vuole dire? Come vogliamo che lo ascoltino i potenziali clienti? E, soprattutto, il messaggio è coerente con la mission?&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Market&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Chi è il destinatario del messaggio? Non può essere genericamente rivolto a tutti e, qualunque sia il &lt;em&gt;mercato &lt;/em&gt;di riferimento, esso influenza la costruzione del messaggio.&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Media&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;In molti casi si parte da qui, anche se è solo il quarto punto: prima di acquistare spazi pubblicitari di qualunque tipo è bene chiedersi qual'è il media migliore per l'obiettivo / messaggio / mercato a cui si sta lavorando.&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Moment&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Anche il timing è cruciale: quando è il &lt;em&gt;momento&lt;/em&gt; giusto per comunicare? Normalmente ogni prodotto ha un suo ciclo o stagionalità e la pianificazione della campagna marketing deve tenerne conto.&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Money&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Ultimi ma fondamentali sono i &lt;em&gt;soldi&lt;/em&gt;:il budget disponibile, sempre limitato, condiziona e indirizza le scelte relative a ciascuna delle 5 M precedenti. &lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5598779823019116065-4382975903114517457?l=actvalue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actvalue.blogspot.com/feeds/4382975903114517457/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5598779823019116065&amp;postID=4382975903114517457' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/4382975903114517457'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/4382975903114517457'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actvalue.blogspot.com/2008/03/le-6-m-del-marketing-non-solo-digitale.html' title='Le 6 M del Marketing (non solo digitale)'/><author><name>Paolo Mosconi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14786718395595716490</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/R90mkg6_c-I/AAAAAAAAAC8/pB2VO2djB5o/s72-c/6M.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5598779823019116065.post-65258440464616457</id><published>2008-03-08T11:43:00.004+01:00</published><updated>2008-03-08T11:54:39.361+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scienza'/><title type='text'>Come si formano gli ingorghi stradali</title><content type='html'>&lt;object width="425" height="355"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/Suugn-p5C1M"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/Suugn-p5C1M" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;Per la prima volta, alcuni ricercatori giapponesi sono riusciti a riprodurre in un esperimento controllato &lt;a href="http://technology.newscientist.com/article/dn13402-shockwave-traffic-jam-recreated-for-first-time.html"&gt;la formazione di un ingorgo stradale in condizioni di traffico congestionato&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Presso l'università di Nagoya, un gruppo di volontari ha iniziato a guidare alla velocità costante di 30 km/h lungo una piccola pista circolare: ben presto hanno iniziato a verificarsi fluttuazioni nella velocità e nella distanza tra i veicoli, prima piccole, poi sempre maggiori fino a causare frenate e blocchi.&lt;br /&gt;La propagazione dei rallentamenti è paragonabile a quella di un'onda d'urto che viaggia a 20 km/h in senso opposto a quello di marcia; la causa scatenante è presumibilmente la combinazione e l'amplificazione delle piccole variazioni casuali di velocità che ciascun guidatore effettua intorno alla velocità costante teorica.&lt;br /&gt;Secondo i ricercatori, il fatto di essere riusciti a riprodurre sperimentalmente questo fenomeno ben conosciuto a tutti gli automobilisti è un primo fondamentale passo verso l'individuazione di rimedi.&lt;br /&gt;Tutti i pendolari aspettano con fiducia!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5598779823019116065-65258440464616457?l=actvalue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actvalue.blogspot.com/feeds/65258440464616457/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5598779823019116065&amp;postID=65258440464616457' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/65258440464616457'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/65258440464616457'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actvalue.blogspot.com/2008/03/come-si-formano-gli-ingorghi-stradali.html' title='Come si formano gli ingorghi stradali'/><author><name>Paolo Mosconi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14786718395595716490</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5598779823019116065.post-8193319902751783683</id><published>2008-02-23T16:19:00.003+01:00</published><updated>2008-12-12T07:27:28.064+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Strategia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Economia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lavoro'/><title type='text'>La logistica in soccorso della gestione del personale</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/R8A-gOMZb3I/AAAAAAAAAC0/Rq85IBzj0KA/s1600-h/022108_supplychaintalent.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5170201095508160370" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/R8A-gOMZb3I/AAAAAAAAAC0/Rq85IBzj0KA/s200/022108_supplychaintalent.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Recitano i manuali di economia aziendale che il capitale umano è un fattore di produzione alla stregua del capitale monetario, delle materie prime, dell'informazione, ecc.&lt;br /&gt;La gestione dei fabbisogni e degli stock di capitale umano, cioè dei processi di ricerca e selezione e di gestione delle carriere, non è però normalmente affrontata nella stessa ottica degli altri fattori produttivi.&lt;br /&gt;Il prof. Peter Cappelli, direttore del Center for Human Resources della Wharton Business School, sta per pubblicare un libro dal titolo &lt;a href="http://knowledge.wharton.upenn.edu/article.cfm?articleid=1899"&gt;"Talent on Demand: Managing Talent in an Age of Uncertainty"&lt;/a&gt; in cui cerca di applicare alcuni concetti logistici e quantitativi alla gestione delle risorse umane. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Cappelli parte dal presupposto che il capitale umano sia una materia prima pregiata ed estremamente deperibile: sia averne troppo poco che averne troppo provoca costi ed inefficienze.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;La mancanza di risorse umane rende difficile se non impossibile realizzare la produzione, ma anche l'eccesso crea problemi: a differenza dei prodotti che una volta realizzati possono restare a magazzino, i dipendenti vengono pagati tutti i mesi sia che lavorino per produrre sia che non lo facciano; ma non solo: nei momenti di inattività prolungata, i primi ad andarsene sono i migliori vanificando tutti i precedenti investimenti.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Le aziende dovrebbero quindi abbandonare i tradizionali rigidi meccanismi di previsione dei fabbisogni, di selezione interna ecc., e cercare di applicare metodi più flessibili ed in grado di adattarsi in tempo reale o quasi ai mutamenti del mercato. Se oggi non è più pensabile di pianificare gli acquisti di materie prime su base annuale o pluriennale senza continue variazioni, lo stesso deve valere per le risorse umane in un mercato in cui non solo i fabbisogni possono cambiare con estrema rapidità, ma non è neanche più possibile fare piani di carriera a lungo termine dato l'elevato turn-over.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5598779823019116065-8193319902751783683?l=actvalue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actvalue.blogspot.com/feeds/8193319902751783683/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5598779823019116065&amp;postID=8193319902751783683' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/8193319902751783683'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/8193319902751783683'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actvalue.blogspot.com/2008/02/la-logistica-in-soccorso-della-gestione.html' title='La logistica in soccorso della gestione del personale'/><author><name>Paolo Mosconi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14786718395595716490</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/R8A-gOMZb3I/AAAAAAAAAC0/Rq85IBzj0KA/s72-c/022108_supplychaintalent.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5598779823019116065.post-3382201958915369185</id><published>2008-02-17T14:35:00.003+01:00</published><updated>2008-12-12T07:27:28.288+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Economia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tecnologia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Innovazione'/><title type='text'>Gli investimenti ICT non funzionano senza capitale umano</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/R7g_i-MZb2I/AAAAAAAAACs/hZj_i_ejUhU/s1600-h/24.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5167950442450743138" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/R7g_i-MZb2I/AAAAAAAAACs/hZj_i_ejUhU/s200/24.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Questa settimana &lt;a href="http://www.lavoce.info/"&gt;lavoce.info&lt;/a&gt; ha pubblicato la sintesi di una ricerca sui risultati degli investimenti in ICT delle aziende italiane dal titolo &lt;a href="http://www.lavoce.info/articoli/pagina1000254.html"&gt;"Le ICT non funzionano senza capitale organizzativo"&lt;/a&gt;. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Gli autori si chiedono se veramente, come spesso si dice, il ritardo competitivo e di produttività dell'Italia nei confronti degli altri Paesi sviluppati è imputabile al mancato o ridotto utilizzo delle tecnologie informatiche disponibili da parte delle aziende.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Il quadro che esce dall'analisi è, se possibile, ancora più negativo; il ritardo nell'adozione delle teconologie non è un fatto congiunturale, ma dipende dalla struttura stessa del tessuto industriale italiano: non solo esso è per la maggior parte fatto di PMI spesso prive di adeguate capacità di spesa e di gestione nell’ambito delle ICT, ma anche tra le grandi aziende dominano quelle di settori poco "adatti" a cogliere i benefici potenziali delle tecnologie informatiche (manufatturiero non hi-tech e servizi materiali quali turismo, distribuzione, trasporti, costruzioni).&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Anche quando gli investimenti vengono effettuati, si fatica comunque ad ottenere tutti i benefici: nella maggior parte dei casi viene il risultato è una riduzione dei costi amministrativi, ma bassissimo è il ritorno in aree più strategiche quali lo sviluppo prodotto e la gestione delle relazioni con i clienti e con la filiera produttiva.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Secondo l'analisi, l'incapacità di ottenere risultati strategici è dovuta al non adeguato sostegno agli investimenti ICT (visti solo come costi da ridurre) e alla difficoltà da parte dei responsabili IT aziendali di avere una chiara visione di business.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Per essere impiegate in modo efficace le tecnologie informatiche necessitano inoltre di approcci alla gestione di persone e processi assenti nella maggioranza delle nostre aziende. Alla base di questo fenomeno vi è stata, spesso, l’incapacità o la non volontà delle imprese di accompagnare gli investimenti in ICT con cambiamenti organizzativi che richiedevano una modifica dei processi decisionali e forti investimenti in capitale umano. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Gli elementi che caratterizzano le organizzazioni che hanno invece avuto successo negli investimenti in tecnologia informatica sono così sintetizzabili: l’importanza attribuita agli investimenti in capitale umano, un’organizzazione poco burocratica, l’abitudine dei dipendenti a condividere conoscenza, l’adozione di incentivi basati sulle performance individuali e di gruppo, l’incoraggiamento dell’imprenditorialità diffusa, la presenza di team interfunzionali di lavoro.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Purtroppo, queste sono caratteristiche lontane dai modelli tradizionali delle aziende italiane non hi-tech: il rischio è l'ulteriore incremento del digital divide tra le aziende (ed i sistemi Paese).&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5598779823019116065-3382201958915369185?l=actvalue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actvalue.blogspot.com/feeds/3382201958915369185/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5598779823019116065&amp;postID=3382201958915369185' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/3382201958915369185'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/3382201958915369185'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actvalue.blogspot.com/2008/02/gli-investimenti-ict-non-funzionano.html' title='Gli investimenti ICT non funzionano senza capitale umano'/><author><name>Paolo Mosconi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14786718395595716490</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/R7g_i-MZb2I/AAAAAAAAACs/hZj_i_ejUhU/s72-c/24.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5598779823019116065.post-7818777803489294053</id><published>2008-02-09T16:12:00.001+01:00</published><updated>2008-12-12T07:27:28.445+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Web'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Marketing'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Software'/><title type='text'>Reputazione on line:  nasce Reputation Guardian</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/R63GaeMZb1I/AAAAAAAAACk/s_BcN8RJrXw/s1600-h/repBallRight.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5165002505747787602" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/R63GaeMZb1I/AAAAAAAAACk/s_BcN8RJrXw/s200/repBallRight.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Gestire la Reputazione di un'azienda è un’attività complessa, che richiede elevate capacità di analisi, tempestività ed efficacia nelle azioni volte ad influenzare l’opinione pubblica.&lt;br /&gt;Con la diffusione di internet, ed in particolare dei servizi offerti dal Web 2.0, la Reputazione assume un’ulteriore e peculiare connotazione: l’attenzione si sposta ora sulla Web Reputation. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’intercettazione, l’analisi e l’interpretazione dei giudizi, pregiudizi e opinioni presenti sulla rete costituisce un’attività indispensabile per la tutela della visibilità, della reputazione e della credibilità di ogni azienda, del suo brand, dei suoi servizi, del suo management.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"… entro il 2009, l’80% dei clienti potenziali verrà influenzato nelle decisioni d’acquisto da informazioni su cui non ha nessun controllo, quali blog , forum, newsletter, ecommerce, portali di settore che stanno diventando sempre più luoghi di incontro e di creazione di community in rete... [ Fonte: Progetto SEO ]"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Monitorare, difendere e valorizzare l’immagine aziendale significa per ogni azienda creare una rendita per il futuro, basata sulla fiducia del pubblico verso l’azienda e sulle emozioni positive associate ai suoi prodotti e servizi.&lt;br /&gt;E’ necessario che il monitoraggio sia tempestivo per essere realmente efficace e per consentire di mettere in campo tutti gli strumenti capaci di fronteggiare una crisi e di dominarla prima che le ondate di opinione si diffondano senza controllo nel web.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per soddisfare queste esigenze ActValue ha sviluppato &lt;a href="http://www.reputazioneonline.it"&gt;Reputation Guardian&lt;/a&gt;: un sofisticato servizio, fondato su un sistema automatico proprietario, che, grazie all’interazione fra keyword e analisi semantica, si occupa di cercare le citazioni in tutto il web, canali informali compresi, riguardanti il brand, le figure aziendali, i prodotti, i servizi, le situazioni o i contesti.&lt;br /&gt;Grazie a questo servizio, la Comunicazione e il Marketing di ogni azienda possono sondare tutti i canali del web e valutare gli impatti che questi hanno nell’ immagine aziendale. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5598779823019116065-7818777803489294053?l=actvalue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actvalue.blogspot.com/feeds/7818777803489294053/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5598779823019116065&amp;postID=7818777803489294053' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/7818777803489294053'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/7818777803489294053'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actvalue.blogspot.com/2008/02/reputazione-20-nasce-reputation.html' title='&lt;a href=&quot;http://www.reputazioneonline.it&quot;&gt;Reputazione on line&lt;/a&gt;:  nasce Reputation Guardian'/><author><name>Paolo Mosconi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14786718395595716490</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/R63GaeMZb1I/AAAAAAAAACk/s_BcN8RJrXw/s72-c/repBallRight.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5598779823019116065.post-4569147343772715717</id><published>2008-02-03T11:36:00.000+01:00</published><updated>2008-02-03T11:56:11.383+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Economia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lavoro'/><title type='text'>Avere troppi capi</title><content type='html'>Dal &lt;a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Economia%20e%20Lavoro/2008/02/corsa-canoe-management.shtml?uuid=0c93c3b0-d0dd-11dc-a28e-00000e25108c&amp;amp;type=Libero"&gt;Sole 24 Ore&lt;/a&gt; di sabato 2 febbraio:&lt;br /&gt;&lt;embed type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.ilsole24ore.com/st/flash/corsacanoe.swf" pluginspage=" http://www.macromedia.com/go/getflashplayer" height="400" width="400"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;br /&gt;Ogni commento è superfluo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5598779823019116065-4569147343772715717?l=actvalue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actvalue.blogspot.com/feeds/4569147343772715717/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5598779823019116065&amp;postID=4569147343772715717' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/4569147343772715717'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/4569147343772715717'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actvalue.blogspot.com/2008/02/avere-troppi-capi.html' title='Avere troppi capi'/><author><name>Paolo Mosconi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14786718395595716490</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5598779823019116065.post-4891942578939904436</id><published>2008-01-26T17:05:00.000+01:00</published><updated>2008-12-12T07:27:28.734+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tecnologia Sicurezza'/><title type='text'>Cyber - Terrorismo</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/R5te2N9SxSI/AAAAAAAAACc/TtjNLQcPepI/s1600-h/images.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5159822083635725602" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/R5te2N9SxSI/AAAAAAAAACc/TtjNLQcPepI/s200/images.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Questa settimana due notizie inquietanti:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;ol&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;Secondo la CIA "al di fuori degli Stati Uniti"vi sono stati numerosi attacchi via internet ad aziende energetiche e &lt;em&gt;utilities&lt;/em&gt;. Alle intrusioni sono seguite richieste di estorsione e in almeno un caso il sabotaggio ai sistemi informativi degli impianti ha causato il blackout di diverse città. Da &lt;a href="http://www.informationweek.com/news/showArticle.jhtml?articleID=205901631"&gt;Information Week&lt;/a&gt;.&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;A circa 7 mesi di distanza dall'attacco Denial of Service che aveva reso irraggiungibili i principali siti internet del paese, la magistratura Estone ha individuato il colpevole: si tratta di uno studente di 20 anni, che apparentemente agiva da solo, e non degli eredi russi del KGB (la causa scatenante era la protesta dei russi e degli estoni di origine russa contro la rimozione di una statua). Da &lt;a href="http://arstechnica.com/news.ars/post/20080124-student-behind-dos-attack-that-rekindled-bad-soviet-memories.html"&gt;Ars Technica&lt;/a&gt;.&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Non si tratta di un videogioco, ma della realtà.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Purtroppo chi è nei posti chiave di governo e di controllo della sicurezza non ha l'età da videogiochi e non ha ancora capito l'entità dei rischi.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5598779823019116065-4891942578939904436?l=actvalue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actvalue.blogspot.com/feeds/4891942578939904436/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5598779823019116065&amp;postID=4891942578939904436' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/4891942578939904436'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/4891942578939904436'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actvalue.blogspot.com/2008/01/cyber-terrorismo.html' title='Cyber - Terrorismo'/><author><name>Paolo Mosconi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14786718395595716490</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/R5te2N9SxSI/AAAAAAAAACc/TtjNLQcPepI/s72-c/images.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5598779823019116065.post-899892498917931845</id><published>2008-01-19T15:23:00.000+01:00</published><updated>2008-12-12T07:27:28.912+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Web'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Marketing'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tecnologia'/><title type='text'>Verso l'estinzione dei dinosauri?</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/R5IP21aYf1I/AAAAAAAAACU/dagZ9O2zv6s/s1600-h/dinosaur-replica.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5157201958017728338" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/R5IP21aYf1I/AAAAAAAAACU/dagZ9O2zv6s/s200/dinosaur-replica.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Due brevi articoli che apparentemente non hanno punti in comune mi hanno colpito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.influxinsights.com/blog/article/1742/can-brands-cope-with-consumer-participation-.html"&gt;Influx&lt;/a&gt; ragiona sul cambiamento radicale che le direzioni Marketing aziendali dovranno affrontare per gestire la partecipazione dei clienti ed il dialogo con loro: BBC News, ad esempio, riceve fino a 10.000 - 20.000 messaggi ed email giorno, e ciò non rappresenta che l'1% dell'audience. Si tratta sicuramente di un caso limite, ma quante aziende rischiano di danneggiare la propria reputazione perchè non hanno gli strumenti e le strutture per affrontare il nuovo modello partecipativo reso possibile da internet?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://northxeast.com/marketing/how-to-leverage-the-power-of-social-media-to-market-your-blog/"&gt;NorthxEast&lt;/a&gt;, invece, descrive come i blogger possono utilizzare i social network per aumentare la visibilità del proprio prodotto (il blog) e la partecipazione dei propri clienti (i lettori).&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Mi sembra il ripetersi dell'evoluzione: i dinosauri faticano ad adattarsi alle mutate condizioni climatiche, mentre nuove forme animali più piccole ed agili irrompono sulla scena e la occupano.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5598779823019116065-899892498917931845?l=actvalue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actvalue.blogspot.com/feeds/899892498917931845/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5598779823019116065&amp;postID=899892498917931845' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/899892498917931845'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/899892498917931845'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actvalue.blogspot.com/2008/01/verso-lestinzione-dei-dinosauri.html' title='Verso l&apos;estinzione dei dinosauri?'/><author><name>Paolo Mosconi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14786718395595716490</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/R5IP21aYf1I/AAAAAAAAACU/dagZ9O2zv6s/s72-c/dinosaur-replica.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5598779823019116065.post-7122836286749539544</id><published>2008-01-12T15:52:00.000+01:00</published><updated>2008-12-12T07:27:29.176+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Web'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Economia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tecnologia'/><title type='text'>Morte annunciata della Direzione IT</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/R4jdKFaYf0I/AAAAAAAAACM/DC6Xvyl1FrY/s1600-h/IBM-Blue-Cloud.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5154612938846797634" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/R4jdKFaYf0I/AAAAAAAAACM/DC6Xvyl1FrY/s200/IBM-Blue-Cloud.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Secondo Nicholas Carr, nel suo nuovo libro &lt;a href="http://www.amazon.com/exec/obidos/ASIN/0393062287/ref=nosim/fusion0e" el="http://www.amazon.com/exec/obidos/ASIN/0393062287/ref=nosim/fusion0e" lid="The Big Switch: Rewiring the World from Edison to Google."&gt;The Big Switch: Rewiring the World from Edison to Google&lt;/a&gt;, all'interno delle aziende la sorte della Direzione IT è segnata: a decretarne la fine sarà la progressiva migrazione verso l'&lt;em&gt;utility computing&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Carr è già noto per questo genere di giudizi negativi nei confronti dell'ICT: nel 2003 ha pubblicato sull'Harvard Business Review un controverso articolo dal titolo "&lt;em&gt;Does IT Matter&lt;/em&gt;" in cui si sostiene che gli investimenti IT non danno vantaggio strategico in quanto non appena un'azienda adotta una nuova tecnologia, i concorrenti fanno la stessa cosa. Ne è seguito un lungo dibattito e, in particolare, numerose e dettagliate confutazioni da parte delle principali aziende IT.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo nuovo libro Carr torna all'attacco: alcuni degli argomenti a favore della sua tesi sono sicuramente corretti, ma la realtà (e soprattutto il futuro) sono più complicati e vari della sua tesi un po' semplicistica. Almeno, questo è quello che si può evincere leggendo la recensione del libro e l'intervista all'autore pubblicate da &lt;a href="http://www.networkworld.com/news/2008/010708-carr-it-dead.html?page=1"&gt;NetworkWorld&lt;/a&gt;. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Carr, infatti, paragona il futuro dell'IT a ciò che all'inizio del '900 è successo nel mondo industriale relativamente alla generazione di energia elettrica. I grandi impianti industriali erano dotati ciascuno della propria centrale elettrica: queste sono state progressivamente e velocemente sostituite dalle forniture delle grandi &lt;em&gt;utilities&lt;/em&gt; specializzate.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Secondo Carr la stessa cosa succederà nell'IT dove servizi di utility computing saranno erogati tramite la rete: con una sola persona ciascuna azienda potrà controllare i flussi evitando onerose e complesse gestioni interne (a partire da quella di &lt;em&gt;data center&lt;/em&gt; che consumano tanta energia quanto una piccola città).&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Sicuramente esistono diversi driver che spingono in questa direzione (Carr cita i sistemi di storage e l'erogazione di applicazioni tramite internet, ma dimentica ad esempio la virtualizzazione) ed alcune aziende come Google e Salesforce.com possono essere considerate precursori e leader dell'&lt;em&gt;utility computing&lt;/em&gt;, così come è indubbiamente in atto uno spostamento dal modello Client-Server a quello Web-Based.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Dove probabilmente Carr pecca, è nel predire la morte del lavoro degli informatici che, secondo lui, sopravviveranno unicamente all'interno delle nuove utilities tecnologiche. In realtà, l'ICT è talmente pervasivo ed importante per il business delle aziende che ben difficilmente è destinato ad essere completamente terziarizzato; quello che è certo è che la Direzione IT, dopo l'era del Mainframe e quella dei PC, sta affrontando un nuovo radicale cambiamento. &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5598779823019116065-7122836286749539544?l=actvalue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actvalue.blogspot.com/feeds/7122836286749539544/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5598779823019116065&amp;postID=7122836286749539544' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/7122836286749539544'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/7122836286749539544'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actvalue.blogspot.com/2008/01/morte-annunciata-della-direzione-it.html' title='Morte annunciata della Direzione IT'/><author><name>Paolo Mosconi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14786718395595716490</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/R4jdKFaYf0I/AAAAAAAAACM/DC6Xvyl1FrY/s72-c/IBM-Blue-Cloud.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5598779823019116065.post-8905306088260750334</id><published>2008-01-04T15:39:00.000+01:00</published><updated>2008-12-12T07:27:29.295+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Web'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Marketing'/><title type='text'>La coda lunga della pubblicità</title><content type='html'>&lt;a href="http://changethis.com/41.01.ElongatingTail"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5151642006888939298" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/R35PHFaYfyI/AAAAAAAAAB8/cEkno1hVT44/s200/41_01_ElongatingTail_cover.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;L'ormai famoso concetto della &lt;em&gt;coda lunga&lt;/em&gt; di Chris Anderson non si applica unicamente a prodotti e contenuti digitali, ma anche alla comunicazione pubblicitaria che sostiene e definisce un brand.&lt;br /&gt;In &lt;a href="http://changethis.com/41.01.ElongatingTail"&gt;The Elongating Tail of Brand Communication&lt;/a&gt; Mohammed Iqbal argomenta che utilizzare un unico messaggio a supporto della definizione di un brand, cercando di prevedere a priori quale sarà quello meglio ricevuto dal target dei consumatori, è ormai un anacronismo: a fianco del messaggio principale (a cui comunque riservare le maggiori risorse economiche) è possibile presentare tanti altri messaggi ognuno dei quali può trovare la sua nicchia grazie al costo molto basso degli strumenti di marketing web, in particolare quelli virali.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;L'attività dei professionisti della comunicazione si deve quindi parzialmente trasformare: invece di filtrare a priori i possibili messaggi sulla base di una predizione del marcato di riferimento, diventa necessario misurare l'accoglienza dei tanti messaggi e velocemente agire, canalizzando maggiori risorse verso i messaggi che hanno più successo. Senza però eliminare quelli che incontrano il favore solo di una minoranza destinati a popolare la coda.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Dal controllo, quindi, all'indirizzo: i professionisti dell'advertising e della comunicazione perdono il potere di decidere che cosa mostrare e quando (su internet i video virali e non, ad esempio, hanno vita di molto superiore alla durata di una campagna pubblicitaria) e possono solo indirizzare e guidare i consumatori.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5598779823019116065-8905306088260750334?l=actvalue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actvalue.blogspot.com/feeds/8905306088260750334/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5598779823019116065&amp;postID=8905306088260750334' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/8905306088260750334'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/8905306088260750334'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actvalue.blogspot.com/2008/01/la-coda-lunga-della-pubblicit.html' title='La coda lunga della pubblicità'/><author><name>Paolo Mosconi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14786718395595716490</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/R35PHFaYfyI/AAAAAAAAAB8/cEkno1hVT44/s72-c/41_01_ElongatingTail_cover.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5598779823019116065.post-7480877368919220701</id><published>2007-12-21T19:05:00.000+01:00</published><updated>2008-12-12T07:27:29.437+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Generale'/><title type='text'>Buon Natale e Felice Anno Nuovo</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/R2wAulaYfwI/AAAAAAAAABs/Z3yY7DMVxF8/s1600-h/auguri_natale_2007.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5146489274494385922" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/R2wAulaYfwI/AAAAAAAAABs/Z3yY7DMVxF8/s400/auguri_natale_2007.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5598779823019116065-7480877368919220701?l=actvalue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actvalue.blogspot.com/feeds/7480877368919220701/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5598779823019116065&amp;postID=7480877368919220701' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/7480877368919220701'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/7480877368919220701'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actvalue.blogspot.com/2007/12/buon-natale-e-felice-anno-nuovo.html' title='Buon Natale e Felice Anno Nuovo'/><author><name>Paolo Mosconi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14786718395595716490</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/R2wAulaYfwI/AAAAAAAAABs/Z3yY7DMVxF8/s72-c/auguri_natale_2007.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5598779823019116065.post-9097027184473814361</id><published>2007-12-16T10:09:00.000+01:00</published><updated>2007-12-16T10:35:20.711+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Web'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Marketing'/><title type='text'>Social Marketing: l'input dei clienti permette alle aziende di creare valore?</title><content type='html'>In settimana è uscito un interessante articolo su questo tema, pubblicato dal sito della &lt;a href="http://knowledge.wharton.upenn.edu/article.cfm?articleid=1864"&gt;Wharton Business School&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli strumenti del cosiddetto Web 2.0 permettono ai clienti di comunicare tra loro in modo nuovo; le aziende devono decidere come comportarsi: ignorarli, cercare di integrarli, tuffarsi in questo nuovo mare dell'interattività.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I clienti vogliono sentirsi ascoltati, ed un canale che permetta di segnalare problemi e di capire il punto di vista dell'azienda può essere benefico per entrambi. Molte aziende, di conseguenza, hanno dato vita a blog in cui i post dei clienti vengono pubblicati e possono essere visti da tutti (non solo dal &lt;em&gt;customer care&lt;/em&gt; interno).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'interazione diretta con i clienti ha il duplice vantaggio di costituire un vero e proprio laboratorio di marketing, in cui capire obiettivi e problemi dei clienti, e di creare un'immagine&lt;br /&gt;di apertura dell'azienda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il marketing virale, quello dei video in particolare, è un'ulteriore strumento di interazione; ma le aziende devono avere l'onestà e l'umiltà di permettere veramente ai propri clienti di esprimere le proprie opinioni: chi cerca di sfruttare lo strumento senza stabilire una vera comunicazione a due vie, viene criticato e ridicolizzato dagli utenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel momento in cui sempre più aziende si rivolgono al social maketing, uno dei temi più critici è diventato quello della misurazione del successo delle campagne: diventa necessaria una combinazione di metriche quantitative (pageview, link ai blog, sottoscrizioni ai siti, numero di commenti) e qualitative (contenuto e qualità dei commenti e dei contenuti generati dagli utenti).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5598779823019116065-9097027184473814361?l=actvalue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actvalue.blogspot.com/feeds/9097027184473814361/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5598779823019116065&amp;postID=9097027184473814361' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/9097027184473814361'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/9097027184473814361'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actvalue.blogspot.com/2007/12/social-marketing-linput-dei-clienti.html' title='Social Marketing: l&apos;input dei clienti permette alle aziende di creare valore?'/><author><name>Paolo Mosconi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14786718395595716490</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5598779823019116065.post-7446791850341131595</id><published>2007-12-08T17:35:00.000+01:00</published><updated>2008-12-12T07:27:29.651+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Software'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Globalizzazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Economia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tecnologia'/><title type='text'>Il mondo è (di nuovo) piatto</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.thomaslfriedman.com/worldisflat.htm"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5141644958085243618" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 293px" height="221" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/R1rK2QfZYuI/AAAAAAAAABk/0exuvwdRc18/s200/Immagine1.jpg" width="200" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa settimana ho tenuto due lezioni nell'ambito di un corso di specializzazione post-diploma per tecnici sviluppatori software a cui sono iscritti una ventina di ragazzi (età media 20-22 anni).&lt;br /&gt;Il feedback degli insegnanti nei due mesi di avvio del corso era abbastanza negativo: "svogliati, immaturi, pensano che lo stage al termine del corso costituisca il passaporto per entrare nel mondo del lavoro".&lt;br /&gt;Dovendo parlare del perchè il software è speciale nell'introduzione all'architettura e all'ingegneria del software, ho fatto un excursus sulla globalizzazione e sull'impatto che essa ha sul mondo del lavoro, di oggi e soprattutto di domani: i concetti sono quelli espressi da &lt;a href="http://www.nytimes.com/ref/opinion/FRIEDMAN-BIO.html"&gt;Thomas L. Friedman&lt;/a&gt; nel suo ultimo libro &lt;em&gt;"The World is Flat: The Globalized World in the Twenty-first Century"&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo Friedman, dopo la globalizzazione delle nazioni (da Colombo all'inizio dell'800) e quella delle aziende (dalla rivoluzione industriale a quella delle telecomunicazioni di fine 900), a partire dall'inizio di questo secolo siamo entrati nella &lt;strong&gt;Globalizzazione degli Individui&lt;/strong&gt; che sta progressivamente rendendo piatto il mondo permettendo ad aziende e persone di competere alla pari e collaborare annullando le differenze derivanti dall'essere in paesi diversi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla base di questa rivoluzione ci sono 10 forze, di cui la metà costituite da tecnologie software:&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;la caduta del muro di Berlino&lt;/strong&gt; nel 1989, evento iniziale dell'ingresso sulla scena economica mondiale di 2 miliardi di persone - abitanti in Cina e nei Paesi dell'Est - fino a quel momento esclusi;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;l'avvento di Internet come mezzo di comunicazione&lt;/strong&gt;, rappresentato dall'IPO di Netscape nel 1995;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;la creazione di applicazioni software di workflow e di integrazione&lt;/strong&gt; che permettono ai sistemi informativi di scambiarsi dati automaticamente;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;l'avvento degli User Generated Content&lt;/strong&gt; (uploading): open source, Wikipedia, blog, ...;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;l'outsourcing&lt;/strong&gt;: le aziende hanno imparato a suddividere prodotti e servizi in componenti che possono essere realizzati nel modo più efficiente e meno costoso;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;la delocalizzazione&lt;/strong&gt;: produzione, servizi e altri componenti del business possono essere spostati dalle aziende nei paesi che offrono maggiori vantaggi competitivi in termini di costo, di regolamentazione e di disponibilità delle competenze;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;l'ottimizzazione della Supply Chain&lt;/strong&gt;: la tecnologia permette di gestire ed ottimizzare i flussi di produzione, distribuzione e vendita in integrazione con clienti e fornitori;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;la creazione di aziende a rete&lt;/strong&gt; (insourcing): fornitori specializzati prendono in carico intere attività di altre aziende (logistica, pagamenti, ...);&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;la disponibilità illimitata di informazioni&lt;/strong&gt; ad un click di distanza: Google e gli altri motori di ricerca;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;l'itensificazione&lt;/strong&gt; di tutte le forze precedenti dovuta ad alcuni fattori chiave oggi in atto che si applicano praticamente ad ogni cosa: &lt;em&gt;digital, mobile, virtual e personal&lt;/em&gt;.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;p&gt;In un Paese come l'Italia, riuscire a competere vuol dire due cose. Far sì che il proprio lavoro non sia trasferito in Cina, Romania o qualche altro Paese dal costo del lavoro molto più basso; far sì che non sparisca del tutto perchè automatizzato. Ciò è possibile solo a patto di sapersi adattare e saper localizzare ciò che è globale, essere in grado di orchestrare l'azienda a rete e di collaborare all'interno di essa, saper risolvere e anticipare i problemi, avere una preparazione scientifico-matematica che permette di analizzare e interpretare in modo sofisticato una mole di dati sempre crescente.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;In particolare, la scuola dovrebbe insegnare ad imparare, a "navigare" per trovare le informazioni, a combinare arti e lettere, a stimolare creatività, curiosità e passione.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Friedman, pur nella consapevolezza dell'eccellenza americana, effettua un'analisi impietosa delle carenze degli Stati Uniti, che per l'Italia può solo essere moltiplicata per 10:&lt;/p&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;basso livello nello studio di matematica e scienze,&lt;/li&gt;&lt;li&gt;fuga dall'educazione specialistica,&lt;/li&gt;&lt;li&gt;mancanza di ambizione,&lt;/li&gt;&lt;li&gt;crisi dell'educazione di base,&lt;/li&gt;&lt;li&gt;insufficienza di fondi per la ricerca,&lt;/li&gt;&lt;li&gt;carenza delle infrastrutture di telecomunicazione.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;p&gt;Per concludere, cito l'interpretazione che dà Bill Gates della cosiddetta "Lotteria delle Ovaie": potendo scegliere se nascere genio alla periferia di Shanghai o Bombay o persona normale alla periferia New York, 30 anni fa era sicuramente preferibile la seconda ipotesi, oggi il talento fà miracoli indipendentemente dalla geografia.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5598779823019116065-7446791850341131595?l=actvalue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actvalue.blogspot.com/feeds/7446791850341131595/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5598779823019116065&amp;postID=7446791850341131595' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/7446791850341131595'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/7446791850341131595'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actvalue.blogspot.com/2007/12/il-mondo-di-nuovo-piatto.html' title='Il mondo è (di nuovo) piatto'/><author><name>Paolo Mosconi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14786718395595716490</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/R1rK2QfZYuI/AAAAAAAAABk/0exuvwdRc18/s72-c/Immagine1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5598779823019116065.post-1174987616772863683</id><published>2007-12-02T14:38:00.000+01:00</published><updated>2008-12-12T07:27:29.867+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Web'/><title type='text'>Web 3.0: dal WWW al GGG</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/R1LBtwfZYtI/AAAAAAAAABc/yXGbpRnkARk/s1600-R/ggg.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5139383116638020306" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/R1LBtwfZYtI/AAAAAAAAABc/2C5s7I2ZLPE/s200/ggg.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Tim Berners-Lee&lt;/strong&gt; è uno dei padri del Web: ha inventato il nome, ha scritto il primo programma server ed il primo programma client nel 1990; negli ultimi 5 anni si è dedicato al &lt;em&gt;web semantico&lt;/em&gt;, cioè al modo di intepretare e analizzare automaticamente le informazioni contenute nei documenti che si trovano sul web. Di conseguenza, ciò che scrive sul'evoluzione del web merita di essere letto con estrema attenzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In un recentissimo &lt;a href="http://dig.csail.mit.edu/breadcrumbs/node/215"&gt;post &lt;/a&gt;Tim Berners-Lee, prefigura la convergenza tra &lt;em&gt;Web Semantico&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;Social Graph&lt;/em&gt;, cioè tra rete delle informazioni e rete delle persone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Internet unisce i computer, il Web unisce i documenti, ma ciò che interessa veramente alle persone sono le informazioni contenute all'interno dei documenti: quest'ultimo concetto è ciò a cui normalmente ci si riferisce come &lt;em&gt;web semantico&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;In realtà, spesso e volentieri il contenuto dei documenti è riferito a persone (amici, colleghi, clienti, ...), in particolare all'interno dei siti che vanno a comporre il cosiddetto &lt;em&gt;social network &lt;/em&gt;(facebook, linkedin, ...).&lt;br /&gt;Anche in questo caso, ciò che conta non è la relazione tra i documenti all'interno dei siti ma la relazione tra le persone in essi rappresentata (all'insaputa dei sistemi); cioè il &lt;em&gt;social network&lt;/em&gt; stesso o, come viene correntemente definito, il &lt;em&gt;Social Graph&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed ecco quindi, nell'interpretazione di Berners-Lee, che il web semantico applicato alle relazioni tra individui diventa &lt;em&gt;Social Graph&lt;/em&gt;: ciò che conta sono le relazioni tra persone, non quelle tra i documenti web di ciascuno all'interno dei vari siti.&lt;br /&gt;Queste relazioni vanno a costituire un &lt;strong&gt;Gigante Grafo Globale&lt;/strong&gt; (&lt;em&gt;Giant Global Graph&lt;/em&gt;): dal WWW al GGG appunto. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5598779823019116065-1174987616772863683?l=actvalue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actvalue.blogspot.com/feeds/1174987616772863683/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5598779823019116065&amp;postID=1174987616772863683' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/1174987616772863683'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/1174987616772863683'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actvalue.blogspot.com/2007/12/web-30-dal-www-al-ggg.html' title='Web 3.0: dal WWW al GGG'/><author><name>Paolo Mosconi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14786718395595716490</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/R1LBtwfZYtI/AAAAAAAAABc/2C5s7I2ZLPE/s72-c/ggg.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5598779823019116065.post-7832222806311813368</id><published>2007-11-25T15:09:00.000+01:00</published><updated>2008-12-12T07:27:30.027+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Web'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Marketing'/><title type='text'>Conversazione 2.0</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/R0mG9sE3wQI/AAAAAAAAABU/k2BR5B10Ob0/s1600-h/conv.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5136785244354494722" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/R0mG9sE3wQI/AAAAAAAAABU/k2BR5B10Ob0/s200/conv.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Il titolo non mi piace, ma prendo spunto da un &lt;a href="http://www.cnet.com/8301-13641_1-9822565-44.html?part=rss&amp;amp;subj=news&amp;amp;tag=2547-1_3-0-5"&gt;articolo &lt;/a&gt;e da una &lt;a href="http://www.slideshare.net/tleberecht/conversation-20"&gt;presentazione &lt;/a&gt;che, invece, trovo molto interessanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In sintesi: il web 2.0 disintermedia il rapporto tra brand e consumatori facendolo evolvere dal trasferimento di un messaggio, mediato dai professionisti del marketing e per lo più unidirezionale, all'instaurarsi di una vera e propria conversazione tra due attori entrambi sullo stesso piano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli attributi chiave di questo nuovo &lt;em&gt;social marketing&lt;/em&gt; sono:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;ibrido&lt;/strong&gt;: cadono progressivamente le barriere tra i diversi player (produttore e consumatore, ...) e tra gli strumenti e i mezzi di comunicazione (mash-up);&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;adattativo&lt;/strong&gt;: conversazione implica il continuo modificarsi per adattarsi alle esigenze con la velocità messa a disposizione dai nuovi social media;&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;trasparente&lt;/strong&gt;: tutto è visibile a tutti, rinuncia alla privacy in cambio di maggiore informazione;&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;aperto&lt;/strong&gt;: chiunque può partecipare, il modo migliore per catturare i consumatori è aprirsi a loro;&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;micro&lt;/strong&gt;: la coda lunghe, le nicchie, i micro-universi sono gli infiniti target del nuovo marketing;&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;social graph&lt;/strong&gt;: ciò che conta sono le relazioni e le relazioni di relazioni di tutte le parti;&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;istantaneo&lt;/strong&gt;: tutto avviene e deve avvenire immediatamente.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5598779823019116065-7832222806311813368?l=actvalue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actvalue.blogspot.com/feeds/7832222806311813368/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5598779823019116065&amp;postID=7832222806311813368' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/7832222806311813368'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/7832222806311813368'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actvalue.blogspot.com/2007/11/conversazione-20.html' title='Conversazione 2.0'/><author><name>Paolo Mosconi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14786718395595716490</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/R0mG9sE3wQI/AAAAAAAAABU/k2BR5B10Ob0/s72-c/conv.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5598779823019116065.post-6382155275231037186</id><published>2007-11-18T10:55:00.000+01:00</published><updated>2008-12-12T07:27:30.195+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Web'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Marketing'/><title type='text'>Mash-up</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/R0ATG8E3wPI/AAAAAAAAABM/8rtDMEIRbt8/s1600-h/radio.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5134124585129066738" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/R0ATG8E3wPI/AAAAAAAAABM/8rtDMEIRbt8/s200/radio.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Un'amica di &lt;a href="http://www.downlovers.it/"&gt;Downlovers&lt;/a&gt; mi segnala il post &lt;a href="http://marketingagora.wordpress.com/2007/11/13/reputation-management/"&gt;Reputation Management&lt;/a&gt; di MarketingAgora, in cui si sottolinea il fatto che per promuovere il nostro servizio di Web Reputation Management abbiamo fatto ricorso ad un'intervista radiofonica (in realtà anche alla carta stampata).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo averlo letto un paio di volte, ho avuto un'illuminazione: questo è il vero &lt;em&gt;mash-up&lt;/em&gt;!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Mash-up&lt;/em&gt; è uno dei concetti chiave del web 2.0: ciascuno può combinare liberamente informazioni e contenuti provenienti da diverse fonti per creare un proprio servizio o applicazione o, più in generale, per manipolare e arricchire contenuti. Normalmente si pensa ad elaborazioni di contenuti totalmente effettuate sul web, ma nulla vieta l'integrazione multicanale.&lt;br /&gt;Nel marketing la multicanalità è sempre esistita, le campagne si avvalgono di un mix di mezzi (televisione, radio, stampa, affissioni, web); ma ecco che entra in campo la generazione dei contenuti dal basso e di colpo la multicanalità assume una nuova valenza: non solo, per citare ancora il &lt;a href="http://marketingagora.wordpress.com/2007/11/13/reputation-management/"&gt;post&lt;/a&gt;, ActValue sfrutta la radio per promuovere off-line un servizio on-line ma, soprattutto, questo fatto viene ripreso e commentato on-line sui blog.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Un'ultima considerazione &lt;em&gt;old-economy&lt;/em&gt;: la radio però funziona veramente!&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5598779823019116065-6382155275231037186?l=actvalue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actvalue.blogspot.com/feeds/6382155275231037186/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5598779823019116065&amp;postID=6382155275231037186' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/6382155275231037186'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/6382155275231037186'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actvalue.blogspot.com/2007/11/mesh-up.html' title='Mash-up'/><author><name>Paolo Mosconi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14786718395595716490</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/R0ATG8E3wPI/AAAAAAAAABM/8rtDMEIRbt8/s72-c/radio.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5598779823019116065.post-3016594182939076741</id><published>2007-11-09T17:50:00.000+01:00</published><updated>2008-12-12T07:27:30.524+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Web'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Marketing'/><title type='text'>I brand dal basso</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/RzScFLffWRI/AAAAAAAAABE/GAgOUXklVVk/s1600-h/Times%2520Square.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5130897488279984402" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/RzScFLffWRI/AAAAAAAAABE/GAgOUXklVVk/s200/Times%2520Square.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;La pubblicità ha bisogno di tempo per adattarsi ad un nuovo mezzo di comunicazione: tempo che viene impiegato per sperimentare nuovi moduli e comprendere le caratteristiche e gli utilizzi del nuovo strumento.&lt;br /&gt;I primi spot televisivi, ad esempio, non erano altro che i comunicati radiofonici letti da uno speaker di cui il video mostrava l'immagine; ci sono voluti molti anni per arrivare al formato attuale che sfrutta appieno il mezzo e nulla ha a che vedere con la radio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Analogamente, la pubblicità su internet è in evoluzione.&lt;br /&gt;E' interessante sottolineare che non è solo il formato o il contenuto dello spot a cambiare ma l'intera strategia commerciale: internet, infatti, non è solo un diverso mezzo di comunicazione attraverso cui veicolare contenuti defininiti centralmente, ma è soprattutto il primo mezzo veramente interattivo (&lt;em&gt;Web 2.0&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;User Generated Content&lt;/em&gt; sono i termini chiave) e individuale (&lt;em&gt;Market of One&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;Long Tail&lt;/em&gt;).&lt;br /&gt;L'interattività e il fenomeno dei social network stanno spingendo verso il marketing virale; l'individualità dà invece vita ad un altro fenomeno: quello dei &lt;em&gt;brand bottom-up&lt;/em&gt;, o dal basso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In un contesto di promozione commerciale tradizionale, la strategia di brand è costruita e veicolata a partire dall'alto curandone la declinazione sui diversi media con strategie di presenza. Per quanto riguarda internet, ciò si traduce nei portali e nelle home page. Il portale è (era) la piazza virtuale da cui gli utenti passano in gran numero e dove quindi possono vedere il banner ed essere catturati; la home page del sito è la porta d'ingresso dell'azienda, il contenitore, il luogo dove far arrivare i navigatori per presentare loro l'offerta, sperando che proseguano verso le pagine di dettaglio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi è arrivata Google: la porta d'ingresso ad internet oggi è la (prima) pagina dei risultati della ricerca, di ciascuna singola dettagliata unica ricerca che ciascuno di noi fa. Da lì si accede direttamente ai contenuti, cioè alle pagine interne e specifiche dei siti, e non alle loro home page.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Esistono aziende il cui brand si è affermato perchè con coerenza e sistematicità i loro link compaiono ai primi posti nella pagina dei risultati, con tutto ciò che ne consegue, senza che gli internauti si preoccupino della home page (chi è l'azienda, cosa fa, perchè, ...).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualche esempio.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Wikipedia&lt;/strong&gt;: i visitatori del sito vi arrivano normalmente dai risultati di una ricerca.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;YouTube&lt;/strong&gt;: la stessa cosa, ed il suo brand è talmente forte che Google ha pagato una fortuna per acquisirlo.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;eBay&lt;/strong&gt;: cercando con Google l'oggetto che si desidera si può poi arrivare direttamente alla pagina della vendita o dell'asta.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Google&lt;/strong&gt; stessa: la home page con una semplice casella di ricerca non è certo quella del modello che si tendeva a realizzare nel web 1.0; non a caso le ricerche si fanno dalla barra di navigazione del browser o da widget installati sul pc senza che i motori se ne dispiacciano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E allora, che cosa caratterizza questi e molti altri brand bottom-up? La soddisfazione dei bisogni singoli, particolari ed unici di migliaia o milioni di persone: si tratta di un insieme enorme di esperienze positive che concorrono alla definizione di un brand molto più dell'insegna posizionata sul grattacielo e visibile a chilometri di distanza.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5598779823019116065-3016594182939076741?l=actvalue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actvalue.blogspot.com/feeds/3016594182939076741/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5598779823019116065&amp;postID=3016594182939076741' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/3016594182939076741'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/3016594182939076741'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actvalue.blogspot.com/2007/11/i-brand-dal-basso.html' title='I brand dal basso'/><author><name>Paolo Mosconi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14786718395595716490</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/RzScFLffWRI/AAAAAAAAABE/GAgOUXklVVk/s72-c/Times%2520Square.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5598779823019116065.post-3183976221842909195</id><published>2007-11-03T14:20:00.000+01:00</published><updated>2007-11-03T14:38:27.530+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Software'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tecnologia'/><title type='text'>Il web 2.0 e le aziende</title><content type='html'>Applicazioni consumer e IT aziendale hanno sempre fatto fatica ad andare d'accordo.&lt;br /&gt;La prima "guerra" è stata all'epoca dei personal computer (anni '90), la seconda a quella di internet (anni 2000), la terza sta cominciando adesso nell'epoca del web 2.0.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il problema è sempre lo stesso: perchè gli strumenti / tecnologie - ragionano gli utenti - che sono disponibili per uso consumer non vengono applicati anche dalle direzioni IT migliorando le applicazioni e l'accesso ai dati e riducendo i tempi e i costi di sviluppo?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rispondono gli esperti: perchè non sono sicuri e affidabili, perchè non sono integrabili, ecc.&lt;br /&gt;Parte, ma solo parte, del problema è che i professionisti IT delle aziende si sentono minacciati: se l'utente può fare da solo le cose, il grande centro di costo, buco nero e centro di potere verrà ancora una volta bypassato riducendone l'importanza, il budget e, in ultima analisi, i posti di lavoro.&lt;br /&gt;Ancora, alcune di queste tecnologie sono talmente nuove ed in evoluzione che difficilmente qualcuno sopra i 32 anni le conosce; certamente non quelli che lavorano nei dipartimenti IT delle grandi aziende.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come al solito - e come già successo nelle guerre precedenti - hanno ragione entrambi i contendenti e si arriverà quindi ad un nuovo punto di equilibrio che ancora una volta cambierà la pelle dell'IT aziendale sulla spinta del mondo consumer (e open source).&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.informationweek.com/story/showArticle.jhtml?articleID=202601956"&gt;Information Week&lt;/a&gt; pubblica un bell'articolo in cui si cerca di fare il punto sullo stato dell'arte.&lt;br /&gt;La guerra però è appena iniziata e il punto di arrivo à ancora di là da venire.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5598779823019116065-3183976221842909195?l=actvalue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actvalue.blogspot.com/feeds/3183976221842909195/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5598779823019116065&amp;postID=3183976221842909195' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/3183976221842909195'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/3183976221842909195'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actvalue.blogspot.com/2007/11/il-web-20-e-le-aziende.html' title='Il web 2.0 e le aziende'/><author><name>Paolo Mosconi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14786718395595716490</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5598779823019116065.post-8747078471430011828</id><published>2007-10-28T17:32:00.000+01:00</published><updated>2008-12-12T07:27:30.792+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Web'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Marketing'/><title type='text'>Marketing virale e passaparola non sono la stessa cosa</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/RyTB-TUT5JI/AAAAAAAAAA8/Wk4cIkdGf0I/s1600-h/virus.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5126435551935980690" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/RyTB-TUT5JI/AAAAAAAAAA8/Wk4cIkdGf0I/s200/virus.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Il passaparola più o meno velocemente si spegne: un pubblicitario fa qualcosa, un consumatore lo dice ad altri 5 o 10 amici e tutto finisce. Il passaparola amplifica l'azione di marketing ma velocemente si spegne.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il marketing virale è crescente o, per dirla da ingegnere, contiene un feedback positivo che lo rinforza e lo amplifica: un pubblicitario fa qualcosa, un consumatore lo dice a 5 o 10 persone che a loro volta lo ripetono ad altri 5 o 10. E il tutto continua a ripetersi come un virus, appunto, che si espande in tutta la popolazione. Senza che il pubblicitario debba più intervenire (o quasi).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La distinzione, ripresa da &lt;a href="http://sethgodin.typepad.com/seths_blog/2007/10/is-viral-market.html"&gt;Seth Godin&lt;/a&gt;, è molto chiara. Tralasciando l'aspetto creativo della faccenda - cioè qual'è la scintilla che dà inizio al processo (o per restare nel campo dei virus il vettore primario) - è interessante sottolineare come il Web sia lo strumento principe di questo fenomeno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il marketing virale trova oggi la sua massima espressione nei video paradistico - pubblicitari pubblicati e condivisi su YouTube, ma in un passato ormai remoto (la metà degli anni '90) Buongiorno è nata mediante l'invio giornaliero di una barzelletta ad una sempre crescente mailing list a cui via via si aggiungevano quanti ricevevano la mail da amici e colleghi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La 15a edizione dello studio NetObserver Europa recentemente presentato da&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.harrisinteractive.fr/"&gt;Harris Interactive&lt;/a&gt; sottolinea proprio lo spazio che la pubblicità online può conquistare facendo leva sullo scambio e sul dialogo incentrato sulla condivisione di video: questo è appunto il mezzo su cui qualcuno riesce a far scoccare la magica scintilla e a dare vita ad un &lt;em&gt;ideavirus&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando lo scambio è bidirezionale, non è solo l'azienda che cerca di influenzare i potenziali clienti ma sono anch'essi che diventano parte attiva ed allargano nel tempo e nello spazio il cerchio di influenza includendo via via sempre nuovi soggetti. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5598779823019116065-8747078471430011828?l=actvalue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actvalue.blogspot.com/feeds/8747078471430011828/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5598779823019116065&amp;postID=8747078471430011828' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/8747078471430011828'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/8747078471430011828'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actvalue.blogspot.com/2007/10/marketing-virale-e-passaparola-non-sono.html' title='Marketing virale e passaparola non sono la stessa cosa'/><author><name>Paolo Mosconi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14786718395595716490</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/RyTB-TUT5JI/AAAAAAAAAA8/Wk4cIkdGf0I/s72-c/virus.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5598779823019116065.post-6599789172790782578</id><published>2007-10-20T17:35:00.000+02:00</published><updated>2007-10-20T17:55:20.807+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Strategia'/><title type='text'>Persuadere è come corteggiare</title><content type='html'>Un professore di etica e un consulente hanno scritto un libro in cui spiegano come il modo più efficace per convincere una persona o un'organizzazione a fare qualcosa sia una sorta di corteggiamento: &lt;a href="http://knowledge.wharton.upenn.edu/article.cfm?articleid=1823"&gt;"The Art of Woo: Using Strategic Persuasion to Sell Your Ideas"&lt;/a&gt; .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per corteggiamento gli autori intendono essenzialmente focalizzare la comunicazione sull'interlocutore e non su sè stessi, sui propri desideri o sulle proprie paure.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come in ogni buon manuale americano, viene presentato il processo da seguire:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;ol&gt;&lt;li&gt;mettere a punto l'idea e studiare la rete di relazioni (il social network) che permetterà di arrivare al &lt;em&gt;decision maker&lt;/em&gt;;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;sapere come superare i 5 principali ostacoli: convinzioni irremovibili, interessi confliggenti, relazioni negative, credibilità scarsa e mancanza di adattamento allo stile di comunicazione più adatto all'interlocutore o al contesto;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;presentare la propria idea nel più accattivante dei modi;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;assicurarsi l'impegno del singolo e dell'organizzazione: uno degli errori più comuni, infatti, è non rendersi conto che il primo sì è solo l'inizio di un processo e non il traguardo finale.&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;&lt;p&gt;Il libro sembra contenere molti esempi ed aneddoti: potrebbe essere una lettura molto utile.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5598779823019116065-6599789172790782578?l=actvalue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actvalue.blogspot.com/feeds/6599789172790782578/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5598779823019116065&amp;postID=6599789172790782578' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/6599789172790782578'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/6599789172790782578'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actvalue.blogspot.com/2007/10/persuadere-come-corteggiare.html' title='Persuadere è come corteggiare'/><author><name>Paolo Mosconi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14786718395595716490</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5598779823019116065.post-5716349971032693422</id><published>2007-10-14T11:26:00.000+02:00</published><updated>2008-12-12T07:27:30.981+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Web'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ambiente'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Marketing'/><title type='text'>I blog possono cambiare il mondo?</title><content type='html'>&lt;a href="http://blogactionday.org/"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5121129197387458290" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/RxHn30MpJvI/AAAAAAAAAA0/xK1avGElj00/s200/action_125x125.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Questa mattina pensavo di scrivere su un altro argomento (la difficoltà di definire che cosa si intende per servizio rispetto alla molto più semplice enunciazione delle specifiche di prodotto), ma lo terrò per un'altra volta.&lt;br /&gt;Mi ha colpito mentre mi loggavo al blog l'invito ad aderire all'iniziativa del &lt;a href="http://blogactionday.org/it"&gt;Blog Action Day&lt;/a&gt;, cioè a trattare sul proprio blog il 15 ottobre il tema dell'ambiente in qualunque forma, modo e contenuto e/o a donare i ricavi pubblicitari del giorno ad una qualunque associazione no profit legata all'ambiente a propria scelta.&lt;br /&gt;Nel momento in cui sto scrivendo (14 ottobre ore 11:30) hanno aderito 13.963 blog di tutto il mondo; ad un'iniziativa partita 2 mesi fa dal fondatore di una startup di creativi australiani, dall'autore di un blogger zen e dalla fondatrice di una graphic web agency.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Forse sono troppo cinico e disincantato per pensare che questa iniziativa possa veramente servire a qualcosa per l'ambiente, soprattutto in Italia dove da una parte si protesta per evitare che vengano realizzati vicino a casa rigassificatori, inceneritori, depositi di scorie nucleari, ecc. e dall'altra - alla faccia di qualsiasi legge e regolamento ma anche del buon senso - in casa abbiamo già il riscaldamento acceso con oltre 23 gradi.&lt;br /&gt;Sicuramente, invece, questa iniziativa è un esempio incredibile di che cosa vuol dire Web 2.0 e Social Network, e quindi a qualcosa potrebbe servire: nel mondo del marketing ma anche in quello della partecipazione attiva alla vita civile.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5598779823019116065-5716349971032693422?l=actvalue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actvalue.blogspot.com/feeds/5716349971032693422/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5598779823019116065&amp;postID=5716349971032693422' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/5716349971032693422'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/5716349971032693422'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actvalue.blogspot.com/2007/10/i-blog-possono-cambiare-il-mondo.html' title='I blog possono cambiare il mondo?'/><author><name>Paolo Mosconi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14786718395595716490</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/RxHn30MpJvI/AAAAAAAAAA0/xK1avGElj00/s72-c/action_125x125.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5598779823019116065.post-3501948370370644221</id><published>2007-10-06T15:23:00.000+02:00</published><updated>2007-10-06T15:42:57.664+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Economia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lavoro'/><title type='text'>Donne al comando = migliori risultati</title><content type='html'>Quattro anni di studio (&lt;a href="http://www.management-issues.com/2007/10/1/research/more-women-on-the-board-leads-to-better-results.asp"&gt;Management Issues&lt;/a&gt;) sulla correlazione tra composizione del board e risultati economici delle grandi aziende americane hanno dimostrato l'esistenza di una marcata correlazione tra risultati finanziari e presenza di donne nel board dell'azienda: le aziende con la maggior presenza femminile tra il management hanno risultati di oltre il 50% migliori delle altre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non vengono esplicitate relazioni con il mercato in cui operano le aziende, ma in alcuni casi questo è sicuramente un fattore importante.&lt;br /&gt;Sono diversi i settori, probabilmente la maggior parte, in cui il mercato di riferimento è femminile: avere tra i manovratori qualcuno che lo capisce dall'interno sicuramente non può che fare bene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Credo però che il discorso sia più generale, in termini di apertura mentale: le aziende più aperte hanno maggiore indipendenza, innovazione, una governance migliore; tutti fattori che conducono a migliori risultati economici.&lt;br /&gt;E in un mercato in cui le donne ai posti di comando sono sempre una ristretta minoranza, è ancora necessario parlare di apertura per definire chi le promuove al comando.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5598779823019116065-3501948370370644221?l=actvalue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actvalue.blogspot.com/feeds/3501948370370644221/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5598779823019116065&amp;postID=3501948370370644221' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/3501948370370644221'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/3501948370370644221'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actvalue.blogspot.com/2007/10/donne-al-comando-migliori-risultati.html' title='Donne al comando = migliori risultati'/><author><name>Paolo Mosconi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14786718395595716490</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5598779823019116065.post-688087910697459448</id><published>2007-09-30T14:41:00.000+02:00</published><updated>2007-09-30T15:01:20.196+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tecnologia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lavoro'/><title type='text'>Strumenti per la collaborazione remota</title><content type='html'>Gli strumenti e le tecniche per la gestione dei progetti che prevedono la collaborazione di persone che non siedono nello stesso ufficio stanno arrivando sulle pagine dei giornali che, forse buoni ultimi, si sono accorti di questo fenomeno.&lt;br /&gt;L'esempio è sempre quello delle grandi multinazionali che portano avanti il lavoro 24 ore al giorno passando dall'Asia, all'Europa e agli Stati Uniti per poi ricominciare il giro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non farà notizia, ma lo stessa cosa si applica altrettanto bene anche alle piccole aziende che possono delocalizzare, visitare clienti o interagire con i fornitori in maniera virtuale.&lt;br /&gt;Come al solito, però, l'Italia è in ritardo e il tempo speso in coda sulle autostrade o nelle sale d'aspetto degli aeroporti lo dimostra.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5598779823019116065-688087910697459448?l=actvalue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actvalue.blogspot.com/feeds/688087910697459448/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5598779823019116065&amp;postID=688087910697459448' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/688087910697459448'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/688087910697459448'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actvalue.blogspot.com/2007/09/strumenti-per-la-collaborazione-remota.html' title='Strumenti per la collaborazione remota'/><author><name>Paolo Mosconi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14786718395595716490</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5598779823019116065.post-4191219498524961169</id><published>2007-09-23T14:10:00.000+02:00</published><updated>2007-09-23T14:55:30.885+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lavoro'/><title type='text'>Piena occupazione</title><content type='html'>Qualche giorno fa l'&lt;a href="http://www.istat.it/salastampa/comunicati/in_calendario/forzelav/20070920_00/"&gt;Istat&lt;/a&gt; ha pubblicato i dati relativi alla disoccupazione in Italia aggiornati al secondo trimestre 2007.&lt;br /&gt;Il tasso di disoccupazione dell'Italia del nord è sceso al 3,2%: di fatto siamo alla piena occupazione.&lt;br /&gt;Come tutti i commenti sui giornali hanno sottolineato, da un punto di vista macroeconomico questo valore così basso risente del fatto che in Italia è bassa la partecipazione alla forza lavoro: la percentuale di disoccupati, di conseguenza, non cala (solo) perchè aumenta l'offerta di posti di lavoro e quindi scende il numero di disoccupati in valore assoluto, ma perchè diminuisce il denominatore del rapporto tra occupati e forza lavoro, da cui per differenza deriva il valore del tasso di disoccupazione. Cioè persone che potrebbero, o in altri Paesi dovrebbero, lavorare escono invece in Italia dal mercato lavoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lasciamo da parte le considerazioni macroeconomiche e concentriamoci su quelle micro: un'azienda non può influire sulla partecipazione alla forza lavoro ma, in regime di piena occupazione, fatica a soddisfare le proprie necessità di risorse in termini di qualità, costo e fedeltà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non a caso nei mercati anglosassoni già da anni si parla di "&lt;em&gt;war for talent&lt;/em&gt;": che cosa è necessario fare per attirare e mantenere le risorse umane necessarie, soprattutto quelle pregiate?&lt;br /&gt;L'elemento retributivo è fondamentale, ma non è certo l'unico e, soprattutto, non è in grado di garantire la fedeltà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le aziende conoscono bene la "guerra per i clienti", cioè la competizione con gli altri partecipanti al mercato per incrementare fatturati e profitti.&lt;br /&gt;La "&lt;em&gt;war for talent&lt;/em&gt;", invece, non può essere affrontata allo stesso modo: il problema principale non è tanto rubare al concorrente le risorse pregiate (ovviamente esiste anche questo problema) quanto tendere al miglioramento continuo all'interno dell'azienda in modo da offrire alle persone che si hanno e che si vogliono avere il migliore ambiente di lavoro possibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ancora una volta il vecchio e saggio &lt;a href="http://www.tompeters.com/slides/uploaded/InternalFocus091607.ppt"&gt;Tom Peters&lt;/a&gt; ci può venire in soccorso nell'identificare alcune delle caratteristiche di questo lavoro ideale che dobbiamo cercare di offrire ai professionisti della conoscenza:&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;grandi sfide&lt;/li&gt;&lt;li&gt;rapida crescita professionale&lt;/li&gt;&lt;li&gt;rispetto&lt;/li&gt;&lt;li&gt;soddisfazione&lt;/li&gt;&lt;li&gt;divertimento&lt;/li&gt;&lt;li&gt;opportunità incredibili&lt;/li&gt;&lt;li&gt;ricompensa eccezionale&lt;/li&gt;&lt;li&gt;gruppo di colleghi incredibili&lt;/li&gt;&lt;li&gt;spirito di avventura&lt;/li&gt;&lt;li&gt;massima opportunità di continuare ad avere un lavoro anche in futuro&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;p&gt;Con il giusto mix di questi elementi anche una piccola azienda può essere interessante.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5598779823019116065-4191219498524961169?l=actvalue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actvalue.blogspot.com/feeds/4191219498524961169/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5598779823019116065&amp;postID=4191219498524961169' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/4191219498524961169'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/4191219498524961169'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actvalue.blogspot.com/2007/09/piena-occupazione.html' title='Piena occupazione'/><author><name>Paolo Mosconi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14786718395595716490</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5598779823019116065.post-4741828648605583613</id><published>2007-09-15T15:46:00.000+02:00</published><updated>2008-12-12T07:27:31.221+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scienza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Economia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Innovazione'/><title type='text'>ICT e Genetica: il ciclo di maturazione delle tecnologie</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/RuvpgiLQwYI/AAAAAAAAAAs/pfQVEGECC_s/s1600-h/personal-genome-card.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5110434947321086338" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/RuvpgiLQwYI/AAAAAAAAAAs/pfQVEGECC_s/s200/personal-genome-card.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;One Laptop per Child (&lt;a href="http://www.laptop.org/"&gt;http://www.laptop.org/&lt;/a&gt;) si propone di costruire PC che possano essere venduti a $100 nei paesi del terzo mondo. Ad oggi, sembra che sia possibile posizionarsi a $188.&lt;br /&gt;Scienziati e aziende attivi nella genetica puntano ad arrivare a sequenziare il genoma di una persona a $100.000. Siamo a 2 milioni di dollari (ma il progetto Genoma umano è costato 3 miliardi) e si prevede che i $100.000 siano raggiunti il prossimo anno, con l'obiettivo di scendere a $10.000; a quel punto il sequenziamento potrà diventare una pratica diagnostica di routine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che cosa hanno in comune queste due notizie?&lt;br /&gt;A parte la corsa alla riduzione dei costi della tecnologia sembrerebbe molto poco.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Tra l'altro, nessuno critica la lotta al digital divide che sta alla base del progetto OLPC, mentre la genetica personale desta molti dubbi e pone ingenti problemi a livello morale, scientifico e giuridico.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;E' chiaro che quanto più ci si sposta dalle macchine verso l'uomo, tanto maggiore è l'impatto sulle personale. Va anche ricordato, però, che dubbio (per non dire paura o rigetto) e accettazione sono due fasi del ciclo di maturazione di ogni rivoluzione tecnologica.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;L'Information Technology è ormai da questo punto di vista ad uno stadio maturo e nessuno ne mette in discussione applicazioni e benefici: 40 o 50 anni fa le cose stavano in modo ben diverso.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;La Genetica è invece ancora ben lontana dalle applicazioni di massa: senza nulla togliere ai dibattiti morali, religiosi e giuridici penso che anche una visione macro-economica del ciclo tecnologico possa portare qualche elemento oggettivo di giudizio.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5598779823019116065-4741828648605583613?l=actvalue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actvalue.blogspot.com/feeds/4741828648605583613/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5598779823019116065&amp;postID=4741828648605583613' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/4741828648605583613'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/4741828648605583613'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actvalue.blogspot.com/2007/09/ict-e-genetica-il-ciclo-di-maturazione.html' title='ICT e Genetica: il ciclo di maturazione delle tecnologie'/><author><name>Paolo Mosconi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14786718395595716490</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/RuvpgiLQwYI/AAAAAAAAAAs/pfQVEGECC_s/s72-c/personal-genome-card.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5598779823019116065.post-1879442603282944575</id><published>2007-09-09T10:31:00.000+02:00</published><updated>2008-12-12T07:27:31.357+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Strategia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ricerca'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tecnologia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Innovazione'/><title type='text'>Reti per l'innovazione</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/RuO1N8FugsI/AAAAAAAAAAk/Pt1LNAyJe9w/s1600-h/3_12099961_h56454_bloomberg.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5108125653441348290" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/RuO1N8FugsI/AAAAAAAAAAk/Pt1LNAyJe9w/s200/3_12099961_h56454_bloomberg.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://www.businessweek.com/innovate/content/aug2007/id20070830_258824.htm"&gt;Business Week&lt;/a&gt; ha appena pubblicato un articolo sull'evoluzione della R&amp;S delle grandi aziende verso modelli collaborativi che permettono di condividere costi, rischi e - soprattutto - risultati.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;In alcuni settori è quasi una necessità.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Nella produzione dei chip i costi di R&amp;amp;S crescono del 12% all'anno e i ricavi del 6%: quasi solo Intel è ancora in grado di fare tutto da sola. IBM ha creato un'alleanza con aziende e università per condurre ricerca e innovazione in questo settore, da sempre considerato strategico.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;In campo farmaceutico esistono consorzi che si occupano della ricerca di base; le aziende che ne fanno parte ritornano ad essere cocorrenti quando si tratta di tradurre i risultati in prodotti.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Nel software, Eclipse (una piattaforma di sviluppo seconda nell'utilizzo solo ai tool di Microsoft) e AppExchange (l'ambiente collaborativo creato da Salesforce.com) sono solo due esempi di iniziative analoghe.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;E' comunque chiaro che la gestione di reti collaborative di partner per l'innovazione è tutt'altro che semplice: il primo ostacolo è il superamento della sindrome NIH (&lt;em&gt;not invented here&lt;/em&gt;) tipica della cultura delle grandi aziende.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Ci sono poi i problemi legati all'integrazione di culture aziendali diverse, la necessità di una chiara definizione di obiettivi e responsabilità, il tema della proprietà intellettuale.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Non tutte le iniziative hanno avuto successo e portato i risultati sperati, e per molte aziende la strategia dell'innovazione a porte aperte è ancora un concetto nuovo ed estremamente rischioso.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;In ogni caso, è almeno un'opzione da considerare e impossibile da ignorare.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5598779823019116065-1879442603282944575?l=actvalue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actvalue.blogspot.com/feeds/1879442603282944575/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5598779823019116065&amp;postID=1879442603282944575' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/1879442603282944575'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/1879442603282944575'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actvalue.blogspot.com/2007/09/reti-per-linnovazione.html' title='Reti per l&apos;innovazione'/><author><name>Paolo Mosconi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14786718395595716490</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/RuO1N8FugsI/AAAAAAAAAAk/Pt1LNAyJe9w/s72-c/3_12099961_h56454_bloomberg.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5598779823019116065.post-7862593010216985608</id><published>2007-09-01T15:32:00.000+02:00</published><updated>2007-09-01T15:55:21.672+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Web'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Innovazione'/><title type='text'>Dalla ricerca dei testi alla ricerca dei video</title><content type='html'>Grazie all'aumento della banda disponibile, dello spazio su disco e della potenza di calcolo, la pubblicazione e la condivisione di video su internet è in aumento esponenziale: YouTube ma non solo.&lt;br /&gt;La difficoltà maggiore sta nella ricerca, attività tanto più importante in quanto fonte principale dei ricavi pubblicitari su web (grazie a Google).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Blinkx (&lt;a href="http://www.blinkx.com/"&gt;www.blinkx.com&lt;/a&gt;) è un motore di ricerca che dispone di una tecnologia realizzata specificamente per la ricerca dei video e indicizza oltre 14 milioni di ore di video, anche italiani.&lt;br /&gt;Il sistema si basa essenzialmente sulla trasformazione in testo dell'audio presente nei filmati, testo all'interno del quale è poi possibile fare ricerche con strumenti semantici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sicuramente è quanto oggi di meglio vi sia sul mercato in termini di indicizzazione e ricerca video, ma direi che dall'epoca della stampa siamo passati a quella della radio: l'analisi delle immagini per il momento è ancora limitata.&lt;br /&gt;Per arrivare alla televisione ci vorrà ancora un po' di tempo, almeno per quanto riguarda le ricerche.  Nel campo pubblicitario, invece, le applicazioni sono già enormi con la possibilità di effettuare advertising contestualmente alla visione del video.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5598779823019116065-7862593010216985608?l=actvalue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actvalue.blogspot.com/feeds/7862593010216985608/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5598779823019116065&amp;postID=7862593010216985608' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/7862593010216985608'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/7862593010216985608'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actvalue.blogspot.com/2007/09/dalla-ricerca-dei-testi-alla-ricerca.html' title='Dalla ricerca dei testi alla ricerca dei video'/><author><name>Paolo Mosconi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14786718395595716490</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5598779823019116065.post-3462275041213203085</id><published>2007-08-06T19:18:00.001+02:00</published><updated>2008-12-12T07:27:31.674+01:00</updated><title type='text'>Buone Vacanze</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/RrdYFikiRJI/AAAAAAAAAAc/E2lHwU42-cI/s1600-h/vacanza.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5095638355595642002" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/RrdYFikiRJI/AAAAAAAAAAc/E2lHwU42-cI/s400/vacanza.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Arrivederci a fine agosto ...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5598779823019116065-3462275041213203085?l=actvalue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actvalue.blogspot.com/feeds/3462275041213203085/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5598779823019116065&amp;postID=3462275041213203085' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/3462275041213203085'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/3462275041213203085'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actvalue.blogspot.com/2007/08/buone-vacanze.html' title='Buone Vacanze'/><author><name>Paolo Mosconi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14786718395595716490</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/RrdYFikiRJI/AAAAAAAAAAc/E2lHwU42-cI/s72-c/vacanza.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5598779823019116065.post-5433397090691665148</id><published>2007-07-28T14:23:00.000+02:00</published><updated>2008-12-12T07:27:31.817+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Web'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Innovazione'/><title type='text'>Internet 3D</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/Rqs8LikiRII/AAAAAAAAAAU/Cqt05-ZJ_ZQ/s1600-h/4884244d-3e17-443c-8c1c-c9ad12c66b44_hmedium.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/Rqs8LikiRII/AAAAAAAAAAU/Cqt05-ZJ_ZQ/s320/4884244d-3e17-443c-8c1c-c9ad12c66b44_hmedium.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5092229972628751490" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La nuova bolla di internet non è probabilmente il Web 2.0, ma Second Life: negli ultimi 2 giorni sono arrivate almeno tre diverse notizie che, pur molto diverse tra di loro, hanno un filo conduttore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;1. 2007: Fuga da Second Life&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;A fronte degli oltre 8 milioni di iscritti a SL, quelli quotidianamente attivi sono solo 30-40mila; solo l'1,5% ha un account a pagamento.&lt;br /&gt;Diverse aziende, che hanno investito nel mondo virtuale, lo stanno abbandonando perchè i tradizionali modelli di marketing che vi hanno applicato non hanno portato alcun risultato.&lt;br /&gt;(&lt;a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Tecnologia%20e%20Business/2007/07/2007-fuga-second-life.shtml?uuid=d8918c94-3b60-11dc-be2e-00000e25108c&amp;type=Libero"&gt;www.ilsole24ore.com&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;2. IBM definisce regole aziendali per il comportamento dei propri dipendenti in Second Life&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;IBM utilizza SL sia per riunioni interne che per incontri con i clienti e sono almeno 5.000 i dipendenti che hanno accesso al mondo virtuale.&lt;br /&gt;La definizione di regole va nell'ottica dell'utilizzo di SL, e di altri mondi virtuali, come strumento di business.&lt;br /&gt;(&lt;a href="http://www.msnbc.msn.com/id/19982107/"&gt;www.msnbc.msn.com&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;3. Wii + Second Life = Simulatore Virtuale&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;L'azienda di un ricercatore dell'MIT sta creando simulatori virtuali a scopo di training facendo sì che le creazioni tridimensionali di SL possano essere manipolate dal controller senza fili della console Nintendo, così come avviene nei videogiochi.&lt;br /&gt;(&lt;a href="http://www.wired.com/gadgets/miscellaneous/news/2007/07/wiimote"&gt;www.wired.com&lt;/a&gt;)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5598779823019116065-5433397090691665148?l=actvalue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actvalue.blogspot.com/feeds/5433397090691665148/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5598779823019116065&amp;postID=5433397090691665148' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/5433397090691665148'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/5433397090691665148'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actvalue.blogspot.com/2007/07/internet-3d.html' title='Internet 3D'/><author><name>Paolo Mosconi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14786718395595716490</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/Rqs8LikiRII/AAAAAAAAAAU/Cqt05-ZJ_ZQ/s72-c/4884244d-3e17-443c-8c1c-c9ad12c66b44_hmedium.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5598779823019116065.post-1086490687352604539</id><published>2007-07-24T17:49:00.001+02:00</published><updated>2007-07-24T18:05:27.466+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Software'/><title type='text'>Il rimedio è peggio del male, o quasi ...</title><content type='html'>Si stima che tra il 2005 e il 2006 aziende e privati americani abbiano speso 7,8 miliardi di $ per riparare computer infettati da virus e malware assortiti.&lt;br /&gt;La cifra è sicuramente approssimata per difetto: sono contenute le ore lavoro impiegate per le attività di ripristino (oltre che la spesa per nuovi acquisti hardware) ma non quelle necessarie per l'installazione dei programmi di protezione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche questi ultimi, pur essendo a prova di utente (in)esperto, a volte si rivelano belve difficili da domare.&lt;br /&gt;Ho impiegato due giorni e mezzo per riuscire a fare l'upgrade del mio antivirus, di cui era scaduta la licenza, e la cosa ha funzionato a metà: dopo aver seriamente temuto per l'integrità del pc, ho rinunciato a lottare con l'installazione del firewall integrato, che pur funzionava perfettamente nella versione precedente.&lt;br /&gt;Il tutto ha richiesto almeno 20 mail, 40 riavvii del sistema e l'esecuzione di innumerevoli programmi di installazione ed utilità.&lt;br /&gt;Anche questo tempo, mio e del supporto tecnico, fa parte dell'economia del malware.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5598779823019116065-1086490687352604539?l=actvalue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actvalue.blogspot.com/feeds/1086490687352604539/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5598779823019116065&amp;postID=1086490687352604539' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/1086490687352604539'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/1086490687352604539'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actvalue.blogspot.com/2007/07/il-rimedio-peggio-del-male-o-quasi.html' title='Il rimedio è peggio del male, o quasi ...'/><author><name>Paolo Mosconi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14786718395595716490</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5598779823019116065.post-2866898912749750606</id><published>2007-07-17T09:38:00.000+02:00</published><updated>2007-07-17T09:59:08.376+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Web'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Marketing'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Economia'/><title type='text'>Effetti del web 2.0 sulla pubblicità</title><content type='html'>I trend commerciali e tecnologici nascono negli Stati Uniti e da lì poi si diffondono.&lt;br /&gt;Il cosiddetto Web 2.0, cioè la partecipazione attiva degli utenti alla creazione dei contenuti (blog, video, ...) negli Stati Uniti è ormai fenomeno di massa e da lì sta dilagando nel resto del mondo.&lt;br /&gt;Proprio negli Stati Uniti, quindi, possiamo vedere i primi effetti sul mercato pubblicitario; e sono piuttosto sorprendenti.&lt;br /&gt;Gli investimenti pubblicitari si stanno spostando in modo consistente dalle riviste tecniche (sia off-line che on-line) ai blog specializzati e, ovviamente, a Google.&lt;br /&gt;Alcuni dati (&lt;a href="http://www.forbes.com/technology/2007/07/16/redherring-print-blogs-tech-media-cx_bc_0716techmedia.html"&gt;http://www.forbes.com/technology/2007/07/16/redherring-print-blogs-tech-media-cx_bc_0716techmedia.html&lt;/a&gt;): Red Herring è vicino al fallimento, Business 2.0 ha perso il 21,8% delle pagine di pubblicità, PC Magazine il 38,8% e anche CNET sta registrando perdite.&lt;br /&gt;E' facile pensare che quello che sta accadendo alle riviste tecniche non sia che l'avvisaglia di uno spostamento complessivo del mercato.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5598779823019116065-2866898912749750606?l=actvalue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actvalue.blogspot.com/feeds/2866898912749750606/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5598779823019116065&amp;postID=2866898912749750606' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/2866898912749750606'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/2866898912749750606'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actvalue.blogspot.com/2007/07/effetti-del-web-20-sulla-pubblicit.html' title='Effetti del web 2.0 sulla pubblicità'/><author><name>Paolo Mosconi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14786718395595716490</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5598779823019116065.post-2136351951254673284</id><published>2007-07-09T16:29:00.000+02:00</published><updated>2007-07-09T17:00:58.691+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Strategia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Economia'/><title type='text'>L'impatto economico della brand reputation</title><content type='html'>Da molti anni le maggiori aziende utilizzano modelli statistici sofisticati per analizzare le performance e trarne indicazioni previsionali per il futuro (introduzione di nuovi prodotti, attività promozionali, ...). Fino ad oggi, però, la reputazione dell'azienda e dei suoi brand presso i clienti, gli investitori ed il pubblico è sempre stata considerata troppo "soft" per poter essere valutata con precisione, per non parlare di relazioni causa-effetto tra comportamenti dell'azienda e reputazione.&lt;br /&gt;In realtà, è evidente che la percezione dei potenziali clienti ha un impatto sulle loro decisioni di acquisto, ed analogamente gli investitori si basano sulla percezione delle performance future per determinare le loro strategie. Non solo: la reputazione di un'azienda gioca un ruolo chiave nell'attrarre e/o trattenere i dipendenti migliori.&lt;br /&gt;In sintesi, è possibile stabilire un legame tra reputazione aziendale e valutazione economica dell'azienda: alcune società specializzate si sono lanciate nell'aiutare le aziende a migliorare la percezione che esse hanno presso gli &lt;em&gt;stakeholder&lt;/em&gt; con l'intento di accrescerne la capitalizzazione (&lt;a href="http://www.businessweek.com/magazine/content/07_28/b4042050.htm"&gt;What Price Reputation?&lt;/a&gt;) fornendo strumenti quantitativi a ciò che imprenditori e capitani d'azienda hanno sempre saputo e gestito d'istinto.&lt;br /&gt;E' comunque evidente che l'immagine non è tutto: se l'azienda non ha i fondamentali o non mantiene ciò che promette, non vi può essere strategia che tenga. Anzi, il web 2.0 e gli altri nuovi media possono essere armi a doppio taglio e trasformarsi in una trappola per chi cerca di manipolarli.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5598779823019116065-2136351951254673284?l=actvalue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actvalue.blogspot.com/feeds/2136351951254673284/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5598779823019116065&amp;postID=2136351951254673284' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/2136351951254673284'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/2136351951254673284'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actvalue.blogspot.com/2007/07/limpatto-economico-della-brand.html' title='L&apos;impatto economico della brand reputation'/><author><name>Paolo Mosconi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14786718395595716490</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5598779823019116065.post-1723360185610496126</id><published>2007-07-02T10:16:00.000+02:00</published><updated>2007-07-02T10:36:34.667+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Retail'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tecnologia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='RFId'/><title type='text'>Controllo delle promozioni: la migliore applicazione dell'RFId nel Retail</title><content type='html'>La tecnologia RFId sta progressivamente prendendo piede, ma fatica ad affermarsi nel settore che, secondo tutti gli analisti, dovrebbe essere quello più promettente: il Retail.&lt;br /&gt;L'applicazione su larga scala dei tag ai prodotti sugli scaffali di vendita rimane infatti ancora economicamente proibitiva, e le cose non sono presumibilmente destinate a cambiare per lungo tempo; esistono però alcune applicazioni più circoscritte che sembrano promettere ottimi risultati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In particolare, le catene distributive ed i loro fornitori ottengono la maggior parte dei volumi, e spesso del margine, dalle promozioni: migliorare la precisione dell'esecuzione di queste ultime ha quindi un notevole impatto sui risultati economici.&lt;br /&gt;I punti vendita spesso faticano a ordinare, ricevere, esporre e riassortire in tempi necessariamente ristretti i grandi quantitativi di merce di una promozione; d'altra parte i clienti sono richiamati da volantini e altre azioni pubblicitarie e si aspettano un livello di servizio impeccabile, senza il quale la promozione non può dare i risultati sperati.&lt;br /&gt;Tradizionalmente la possibilità di controllare la corretta esecuzione di una promozione è estremamente limitata ed i fornitori concorrono a sopperire alle mancanze del distributore inviando merchandiser ed ispettori su punti vendita campione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La tecnologia cambia radicalmente questo modo di lavorare e viene in aiuto degli uni e degli altri: applicando tag RFId ai prodotti promozionali, spesso movimentati in espositori ad hoc, e verificando con opportune letture in magazzini e punti vendita la loro posizione, è possibile sapere in tempo reale come stanno andando le cose, inclusa la segnalazione di eventuali problemi logistici, su tutta la rete.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I produttori / distributori (americani) che hanno cominciato a sperimentare questa applicazione segnalano notevoli miglioramenti nell'esecuzione delle promozioni, quasi del 50%: anche se non sono stati comunicati gli impatti economici di questo 50%, data l'importanza delle promozioni non sono certo trascurabili.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5598779823019116065-1723360185610496126?l=actvalue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actvalue.blogspot.com/feeds/1723360185610496126/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5598779823019116065&amp;postID=1723360185610496126' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/1723360185610496126'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/1723360185610496126'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actvalue.blogspot.com/2007/07/controllo-delle-promozioni-la-migliore.html' title='Controllo delle promozioni: la migliore applicazione dell&apos;RFId nel Retail'/><author><name>Paolo Mosconi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14786718395595716490</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5598779823019116065.post-4542969899860304689</id><published>2007-06-24T11:15:00.000+02:00</published><updated>2007-06-24T11:30:07.279+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Personale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lavoro'/><title type='text'>Multitasking</title><content type='html'>Originariamente "l'esecuzione apparentemente simultanea di più processi da parte di un computer"; per estensione, una persona che svolge più attività contemporaneamente. (&lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Multitasking"&gt;da Wikipedia&lt;/a&gt;).&lt;br /&gt;Il problema della gestione del tempo e dell'intervallo di attenzione da destinare a ciascuna attività è ampliamente dibattuto e ha dato vita ad un indotto di manuali e corsi di formazione.&lt;br /&gt;I bambini non riescono a concentrarsi per più di 20 - 40 minuti su un'attività (dipende dall'età), ma noi adulti non siamo da meno.&lt;br /&gt;Qualcuno consiglia di non dedicare più di 4 ore di fila a svolgere attività intensamente intellettuali (progettazione, programmazione, ecc.), perchè applicandosi maggiormente si rischia di sprecare tempo bloccandosi su ostacoli o perdendosi in strade che una successiva valutazione a mente fredda potrebbe risolvere in pochi minuti:&lt;a href="http://www.37signals.com/svn/posts/469-four-hours-upfront-and-then-reevaluate"&gt; Signal vs. Noise&lt;/a&gt; .&lt;br /&gt;Temo che per noi comuni mortali tecnologici, 4 ore siano però un tempo enorme e difficilissimo da raggiungere: io mi sento molto più vicino alla mezz'ora dei bambini delle elementari.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5598779823019116065-4542969899860304689?l=actvalue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actvalue.blogspot.com/feeds/4542969899860304689/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5598779823019116065&amp;postID=4542969899860304689' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/4542969899860304689'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/4542969899860304689'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actvalue.blogspot.com/2007/06/multitasking.html' title='Multitasking'/><author><name>Paolo Mosconi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14786718395595716490</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5598779823019116065.post-8680967207057125245</id><published>2007-06-17T11:55:00.000+02:00</published><updated>2007-06-17T12:13:39.456+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Economia'/><title type='text'>Ufficio complicazioni affari semplici</title><content type='html'>Da quest'anno è possibile compensare il credito IRPEF del 730 con l'ICI: buona idea.&lt;br /&gt;In pratica però, oltre a indicare la cosa nel 730, è necessario presentare un modello F24 a saldo zero. Semplice?&lt;br /&gt;Per venirne a capo ci sono volute due ore di lavoro di due laureati cercando di districarsi tra codici tributo, arrotondamenti, numeri di rate e altre amenità. Ripetuti tentativi con l'F24 online della banca, 4 ricerche su Google, 20 siti e newsgroup consultati (da segnalare che il sito dell'Agenzia delle Entrate alla domenica mattina era inaccessibile).&lt;br /&gt;Probabilità di essere riusciti a fare tutto perfetto senza errori formali? Bassa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma perchè quando a qualsiasi livello è coinvolta la burocrazia, l'applicazione pratica di una buona idea diventa una corsa ad ostacoli difficilissima?&lt;br /&gt;Questo è solo un esempio, ma purtroppo la cosa si ripete sempre. Un paio di settimane fa, ad esempio, scrivevo della difficoltà che incontrano le PMI nel preparare la documentazione richiesta dai bandi di finanziamento pubblici: anche questo l'ho potuto sperimentare di persona ed è stato un altro incubo burocratico (presumibilmente ancora  in corso).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5598779823019116065-8680967207057125245?l=actvalue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actvalue.blogspot.com/feeds/8680967207057125245/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5598779823019116065&amp;postID=8680967207057125245' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/8680967207057125245'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/8680967207057125245'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actvalue.blogspot.com/2007/06/ufficio-complicazioni-affari-semplici.html' title='Ufficio complicazioni affari semplici'/><author><name>Paolo Mosconi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14786718395595716490</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5598779823019116065.post-5481152248573362690</id><published>2007-06-09T17:19:00.000+02:00</published><updated>2007-06-09T17:33:19.726+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Startup'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Economia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tecnologia'/><title type='text'>Le dimensioni dell'innovazione - Tecnologia e finanza per vincere la competizione</title><content type='html'>Mercoledì scorso la &lt;a href="http://www.accenturealumni.it/"&gt;Associazione Alumni Accenture&lt;/a&gt; ha presentato il libro "&lt;em&gt;Le dimensioni dell'innovazione - Tecnologia e finanza per vincere la competizione&lt;/em&gt;", a cura di Daniele Meini e Massimo Merlino, con contributi, tra gli altri, di Ivana Santolini e mio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il libro è il frutto del gruppo di lavoro "Impresa Innovativa" costituito due anni fa all'interno dell'Associazione Alumni Accenture ed affronta la questione del forte ritardo dell'Italia nel campo dell'innovazione, confrontando in dettaglio la nostra realtà con alcuni casi di eccellenza mondiale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Innovazione e competitività sono due fattori economici sempre più interconnessi: senza una forte capacità di innovare, difficilmente le imprese e il sistema economico di cui fanno parte possono dare vita a forme di competitività sostenibile sui mercati globali.  Il libro non si ferma ad una mera analisi della situazione ed alla denuncia dei limiti italiani, ma suggerisce al sistema imprenditoriale una strada che può contribuire a svecchiare i processi, a sbloccare la paralisi e a colmare i ritardi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'ipotesi proposta è quella di costruire un'agenzia per il trasferimento tecnologico di impostazione pubblico-privata che, sull'esempio di ciò che si fa nei Paesi più avanzati, possa sostenere le imprese nel processo di start-up e di finanziamento all'innovazione, nel trasferimento delle tecnologie e nella tutela della proprietà intellettuale.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5598779823019116065-5481152248573362690?l=actvalue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actvalue.blogspot.com/feeds/5481152248573362690/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5598779823019116065&amp;postID=5481152248573362690' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/5481152248573362690'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/5481152248573362690'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actvalue.blogspot.com/2007/06/le-dimensioni-dellinnovazione.html' title='Le dimensioni dell&apos;innovazione - Tecnologia e finanza per vincere la competizione'/><author><name>Paolo Mosconi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14786718395595716490</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5598779823019116065.post-3291826785606967307</id><published>2007-06-03T11:08:00.000+02:00</published><updated>2007-06-03T11:25:37.919+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Economia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tecnologia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Innovazione'/><title type='text'>Investimenti ICT nelle PMI Italiane</title><content type='html'>L’Osservatorio della School of Management del Politecnico di Milano ha condotto un'analisi sulle &lt;a href="http://www.osservatori.dig.polimi.it/imgNewsletter/newsletter_gen185.html"&gt;logiche di finanziamento degli investimenti ICT nelle PMI italiane&lt;/a&gt; da cui, come al solito, emergono più dolori che gioie.  Qualche dato:&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;circa un quarto delle aziende analizzate ha pianificato investimenti ICT;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;i progetti sono principalmente di tipo infrastrutturale (rinnovo HW e reti), seguiti da quelli di tipo applicativo tradizionale, mentre in minoranza sono quelli di tipo eBusiness e Mobility;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;l'ICT non è generalmente considerato priorità strategica: il valore medio degli investimenti previsti per progetti ICT è pari a circa un terzo rispetto al medesimo valore per progetti di innovazione che riguardano il prodotto e le tecnologie produttive;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;dato il basso valore degli investimenti, le aziende ricorrono normalmente ad autofinanziamento; &lt;/li&gt;&lt;li&gt;l'accesso a finanziamenti dedicati all'ICT proposti dalle banche o da enti pubblici è ridotto a causa della scarsa conoscenza e della difficoltà di preparazione della documentazione per accedervi.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;p&gt;Manca solo il confronto con gli altri paesi, ma non è difficile immaginarselo.  &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5598779823019116065-3291826785606967307?l=actvalue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actvalue.blogspot.com/feeds/3291826785606967307/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5598779823019116065&amp;postID=3291826785606967307' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/3291826785606967307'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/3291826785606967307'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actvalue.blogspot.com/2007/06/investimenti-ict-nelle-pmi-italiane.html' title='Investimenti ICT nelle PMI Italiane'/><author><name>Paolo Mosconi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14786718395595716490</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5598779823019116065.post-3305406321389366110</id><published>2007-05-26T14:24:00.000+02:00</published><updated>2007-05-26T14:56:12.628+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Economia'/><title type='text'>Storia di un'ordinaria inefficienza</title><content type='html'>3 Aprile&lt;br /&gt;Ordino una memoria RAM per portatile su un sito specializzato americano; spedizione postale, consegna prevista  tra i 3 e i 28 giorni lavorativi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;27 Aprile&lt;br /&gt;Il pacco non è ancora arrivato, in 2 ore il venditore risponde a una mail confermando di avere spedito il 6 aprile; tenendo conto delle festività di Pasqua, 25 Aprile e 1 Maggio calcolo che i 28 giorni lavorativi scadono intorno al 12 maggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7 Maggio&lt;br /&gt;Nella cassetta della posta arriva l'avviso di ricevimento di una raccomandata (nonostante il postino passi quando l'ufficio è aperto, normalmente non consegna le raccomandate ma solo gli avvisi).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;8 Maggio&lt;br /&gt;Una collega si reca all'ufficio postale per il ritiro, scoprendo che è chiuso causa festa patronale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;9 Maggio&lt;br /&gt;La malcapitata, dopo un'ora di coda allo sportello, si sente dire che per il ritiro non basta la mia firma sulla cartolina - con il suo nome come delegata - ma ci vuole anche la mia carta d'identità (in due leggendo la cartolina avevamo capito che ci voleva il &lt;em&gt;suo&lt;/em&gt; documento).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;10 Maggio&lt;br /&gt;Un po' meno coda e raccomandata finalmente ritirata.&lt;br /&gt;Si tratta di una comunicazione a firma illeggibile del Centro Postale di Milano Roserio che dice che il 4 maggio hanno ricevuto il pacchetto contenente la RAM e necessitano via fax di conoscere una serie di informazioni necessarie allo sdoganamento e, presumibilmente, ad addebitare qualche tariffa: se entro 20 giorni (dal 4) le informazioni non arrivano, il pacco sarà respinto; la lettera si chiude con la minacciosa frase "Si ricorda che per la Dogana non esiste valore zero".&lt;br /&gt;Una veloce ricerca su internet mi conferma il problema e una telefonata al call center delle poste (il cui numero dovrebbe essere sulla home page del sito, mentre ovviamente è ben nascosto) non aggiunge assolutamente nessuna informazione.&lt;br /&gt;In un'ora invio il fax con tutti i dati richiesti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;24 maggio&lt;br /&gt;Cerco il numero di telefono del CMP Roserio (sul sito le informazioni ci sono, basta usare Google per trovarle) e provo a chiamare. Dopo una decina di squilli mi risponde una signora e mi spiega che bisogna avere pazienza: ricevono quotidianamente 8.000 pacchi e riescono a smistarne solo 3.000; alla richiesta di qualche informazione aggiuntiva (del tipo data di prevista consegna) mi consiglia di richiamare la mattina successiva, in quanto al pomeriggio l'ufficio è chiuso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;25 maggio&lt;br /&gt;Prima telefonata: 10 squilli, centralino: "L'interno è occupato, stia in linea", 15 minuti di squilli a vuoto, cade la linea.&lt;br /&gt;Seconda telefonata: 2 minuti di squilli, cade la linea.&lt;br /&gt;Terza telefonata: 2 minuti di squilli, cade la linea.&lt;br /&gt;...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CONTINUA&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5598779823019116065-3305406321389366110?l=actvalue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actvalue.blogspot.com/feeds/3305406321389366110/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5598779823019116065&amp;postID=3305406321389366110' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/3305406321389366110'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/3305406321389366110'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actvalue.blogspot.com/2007/05/storia-di-unordinaria-inefficienza.html' title='Storia di un&apos;ordinaria inefficienza'/><author><name>Paolo Mosconi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14786718395595716490</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5598779823019116065.post-5107082688735370525</id><published>2007-05-19T16:03:00.000+02:00</published><updated>2007-05-19T16:22:37.776+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Economia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lavoro'/><title type='text'>Perchè le donne guadagnano di meno?</title><content type='html'>Il &lt;a href="http://www.giornaleingegnere.it/"&gt;Giornale dell'Ingegnere&lt;/a&gt; ha pubblicato una sintesi di una ricerca di &lt;a href="http://www.almalaurea.it/"&gt;Almalaurea&lt;/a&gt; su occupazione e stipendi dei giovani laureati italiani.&lt;br /&gt;La cosa che mi ha maggiormente colpito è la differenza di retribuzione tra uomini e donne a 5 anni dalla laurea, che è mediamente del 15% (con qualche differenza tra le facoltà).&lt;br /&gt;Giusto o sbagliato, ho sempre creduto che il gap a favore degli uomini fosse dovuto alla maternità che rallenta le carriere.&lt;br /&gt;Ma a 5 anni dalla laurea, quindi intorno ai 30 anni, quante sono le laureate con figli? Visto che l'età media del parto è 31,8 anni e il numero medio di figli 1,26 (fonte Min. Salute e Istat), le laureate 30enni con figli devono essere veramente poche...&lt;br /&gt;E allora, perchè fin dall'inizio guadagnano di meno di noi maschi? Tanto più che il voto di laurea medio delle donne è più alto di quello degli uomini!&lt;br /&gt;Ho sempre lavorato in aziende che, per fortuna, non fanno differenze di sesso e, veramente, questo non riesco a capirlo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5598779823019116065-5107082688735370525?l=actvalue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actvalue.blogspot.com/feeds/5107082688735370525/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5598779823019116065&amp;postID=5107082688735370525' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/5107082688735370525'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/5107082688735370525'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actvalue.blogspot.com/2007/05/perch-le-donne-guadagnano-di-meno.html' title='Perchè le donne guadagnano di meno?'/><author><name>Paolo Mosconi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14786718395595716490</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5598779823019116065.post-3146228755024629824</id><published>2007-05-14T10:05:00.000+02:00</published><updated>2008-12-12T07:27:32.057+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scienza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tecnologia'/><title type='text'>I bambini e la scienza</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/Rk8DtPmXbCI/AAAAAAAAAAM/REwaCzyfQg0/s1600-h/bioindicatori.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5066272181631544354" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/Rk8DtPmXbCI/AAAAAAAAAAM/REwaCzyfQg0/s320/bioindicatori.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;In Italia ci sono pochi musei scientifici e quei pochi sembrano essere rimasti indietro di 20 o 30 anni. Ogni tanto però c'è un occasione che permette di far capire che cosa sono scienza e ricerca.&lt;br /&gt;Sabato c'è stato l'open day del &lt;a href="http://www.jrc.ec.europa.eu/"&gt;Centro Ricerche dell'Unione Europea di Ispra &lt;/a&gt;: migliaia di persone hanno potuto visitare laboratori dei più svariati settori ed avere un'idea di che cosa scienza e tecnologia stanno facendo per migliorare la nostra vita.&lt;br /&gt;In particolare, era previsto un percorso per bambini con dimostrazioni ed attività su piante, cellule, terremoti, identificazione a radiofrequenza, software di simulazione, ogm, ...&lt;br /&gt;Linguaggio semplice, giochi ed attività pratiche, ma in grado di aprire un mondo: i miei bambini hanno particolarmente apprezzato il microscopio, che hanno pure avuto in regalo al termine di un'attività sui bioindicatori della qualità dell'acqua.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5598779823019116065-3146228755024629824?l=actvalue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actvalue.blogspot.com/feeds/3146228755024629824/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5598779823019116065&amp;postID=3146228755024629824' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/3146228755024629824'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/3146228755024629824'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actvalue.blogspot.com/2007/05/i-bambini-e-la-scienza.html' title='I bambini e la scienza'/><author><name>Paolo Mosconi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14786718395595716490</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_GJS6_8sS7Gg/Rk8DtPmXbCI/AAAAAAAAAAM/REwaCzyfQg0/s72-c/bioindicatori.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5598779823019116065.post-3929711654625934767</id><published>2007-05-06T14:40:00.000+02:00</published><updated>2007-05-06T14:51:48.306+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Innovazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='RFId'/><title type='text'>RFId: qualcosa si muove?</title><content type='html'>Di RFId si fa tanto parlare, ma fino ad ora si è andati ben poco oltre: studi di fattibilità, qualche progetto pilota ma di realizzazioni su larga scala quasi non se ne vedono.&lt;br /&gt;Forse qualcosa sta cambiando anche in Italia. La domanda da parte delle aziende è in aumento: quelle vere, non le società di consulenza che cercano di "piazzare" il progetto ma non hanno le competenze tecniche. Le applicazioni cominciano a vedersi.&lt;br /&gt;Certo, non si tratta di grandi realizzazioni e vanno a toccare i settori del Retail e della Logistica che sono quelli a maggior potenziale teorico, ma anche a maggior costo e complessità di realizzazione.&lt;br /&gt;Si tratta invece di applicazioni di nicchia, meno appetibili per stampa e consulenti, ma in grado di portare reali benefici alle aziende che si lanciano nell'impresa.&lt;br /&gt;Quello dell'occupazione delle nicchie dovrebbe essere uno dei punti di forza delle PMI italiane: vedremo come si svilupperà il mercato.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5598779823019116065-3929711654625934767?l=actvalue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actvalue.blogspot.com/feeds/3929711654625934767/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5598779823019116065&amp;postID=3929711654625934767' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/3929711654625934767'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/3929711654625934767'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actvalue.blogspot.com/2007/05/rfid-qualcosa-si-muove.html' title='RFId: qualcosa si muove?'/><author><name>Paolo Mosconi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14786718395595716490</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5598779823019116065.post-886893401720206283</id><published>2007-04-21T17:19:00.000+02:00</published><updated>2007-04-21T17:45:56.905+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Personale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Retail'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='CRM'/><title type='text'>Rotture di stock nei punti vendita: potrebbe essere il personale e non la supply chain</title><content type='html'>Molto spesso i clienti non trovano nel punto vendita tutto quello che stavano cercando: in media le rotture di stock della grande distribuzione ammontano all'8% del fatturato.&lt;br /&gt;E' evidente che ridurre questa inefficienza porterebbe ingenti benefici sia ai distributori che ai produttori.&lt;br /&gt;L'approccio tradizionale al problema prevede il miglioramento dei processi di riordino e approvviggionamento e l'introduzione di nuovi sistemi informativi: uno dei principali driver di Wal-Mart nell'adozione della tecnologia RFId, ad esempio, è proprio la riduzione delle rotture di stock.&lt;br /&gt;Uno studio appena pubblicato da alcuni ricercatori della famossima business school americana di Wharton (&lt;a href="http://knowledge.wharton.upenn.edu/article.cfm?articleid=1702"&gt;Retail Store Execution: An Empirical Study&lt;/a&gt; ), suggerisce invece un rimedio molto più tradizionale e meno costoso: migliorare la presenza in vendita e la formazione del personale di negozio.&lt;br /&gt;Molto spesso infatti - argomentano i ricercatori - i prodotti sono presenti in negozio, ma i clienti non trovano nessuno a cui rivolgersi per chiedere informazioni sull'ubicazione di ciò che non trovano, su eventuali alternative, sulle caratteristiche ed i prezzi dei prodotti, ecc. Il mancato acquisto può quindi essere frutto di una rottura di stock più percepita che reale o un consiglio avrebbe potuto indirizzare il cliente verso un prodotto sostitutivo.&lt;br /&gt;Lo studio analizza questa ipotesi tramite questionari ad un campione di clienti di alcuni punti vendita e verifica il miglioramento del fatturato che si ottiene incidendo sulla presenza in vendita del personale e sulla sua formazione su prodotti e prezzi.&lt;br /&gt;E' da notare, inoltre, che aumentare la presenza in vendita non vuol dire necessariamente aumentare il personale: in alcuni casi può essere sufficiente adattare meglio i turni alle presenze dei clienti, in altri può essere necessaria una riorganizzazione delle attività.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5598779823019116065-886893401720206283?l=actvalue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actvalue.blogspot.com/feeds/886893401720206283/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5598779823019116065&amp;postID=886893401720206283' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/886893401720206283'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/886893401720206283'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actvalue.blogspot.com/2007/04/rotture-di-stock-nei-punti-vendita.html' title='Rotture di stock nei punti vendita: potrebbe essere il personale e non la supply chain'/><author><name>Paolo Mosconi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14786718395595716490</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5598779823019116065.post-2750973872219120349</id><published>2007-04-17T17:18:00.000+02:00</published><updated>2007-04-17T17:49:55.219+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Generale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Personale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lavoro'/><title type='text'>Arrivederci</title><content type='html'>Tra poche settimane uno dei nostri collaboratori lascerà l'azienda per intraprendere una nuova attività professionale.&lt;br /&gt;Mi si intrecciano tre sentimenti parzialmente contrastanti.&lt;br /&gt;Da una parte c'è il problema di trovare un sostituto, mandare avanti i progetti, fare il passaggio di consegne, non far percepire impatti negativi o ritardi ai clienti ...&lt;br /&gt;E' l'aspetto razionale: la perdita di un collega valido e di esperienza crea scompensi ma esistono i meccanismi e gli strumenti per porvi rimedio; una cosa che fin dall'inizio ho imparato è che nel nostro lavoro nessuno è insostituibile, ci sarà per un po' da stringere i denti e fare qualche sforzo in più, fino a trovare un nuovo punto di equilibrio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi c'è un po' di egoismo e sconforto: dopo due anni e mezzo di lavoro insieme, fatiche, insegnamenti, ecc., questa persona se ne va.&lt;br /&gt;Ma veramente avrà un lavoro migliore? Vale la pena che io ricominci da capo per ottenere di nuovo tra un po' lo stesso risultato? O sarebbe meglio "chi fa da sè fa per tre".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infine c'è anche l'orgoglio: una persona che, neolaureata, ha iniziato a lavorare con noi adesso ha raggiunto risultati e una maturità che le permettono di continuare per la sua strada.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre riflettevo, mi si è affacciato un pensiero. Credo che egoismo ed orgoglio siano i sentimenti che provano i genitori quando i figli se ne vanno per la loro strada: i miei sono ancora troppo piccoli per cui non lo so ancora, ma sicuramente i colleghi li sento un po' figli. E purtroppo c'è quasi anche la differenza di età...&lt;br /&gt;In ogni caso (figli veri e figli lavorativi) spero prevalga l'orgoglio sull'egoismo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5598779823019116065-2750973872219120349?l=actvalue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actvalue.blogspot.com/feeds/2750973872219120349/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5598779823019116065&amp;postID=2750973872219120349' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/2750973872219120349'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/2750973872219120349'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actvalue.blogspot.com/2007/04/arrivederci.html' title='Arrivederci'/><author><name>Paolo Mosconi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14786718395595716490</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5598779823019116065.post-9148969307891742431</id><published>2007-04-09T14:46:00.000+02:00</published><updated>2007-04-09T15:27:37.701+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Software'/><title type='text'>Un programmatore nello spazio o meno spazio ai programmatori</title><content type='html'>Da ieri Charles Simonyi è nello spazio come passeggero della Soyuz russa diretta alla stazione spaziale internazionale: &lt;a href="http://www.charlesinspace.com"&gt;http://www.charlesinspace.com&lt;/a&gt; .&lt;br /&gt;Charles Simonyi è un programmatore d'eccezione: dal 1981 al 2002 ha lavorato in Microsoft, fino ad essere Direttore dello Sviluppo Applicativo, e grazie alla progettazione e realizzazione di molte versioni di Office (in particolare Word ed Excel) ha fatto la fortuna dell'azienda e sua, fino a potersi permettere di fare il turista spaziale (uno sfizio da 20 milioni di dollari).&lt;br /&gt;E' meno noto che Charles Simonyi nel 2002 ha lasciato Microsoft per poter continuare le proprie ricerche nel campo della programmazione intenzionale, fondando una nuova azienda dal nome &lt;a href="http://www.intentsoft.com/"&gt;Intentional Software &lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Intentional Software si propone l'ambizioso obiettivo di trasferire all'interno del software l'enorme sforzo di conoscenza che oggi resta confinato alle fasi di analisi e realizzazione ma che poi si disperde in quanto scarsamente documentato al di fuori dei sorgenti. Questo valore latente ed irrealizzato è normalmente conosciuto come &lt;em&gt;software intent&lt;/em&gt;, cioè l'obiettivo che il sistema si propone di ottenere: da qui il nome dell'azienda.&lt;br /&gt;Intentional Software sposta il focus dell'attività progettuale alla descrizione del dominio applicativo e degli obiettivi che con il sistema si intendono raggiungere, fase in cui più che i programmatori sono coinvolti gli utenti e gli esperti del settore; una volta definito il design, il codice potrà essere generato in automatico. Il processo, tra l'altro, può essere ripetuto iterativamente evitando che il codice diverga dal design iniziale facendolo diventare obsoleto.&lt;br /&gt;Ad oggi Simonyi non ha ancora rilasciato un prodotto nè si sa quanto questo sia ancora lontano nel tempo, ma - oltre che dall'indubbia statura del personaggio - la bontà dell'approccio è dimostrata dal fatto che tra i (pochi) clienti della sua azienda vi siano nomi del calibro di &lt;a href="http://www.capgemini.com/"&gt;Capgemini &lt;/a&gt;e &lt;a href="http://www.thoughtworks.com/index.html"&gt;Thoughtworks&lt;/a&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5598779823019116065-9148969307891742431?l=actvalue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actvalue.blogspot.com/feeds/9148969307891742431/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5598779823019116065&amp;postID=9148969307891742431' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/9148969307891742431'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/9148969307891742431'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actvalue.blogspot.com/2007/04/un-programmatore-nello-spazio-o-meno.html' title='Un programmatore nello spazio o meno spazio ai programmatori'/><author><name>Paolo Mosconi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14786718395595716490</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5598779823019116065.post-7343198102903519814</id><published>2007-03-31T15:22:00.000+02:00</published><updated>2007-03-31T15:41:58.134+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='CRM'/><title type='text'>5 cose da non dire mai ad un cliente</title><content type='html'>&lt;p&gt;Consigli per il Customer Service e per chi in generale è a contatto con i clienti:&lt;/p&gt;&lt;ol&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Una bugia&lt;/strong&gt;. Sembra ovvio, ma è una bugia anche cercare di vendere a tutti i costi i propri prodotti / servizi quando non sono la scelta migliore per il cliente: è molto meglio ammetterlo esplicitamente e consigliarli un concorrente.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;E' colpa di un altro ufficio&lt;/strong&gt;. Al cliente non interessano i problemi organizzativi interni, soprattutto se servono per fare scaricabarile.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Non sono d'accordo&lt;/strong&gt;. Discutere con un cliente, frustrato o arrabbiato, non porta da nessuna parte: è meglio mostrare comprensione e cercare di pilotare la conversazione verso una soluzione accettabile per entrambe le parti.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Non so che cosa fare&lt;/strong&gt;. Chi rappresenta l'azienda non può non conoscerne i prodotti: se necessario, è meglio fare escalation verso un superiore o un esperto.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;E' colpa tua. Non è giusto rinfacciare al cliente di non sapere come funziona il prodotto: non gli è stato spiegato prima, bisogna farlo adesso.&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;&lt;p&gt;Tratto da Fast Company Expert Blogs: Valeria Maltoni, &lt;a href="http://blog.fastcompany.com/experts/vmaltoni/2007/03/5_things_you_should_never_tell.html"&gt;5 Things you should NEVER tell a Customer &lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5598779823019116065-7343198102903519814?l=actvalue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actvalue.blogspot.com/feeds/7343198102903519814/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5598779823019116065&amp;postID=7343198102903519814' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/7343198102903519814'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/7343198102903519814'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actvalue.blogspot.com/2007/03/5-cose-da-non-dire-mai-ad-un-cliente.html' title='5 cose da non dire mai ad un cliente'/><author><name>Paolo Mosconi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14786718395595716490</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5598779823019116065.post-6387480349471961541</id><published>2007-03-22T15:07:00.000+01:00</published><updated>2007-03-22T15:51:10.485+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Software'/><title type='text'>I computer del futuro (molto vicino)</title><content type='html'>Le console per i videogiochi sono dei computer. Sono specializzati nell'effettuare alcune operazioni, grafiche in particolare, ed hanno sistemi operativi diversi dai normali PC ma comunque sono dei computer; anzi, sono molto più potenti e veloci dei normali PC.&lt;br /&gt;La nuova Playstation 3, disponibile in Europa da questa settimana, è equivalente ad un server di medie dimensioni, di quelli che si trovano unicamente nelle grandi aziende.&lt;br /&gt;Oltre ai giochi, qualcuno comincia ad usare questi "mostri" anche a scopo scientifico.&lt;br /&gt;Un ricercatore canadese, ad esempio, ha utilizzato proprio la Playstation 3 per realizzare un esempio di un nuovo sistema di programmazione &lt;em&gt;multi-threaded&lt;/em&gt;, cioè un sistema in cui diversi eventi vengono gestiti parallelamente ed indipendentemente dai processori presenti nella macchina. La demo rappresenta migliaia di polli gestiti ciascuno autonomamente dall'altro dai processori della Playstation: &lt;a href="http://www.csclub.uwaterloo.ca/media/Riding%20The%20Multi-core%20Revolution.html"&gt;http://www.csclub.uwaterloo.ca/media/Riding%20The%20Multi-core%20Revolution.html&lt;/a&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5598779823019116065-6387480349471961541?l=actvalue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actvalue.blogspot.com/feeds/6387480349471961541/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5598779823019116065&amp;postID=6387480349471961541' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/6387480349471961541'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/6387480349471961541'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actvalue.blogspot.com/2007/03/i-computer-del-futuro-molto-vicino.html' title='I computer del futuro (molto vicino)'/><author><name>Paolo Mosconi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14786718395595716490</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5598779823019116065.post-3305453883761443835</id><published>2007-03-16T16:39:00.000+01:00</published><updated>2007-03-16T16:55:41.505+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Economia'/><title type='text'>Chi lavora e chi no ...</title><content type='html'>Il Corriere della Sera di oggi pubblico un articolo di Francesco Giavazzi in cui si spiega come negli ultimi anni la Spagna abbia creato un numero di posti di lavoro tre volte maggiore dell'Italia (7 milioni contro 2,5 milioni) a beneficio soprattutto di ultra-sessantenni, donne e giovani.&lt;br /&gt;Uno dei molti aspetti che colpiscono è la differenza di partecipazione dei giovani alla forza lavoro nei vari paesi, con l'Italia in buon ultima posizione e le cause da ricercarsi essenzialmente nella scarsa qualità del sistema scolastico.&lt;br /&gt;Giavazzi conclude, giustamente, facendo notare come un investimento sull'istruzione porterebbe risultati positivi in termini di crescita economica in quanto si tradurrebbe in una maggiore partecipazione dei giovani alla forza lavoro e in un maggior numero di posti di lavoro.&lt;br /&gt;A differenza dei soliti incentivi richiesti dalle aziende per aumentare la produttività mediante l'utilizzo di tecnologie che invece hanno fino ad oggi avuto pochissime ricadute positive.&lt;br /&gt;Mi viene da pensare, allora, che l'effetto positivo di un investimento sul sistema della formazione sarebbe addirittura duplice: la propensione all'innovazione e all'utilizzo della tecnologia da parte dei giovani è sicuramente maggiore e quindi alla fine potrebbe anche aumentare la produttività per addetto e non solo il numero degli addetti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5598779823019116065-3305453883761443835?l=actvalue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actvalue.blogspot.com/feeds/3305453883761443835/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5598779823019116065&amp;postID=3305453883761443835' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/3305453883761443835'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/3305453883761443835'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actvalue.blogspot.com/2007/03/chi-lavora-e-chi-no.html' title='Chi lavora e chi no ...'/><author><name>Paolo Mosconi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14786718395595716490</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5598779823019116065.post-885568084490563721</id><published>2007-03-07T15:00:00.000+01:00</published><updated>2007-03-07T15:30:45.521+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Software'/><title type='text'>Progettazione del software: niente di nuovo sotto il sole</title><content type='html'>Ormai più di venti anni fa ho iniziato ad occuparmi di software, ed in particolare mi ha sempre interessato la sua progettazione.&lt;br /&gt;Nonostante i cambiamenti radicali e la rapidissima evoluzione tecnologica, mi sembra che poco sia cambiato in questa attività, soprattutto nella sua prima fase: la &lt;em&gt;definizione dei requisiti&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;L'analisi dei requisiti è il momento cruciale in cui viene definito che cosa deve fare un sistema e come: tutte le attività che seguono (progettazione, realizzazione, test, avviamento, ...) non sono che una conseguenza; se i requisiti sono errati, ammesso e non concesso che il sistema li rispetti, farà comunque qualcosa che non va bene.&lt;br /&gt;Questa riflessione sull'importanza e la criticità dell'analisi iniziale e sulla scarsa evoluzione è stimolata dalla lettura di un articolo di  Esther Schindler pubblicato oggi su CIO: "Getting Clueful: Five Things CIOs Should Know About Software Requirements"  (&lt;a href="http://www.cio.com/advice_opinion/development/five_things_it_managers_should_know_about_software_requirements.html?CID=29903"&gt;http://www.cio.com/advice_opinion/development/five_things_it_managers_should_know_about_software_requirements.html?CID=29903&lt;/a&gt;).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le 5 cose da sapere identificate dall'autrice sono, purtroppo, le stesse di 20 anni fa (e anche 30) e tutt'altro che facili da risolvere in pratica (i commenti di fianco ad ogni voce sono miei):&lt;br /&gt;&lt;ol&gt;&lt;li&gt;L'identificazione dei requisiti ha diversi ruoli (stipulare il contratto, definire le funzionalità del software) che non necessariamente richiedono lo stesso livello di dettaglio e precisione.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;L'utente finale deve essere coinvolto nel processo di definizione iniziale. Sembra banale ma, a parte che non è sempre facile a farsi, non necessariamente porta ad un risultato di qualità: l'utente è bravo ad usare un sistema per svolgere una determinata attività, normalmente non nel concettualizzare queste funzionalità ed immaginarsele sulla carta.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;I requisiti devono avere il giusto livello di dettaglio. Nella maggior parte dei casi, cioè nel mondo del software gestionale, ciò è totalmente soggettivo e dipendente dal contesto e dalle persone coinvolte nelle diverse fasi del progetto.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;I requisiti sono destinati a cambiare. E' una certezza della vita, il saperlo però non ci aiuta molto nella gestione del cambiamento in corso d'opera.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;E' necessario ascoltare chi realizza il progetto ed agire di conseguenza. Non c'entra molto con l'identificazione dei requisiti (sulla carta le applicazioni software sono tutte perfette) ma vale sempre...&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5598779823019116065-885568084490563721?l=actvalue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actvalue.blogspot.com/feeds/885568084490563721/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5598779823019116065&amp;postID=885568084490563721' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/885568084490563721'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/885568084490563721'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actvalue.blogspot.com/2007/03/progettazione-del-software-niente-di.html' title='Progettazione del software: niente di nuovo sotto il sole'/><author><name>Paolo Mosconi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14786718395595716490</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5598779823019116065.post-2270365796121296133</id><published>2007-03-01T10:31:00.000+01:00</published><updated>2007-03-01T10:50:49.653+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Software'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tecnologia'/><title type='text'>La sindrome del programmatore</title><content type='html'>Nei progetti di sviluppo software, semplificando, sono impegnate due figure: i tecnici e i funzionali.&lt;br /&gt;I tecnici realizzano il software sulla base delle specifiche funzionali, lo fanno funzionare e si occupano di tutti quegli aspetti di dettaglio molto complicati senza i quali niente funzionerebbe.&lt;br /&gt;I funzionali devono avere il quadro complessivo del progetto e fare da interpreti tra le esigenze concrete degli utenti, per cui il prodotto è una scatola nera, e gli aspetti tecnici di progettazione e produzione.&lt;br /&gt;Sul mercato stanno arrivando alcuni strumenti di progettazione e sviluppo software che permettono anche ai funzionali di produrre applicazioni, o una parte di esse, in modo grafico e senza scrivere codice.&lt;br /&gt;I vantaggi in termini di produttività ed efficienza sono evidenti, anche se l'apprendimento è tutt'altro che immediato; l'utilizzo ha però determinato anche un curioso ed imprevisto effetto: il funzionale si ammala con la &lt;em&gt;sindrome del programmatore&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Anche lui, cioè, è tutto preso dal dettaglio realizzativo e rischia di perdere di vista il quadro d'insieme.&lt;br /&gt;La morale: non basta lo strumento, ma deve cambiare anche il processo: il modello di relazione tradizionale e testato tra funzionali e tecnici deve modificarsi per fare in modo che entrambi possano sfruttare i benefici di questi strumenti ma senze perdere le specificità dei propri ruoli, entrambi indispensabili per arrivare al risultato.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5598779823019116065-2270365796121296133?l=actvalue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actvalue.blogspot.com/feeds/2270365796121296133/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5598779823019116065&amp;postID=2270365796121296133' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/2270365796121296133'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/2270365796121296133'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actvalue.blogspot.com/2007/03/la-sindrome-del-programmatore.html' title='La sindrome del programmatore'/><author><name>Paolo Mosconi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14786718395595716490</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5598779823019116065.post-2380484876678255606</id><published>2007-02-22T17:10:00.000+01:00</published><updated>2007-02-22T17:26:22.133+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tecnologia'/><title type='text'>Corretto utilizzo della tecnologia: produttività e sicurezza</title><content type='html'>Quanto è successo in un ospedale di Firenze questa settimana è raccapricciante: per un errore di trascrizione a tre persone sono stati trapiantati organi sieropositivi.&lt;br /&gt;Se cerco di analizzare questo episodio dal lato organizzativo, tralasciando per quanto possibile gli impatti umani, sono ancora più preoccupato dal vedere l'ennesima manifestazione di uno dei maggiori problemi italiani.&lt;br /&gt;Nel nostro paese, infatti, la tecnologia non si inserisce in un processo per modificarlo, ma gli si aggiunge duplicandolo. Sia nel contesto aziendale (l'email non sostituisce la carta o il fax ma raddoppia la comunicazione e la complicazione) sia in quello della pubblica amministrazione (dove timbri e marche da bollo regnano sovrani e nel caso sia possibile effettuare operazioni via internet è poi quasi sempre necessario stampare, firmare e spedire).&lt;br /&gt;Fino ad oggi eravamo convinti che questo fenomeno fosse unicamente responsabile del deficit di produttività tra Italia e paesi sviluppati.  Purtroppo abbiamo scoperto che le conseguenze possono essere ben più gravi sul piano individuale di salute e sicurezza: la macchina fa le analisi, ma l'uomo deve &lt;em&gt;ricopiare&lt;/em&gt; i risultati; come se ricopiare non fosse un'attività fatta meglio da una macchina che da un uomo.&lt;br /&gt;Non intendo assolutamente dire che il processo dovrebbe essere completamente automatico, ma forse l'uomo sarebbe meglio impiegato per un controllo, l'eventuale interpretazione di valori dubbi e una firma di approvazione.&lt;br /&gt;Penso di non sbagliarmi dicendo che qualità del lavoro, produttività e sicurezza ci potrebbero solo guadagnare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5598779823019116065-2380484876678255606?l=actvalue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actvalue.blogspot.com/feeds/2380484876678255606/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5598779823019116065&amp;postID=2380484876678255606' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/2380484876678255606'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/2380484876678255606'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actvalue.blogspot.com/2007/02/corretto-utilizzo-della-tecnologia.html' title='Corretto utilizzo della tecnologia: produttività e sicurezza'/><author><name>Paolo Mosconi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14786718395595716490</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5598779823019116065.post-784326704893803272</id><published>2007-02-17T15:13:00.000+01:00</published><updated>2007-02-17T15:34:16.410+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tecnologia'/><title type='text'>Sistemi Informativi ombra</title><content type='html'>Oltre a quelli ufficiali, gestiti dalla direzione o funzione ufficiale, le aziende hanno anche dei sistemi informativi ombra, cioè utilizzati per lavorare ma fuori dal controllo aziendale.&lt;br /&gt;Qualche esempio:&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;gmail: posta elettronica accessibile ovunque, in cui è facile trovare un documento e senza i limiti di spazio normalmente imposti alla casella aziendale;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;instant messenger: strumento collaborativo per interagire con colleghi e collaboratori;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;skype: telefono via computer;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;siti di condivisione di documenti e collaborazione: per aumentare la produttività dei rapporti con colleghi fornitori e clienti.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;p&gt;Sicuramente la direzione IT non dorme sonni tranquilli (e neanche il top management se e quando se ne rende conto): l'utilizzo di questi strumenti espone a rischi non direttamente controllabili dati ed informazioni riservati o potenzialmente tali.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;D'altro canto i vantaggi sono innegabili e il trend sembra inarrestabile.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;In parte è una storia già vista: quando il personal computer è entrato nelle aziende lo ha fatto a partire dalle scrivanie degli utenti, fuori dal controllo dell'IT; solo successivamente quest'ultimo se ne è appropriato per mettere un po' di ordine e di controllo (e di burocrazia) quando il fenomeno è esploso.  Di conseguenza, è probabile che di nuovo accadrà qualcosa di simile.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5598779823019116065-784326704893803272?l=actvalue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actvalue.blogspot.com/feeds/784326704893803272/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5598779823019116065&amp;postID=784326704893803272' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/784326704893803272'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/784326704893803272'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actvalue.blogspot.com/2007/02/sistemi-informativi-ombra.html' title='Sistemi Informativi ombra'/><author><name>Paolo Mosconi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14786718395595716490</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5598779823019116065.post-2957142595027433169</id><published>2007-02-14T11:07:00.000+01:00</published><updated>2007-02-14T11:29:07.295+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Strategia'/><title type='text'>Mission o Mantra?</title><content type='html'>La &lt;em&gt;mission aziendale&lt;/em&gt; è una bella frasetta che descrive ad alto livello con tante buone intenzioni ma poca incisività ciò che ci si propone di ottenere.  E' un prodotto della cultura manageriale anglosassone e campeggia sulla copertina di business plan, annual report e lettere agli azionisti.&lt;br /&gt;Quella stessa cultura si sta oggi interrogando sulla validità del "mission statement" come strumento di orientamento strategico dell'azienda. E c'è chi (Guy Kawasaki, The Art of the Start, &lt;a href="http://www.changethis.com/1.ArtOfTheStart"&gt;http://www.changethis.com/1.ArtOfTheStart&lt;/a&gt;) suggerisce di sostituirlo con qualcosa di molto più immediato ed incisivo: un &lt;em&gt;mantra&lt;/em&gt; appunto.&lt;br /&gt;Il mantra, che ha origine nelle filosofie e religioni indiane, consiste in una formula che viene ripetuta per un certo numero di volte al fine di ottenere un determinato effetto, principalmente a livello mentale, ma anche, seppur in maniera ridotta, a livello fisico ed energetico.&lt;br /&gt;Il mantra è breve, delicato ed evocativo.&lt;br /&gt;Probabilmente è vero: riuscire a concentrare in una sintesi così potente l'essenza di un'azienda richiede un'elaborazione strategica ed una chiarezza di obiettivi tutt'altro che trascurabile.&lt;br /&gt;Spesso mi chiedo qual'è l'elemento distintivo di ActValue, che fa sì che i clienti scelgano noi e non qualcun altro; possiamo cercare di sintetizzarlo in un mantra.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5598779823019116065-2957142595027433169?l=actvalue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actvalue.blogspot.com/feeds/2957142595027433169/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5598779823019116065&amp;postID=2957142595027433169' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/2957142595027433169'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/2957142595027433169'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actvalue.blogspot.com/2007/02/mission-o-mantra.html' title='Mission o Mantra?'/><author><name>Paolo Mosconi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14786718395595716490</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5598779823019116065.post-6581993904426673720</id><published>2007-02-09T14:29:00.000+01:00</published><updated>2007-02-05T15:21:19.285+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tecnologia'/><title type='text'>Reputation Management</title><content type='html'>Il New York Times ha annunciato che probabilmente nell'arco di 5 anni non sarà più stampato su carta ma solo online.&lt;br /&gt;Ma già oggi, quanto è importante l'immagine web di un'azienda? E non si tratta solo del sito web istituzionale, ma più in generale dell'intera comunicazione su web. Internet è un mezzo partecipativo in cui la comunicazione non è unidirezionale: i blog sono l'esempio macroscopico della partecipazione dal basso ma non sono l'unico strumento, esistono anche newsgroup, mailing list e siti specializzati per ogni argomento.&lt;br /&gt;Le aziende stanno scoprendo la necessità di una gestione attiva a difesa dell’immagine aziendale che consiste nella verifica dei contenuti web in tutte le forme che possono assumere.&lt;br /&gt;Chi ne ha bisogno? Aziende consumer preoccupate di eventuali clienti insoddisfatti, aziende per cui la reputazione è un capitale fondamentale (farmaceutiche, bancarie, ...), pubbliche amministrazioni interessate alle opinioni dei cittadini, aziende che si rivolgono ai maggiori utenti del web (i giovani) non necessariamente per vendere loro qualcosa ma magari per assumerli.&lt;br /&gt;In tutti i casi, come dicevano già i Romani (senza internet), &lt;em&gt;melius prevenire quam reprimere&lt;/em&gt;: la rete amplifica opinioni e reazioni spesso senza una verifica accurata delle fonti e dei fondamenti di una notizia; gli esiti possono essere estremamente negativi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5598779823019116065-6581993904426673720?l=actvalue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actvalue.blogspot.com/feeds/6581993904426673720/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5598779823019116065&amp;postID=6581993904426673720' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/6581993904426673720'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/6581993904426673720'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actvalue.blogspot.com/2007/02/reputation-management.html' title='Reputation Management'/><author><name>Paolo Mosconi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14786718395595716490</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5598779823019116065.post-5387365525855534417</id><published>2007-02-04T15:35:00.000+01:00</published><updated>2007-02-05T15:21:19.321+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Economia'/><title type='text'>Riconoscere i segni del disastro</title><content type='html'>La maggior parte dei libri di business insegnano, o cercano di insegnare, come avere successo.&lt;br /&gt;Un libro del 2005, che si legge in un paio d'ore grazie non solo al limitato numero di pagine ma anche alla semplicità ed alla freschezza della presentazione, spiega invece come riconoscere i segni premonitori di disastri aziendali con il duplice obiettivo di prevenirli - per chi ne abbia la possibilità - o di fuggirli se non si hanno le leve del comando. L'autore, l'americano Gary Sutton, è esperto di ristrutturazioni aziendali ed il libro è "Corporate Canaries. Avoid Business Disasters with a Coal Miner's Secrets", Nelson Business 2005 &lt;a href="http://www.thomasnelson.com/consumer/product_detail.asp?sku=078521299X"&gt;http://www.thomasnelson.com/consumer/product_detail.asp?sku=078521299X&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;In estrema sintesi Gary Sutton identifica 5 tipi di problemi che, se riconosciuti con anticipo permettono di evitare il disastro:&lt;br /&gt;&lt;ol&gt;&lt;li&gt;La sola crescita del fatturato non riduce le perdite&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Il debito uccide&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Solo gli stupidi non hanno indicatori di performance&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Qualunque decisione è meglio dell'indecisione&lt;/li&gt;&lt;li&gt;I mercati crescono e muoiono&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5598779823019116065-5387365525855534417?l=actvalue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actvalue.blogspot.com/feeds/5387365525855534417/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5598779823019116065&amp;postID=5387365525855534417' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/5387365525855534417'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/5387365525855534417'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actvalue.blogspot.com/2007/02/riconoscere-i-segni-del-disastro.html' title='Riconoscere i segni del disastro'/><author><name>Paolo Mosconi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14786718395595716490</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5598779823019116065.post-4409465301583198915</id><published>2007-02-01T17:17:00.000+01:00</published><updated>2007-02-01T17:25:03.727+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Economia'/><title type='text'>Differenze culturali</title><content type='html'>In questi giorni stiamo lavorando con una società di software malese ed un loro progettista è in Italia per 2 settimane. Questa mattina, chiacchierando a pranzo, ho scoperto una cosa che mi ha sorpreso e mi ha fatto pensare.&lt;br /&gt;La Malesia ha una lingua ufficiale (Malay) parlata dalla popolazione insieme ad una varietà di dialetti indiani e cinesi, ma a scuola - fin dalle elementari - le materie scientifiche sono insegnate in inglese ed, analogamente, l'inglese è la lingua parlata negli uffici ad eccezione di quelli della pubblica amministrazione.&lt;br /&gt;Questa scelta, pur discendente dalla dominazione britannica, non è dovuta come in India alla necessità di permettere di capirsi a popolazioni che parlano lingue di diverse, ma deriva dalla volontà di ridurre le barriere commerciali e scientifiche negli scambi con il resto del mondo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5598779823019116065-4409465301583198915?l=actvalue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actvalue.blogspot.com/feeds/4409465301583198915/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5598779823019116065&amp;postID=4409465301583198915' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/4409465301583198915'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/4409465301583198915'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actvalue.blogspot.com/2007/02/differenze-culturali.html' title='Differenze culturali'/><author><name>Paolo Mosconi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14786718395595716490</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5598779823019116065.post-5957493905549495582</id><published>2007-01-30T10:51:00.000+01:00</published><updated>2007-01-30T15:22:04.900+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tecnologia'/><title type='text'>Licenze software usate</title><content type='html'>Windows Vista è arrivato sul mercato. E insieme al nuovo sistema operativo una nuova versione di Office.&lt;br /&gt;I nuovi prodotti non sono propriamente a buon mercato o meglio, vi sono talmente tante funzionalità e programmi ed il costo della licenza è di conseguenza.&lt;br /&gt;Con l'occasione anche la stampa ha affrontato il tema del costo del software ed evidenziato tra le soluzioni a disposizione delle aziende quella dell'acquisto di "&lt;em&gt;licenze usate&lt;/em&gt;".&lt;br /&gt;Che cos'è una licenza software usata? Semplicemente si tratta del diritto di utilizzare una vecchia versione del programma (ad es. Office 97 anzichè Office 2007) acquisendolo non direttamente dal produttore ma da un altro utente (normalmente tramite un intermediario).&lt;br /&gt;Per l'utente medio il software di una o due versioni precendenti è di norma adeguato, in quanto gli aggiornamenti sono per la maggior parte relativi a funzioni cosiddette avanzate.&lt;br /&gt;Anche la possibilità di cedere le licenze è interessante: le aziende chiudono, si fondono, riducono il numero di addetti e il software resta inutilizzato; poterlo rivendere, anche se a poco prezzo, è un'inaspettata fonte di guadagno. Inoltre, a differenza delle auto usate, i programmi usati non subiscono usura e si comportano sempre nello stesso modo.&lt;br /&gt;Apparentemente gli unici che hanno da perdere da questo commercio sono i produttori di software: per quello che ne so (la scorsa primavera ho fatto risparmiare ad un cliente diverse migliaia di euro con un accordo di questo tipo) solo Microsoft ha dato il suo placet a rivenditori di "&lt;em&gt;licenze usate&lt;/em&gt;", veri e propri intermediari tra domanda e offerta. Ovviamente in modo circoscritto e senza pubblicità, anche perchè come produttore non ci guadagna più niente.&lt;br /&gt;Perchè? Forse perchè un utente in regola con le licenze, anche se non cliente diretto, è sempre meglio di un utente pirata.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5598779823019116065-5957493905549495582?l=actvalue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actvalue.blogspot.com/feeds/5957493905549495582/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5598779823019116065&amp;postID=5957493905549495582' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/5957493905549495582'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/5957493905549495582'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actvalue.blogspot.com/2007/01/licenze-software-usate.html' title='Licenze software usate'/><author><name>Paolo Mosconi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14786718395595716490</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5598779823019116065.post-3729172136062590298</id><published>2007-01-26T11:12:00.000+01:00</published><updated>2007-01-26T11:23:15.377+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Economia'/><title type='text'>Scienza e Ingegneria dei Servizi</title><content type='html'>Sta nascendo una nuova disciplina dal nome "&lt;strong&gt;Scienza e Ingegneria dei Servizi&lt;/strong&gt;" che consiste  nell'applicazione di discipline scientifiche, aziendalistiche ed ingegneristiche alle attività dei servizi.&lt;br /&gt;Nei Paesi sviluppati il settore dei servizi occupa ormai oltre il 75% della forza lavoro e produce più del 50% del PIL ed è quindi fondamentale che si sviluppino competenze scientifiche almeno paragonabili a quelle relative ai settori industriali.&lt;br /&gt;Ancora una volta, così come per l'informatica negli anni '50, lo sponsor di questa disciplina scientifica è IBM, che dai servizi trae più del 50% del proprio fatturato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco alcune delle domande a cui questa disciplina si prefigge di dare risposte mediante la definizione di modelli concettuali adeguati:&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Misurare l'intensità di lavoro e di servizio e la complessità del servizio. Quali sono i limiti del self-service? Quanto lavoro può essere lasciato all'utente finale?&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Rappresentare e catalogare la competenza. Come si organizzano e si identificano le competenze necessarie per svolgere un determinato lavoro? Come si tiene conto di ciò per comporre e ottimizzare i team di progetto?&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Identificare gli strumenti di comunicazione globale. Quali sono le barriere all'aumento della produttività nel coordinamento interpersonale? Distanza, fiducia, comunicazione, ciò che si ha in comune, cultura, tecnologia?&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Definire l'organizzazione del lavoro nei servizi. Applicazione di metodi logistici alle supply chain dei servizi che sono centrate sulle persone.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Identificare come automatizzare efficacemente i servizi. Capire come bilanciare gli sforzi tra persone e macchine per creare nuovi servizi.&lt;br /&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5598779823019116065-3729172136062590298?l=actvalue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actvalue.blogspot.com/feeds/3729172136062590298/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5598779823019116065&amp;postID=3729172136062590298' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/3729172136062590298'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5598779823019116065/posts/default/3729172136062590298'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actvalue.blogspot.com/2007/01/scienza-e-ingegneria-dei-servizi.html' title='Scienza e Ingegneria dei Servizi'/><author><name>Paolo Mosconi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14786718395595716490</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
